Dichiara Salvatore Patti, responsabile del Servizio Osservatorio Aria di Arpa Veneto: «Nonostante siamo in un periodo critico per le polveri sottili, grazie anche alle piogge di questi giorni la qualità dell’aria è abbastanza buona, con bassi valori delle polveri sottili, anche se ci dobbiamo aspettare un incremento quando cambierà il meteo. Soprattutto in presenza di inversioni termiche visibili, con fenomeni di nebbia, gli inquinanti vengono schiacciati al suolo e la loro concentrazione aumenta».

«Abbiamo prodotto due report per il Veneto analizzando gli effetti del lockdown sulla qualità dell’aria e portiamo avanti lo stesso report a livello del bacino padano. Siamo infine presenti nel progetto Pulvirus che vuole vedere gli effetti del lockdown su tutto il territorio nazionale».

Continua Patti: «Dai primi dati si rileva che, mentre alcuni inquinanti – come gli ossidi d’azoto – che risentono fortemente del lockdown, per il PM10 il problema è molto più complesso: a fronte di un calo anche del 70% del traffico veicolare, ci sono state diminuizioni molto più basse delle polveri».

Sull’utilizzo di caminetti e stufe, che come ha sottolineato l’assessore Segala nel suo intervento di questa mattina a “Mattino Verona” sono particolarmente inquinanti, Patti dichiara che stufe e caminetti a biomassa sono i maggiori responsabili del livello delle polveri sottili: «Consigliamo di utilizzarli il meno possibile, di curarne la manutenzione e di verificare lo stato di allerta, poiché a seconda del livello delle polveri sottili vi sono divieti».