Approvato il dl sicurezza alla camera, Zaia: “Segnale forte”

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È stato approvato ieri sera alla Camera il decreto sicurezza con 396 sì, 99 no. Il testo era già passato al Senato, quindi diventerà legge dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Soddisfatto il presidente del Veneto Luca Zaia: “Dopo anni di sole parole, viene data una risposta concreta a un’esigenza primaria della gente per bene”.

Largo sostegno al provvedimento, approvato da Fratelli d’Italia e Forza Italia, oltre che dalla maggioranza. Contrari invece Partito Democratico e Liberi e Uguali.

Alcuni degli aspetti contenuti nel decreto sono l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito da vari “permessi speciali” temporanei, l’estensione della durata massima di trattenimento nei “Centri di permanenza per il rimpatrio”, che passa da 90 a 180 giorni, e l’ampliamento del numero di reati che comportano la revoca della protezione internazionale. In tutti i capoluogo di provincia inoltre sarà sperimentato l’utilizzo del taser per i vigili urbani. Misure anche per l’accattonaggio molesto, la sicurezza negli stadi e l’estensione del daspo urbano.

Soddisfazione per questi e gli altri provvedimenti contenuti nel decreto è stata espressa da Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. “Dopo anni di sole parole – ha dichiarato –, con l’approvazione definitiva di oggi, viene data una risposta concreta a un’esigenza primaria della gente per bene come la sicurezza. Come Presidente di una Regione che l’ha invocata inutilmente per anni a tutti i livelli, ringrazio il Ministro dell’Interno Matteo Salvini per un lavoro fatto presto e bene, il Governo e il Parlamento”.

“Questa decisione è un segnale fortissimo di cambiamento per un Paese dove legalità e sicurezza sono state troppo spesso trascurate”, ha aggiunto Zaia. “La nuova normativa dà una serie di risposte chiare alle richieste che provenivano dalla società civile, dai cittadini stanchi di subire ingiustizie varie, determinate dalla debolezza di uno Stato più volte debole di fronte all’illegalità e alla clandestinità”.

“Nel Decreto Salvini – conclude Zaia –  si ritrovano tanti contenuti di ciò che ripetute volte abbiamo chiesto, inascoltati, ai predecessori: lotta senza quartiere all’illegalità, presidio del territorio, sostegno alle forze dell’ordine, severità rispetto all’immigrazione clandestina come conseguenza della tratta illegale di migranti e del business incontrollato dell’accoglienza. La musica è davvero cambiata”.