Aria radioattiva, “livelli irrilevanti per l’uomo”

In questi giorni le stazioni Arpav venete stanno rilevando una presenza di Rutenio 106 nell’aria. Un radionuclide che però, a questi livelli, non è dannoso per la salute dell’uomo. Ne abbiamo parlato con il dirigente del servizio osservatorio sugli agenti fisici di Arpav, Flavio Trotti.

Picchi irrilevanti per la salute dell’uomo. È questa la pronta risposta che Arpav mostra attraverso dei grafici a seguito del rilevamento di tracce di Rutenio 106 nell’aria delle province di Verona, Vicenza, Belluno e Friuli Venezia Giulia.

Qui si trovano infatti le stazioni di controllo Arpav che nei giorni scorsi e ancora oggi evidenziano una piccolissima quantità di sostanza radioattiva nell’aria.

Di più nella zona di Belluno, per poi scendere gradualmente verso Verona e la Lombardia. Anche altre stazioni europee hanno segnalato questa comunque indesiderata presenza.

Si tratterebbe di un radionuclide che si trova nei prodotti della fissione nucleare, anche se si può escludere che la causa sia un incidente di qualche centrale, ci spiega il dirigente del servizio osservatorio sugli agenti fisici.

In questo caso, infatti, i radionuclidi in circolazione sarebbero più diversificati. Nessun pericolo per l’uomo, insomma.

I livelli di Rutenio 106 che sono stati misurati (intorno ai 10 millibequerel per metro cubo) sono di molto inferiori rispetto alla radioattività naturale.

Non è ancora ben chiaro da dove possa derivare questa contaminazione, bisognerà attendere il responso delle fonti ufficiali.

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