Architetti e ingegneri di Verona a lezione di filosofia da Galimberti

“I 100 anni degli Ingegneri e degli Architetti” è l'evento che ha avuto luogo nei giorni scorso nella sede dell’Ordine degli Architetti scaligeri. Un appuntamento speciale a cui ha preso parte il filosofo Umberto Galimberti con una lectio magistrale ad hoc sul rapporto uomo-tecnica e il rapporto con il mondo contemporaneo. Secondo il filosofo la…

“I 100 anni degli Ingegneri e degli Architetti” è l’evento che ha avuto luogo nei giorni scorso nella sede dell’Ordine degli Architetti scaligeri. Un appuntamento speciale a cui ha preso parte il filosofo Umberto Galimberti con una lectio magistrale ad hoc sul rapporto uomo-tecnica e il rapporto con il mondo contemporaneo.

Secondo il filosofo la tecnica non è più un mezzo a disposizione dell’uomo ma è il mondo in cui viviamo:  «L’uomo con la tecnica subisce una trasformazione di cui siamo scarsamente consapevoli perché continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre la tecnica è diventata l’ambiente che ci circonda e ci costituisce secondo quelle regole di razionalità che, misurandosi sui soli criteri della funzionalità e dell’efficienza, non esitano a subordinare le esigenze dell’uomo alle esigenze dell’apparato tecnico. Per effetto di questa inconsapevolezza, l’uomo si muove, nell’età della tecnica, ancora con i tratti tipici dell’uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi iscritti in un orizzonte di senso, con un bagaglio di idee proprie e un corredo di sentimenti in cui si riconosceva. L’età della tecnica ha abolito questo scenario “umanistico”, perché la tecnica non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela la verità. La tecnica funziona, e siccome il suo funzionamento diventa planetario, questa conferenza si propone di rivedere i concetti di individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso, scopo, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si nutriva l’età umanistica e che ora, nell’età della tecnica, dovranno essere riconsiderati, dismessi o rifondati dalle radici».

Matteo Faustini, presidente dell'ordine degli Architetti di Verona
Matteo Faustini, presidente dell’ordine degli Architetti di Verona

«La tecnica –afferma Matteo Faustini presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona – è sempre stata parte integrante della storia dell’uomo. Fin dalle origini fino all’intelligenza artificiale. La tecnica può essere una risorsa preziosa per l’uomo, ma può anche diventare un rischio se non viene utilizzata in modo consapevole. È importante che gli architetti, in quanto professionisti che si occupano della progettazione e della costruzione dell’ambiente costruito, siano consapevoli dei potenziali rischi e benefici della tecnica».

«Siamo molto attenti e sensibili a tutto ciò che influisce sull’evoluzione della professione – evidenzia Matteo Limoni, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia -, per questo abbiamo voluto concludere gli eventi celebrativi dei cento anni dalla costituzione degli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti veronesi con un incontro di grande interesse come la lectio magistralis di Umberto Galimberti. Le nostre stesse professioni intellettuali possono rischiare di essere sopraffatte dallo stesso sviluppo tecnologico di cui siamo attori, omologando la professione, togliendone la creatività e l’anima, per rincorre solo cosa è più efficace ed efficiente. Si pone quindi una riflessione etica che coinvolge anche le nostre categorie».

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