Approvata la revisione del Regolamento Edilizio: più sostenibilità e chiarezza normativa
Redazione
Il Consiglio Comunale ha approvato, con 22 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astenuti, la delibera 122/2024 per la modifica del Regolamento Edilizio Comunale (REC), presentata dalla vice sindaca con delega all’edilizia Barbara Bissoli.
L’intervento di Barbara Bissoli
«Con la proposta di deliberazione in discussione chiediamo – ha sottolineato Bissoli – al Consiglio Comunale di approvare la revisione del Regolamento Edilizio Comunale (REC) approvato nel giugno 2021, revisione che abbiamo previamente condiviso con le diverse categorie professionali e organizzazioni tecnico-economiche operanti sul territorio, che partecipano al Tavolo Tecnico Permanente istituito presso il Comune di Verona».
Bissoli aggiunge: «Ricordo che, ai sensi dell’art. 4 del d.P.R. n. 380/2001, il Regolamento Edilizio Comunale contiene: “la disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi” e mutua il suo testo base dal Regolamento Edilizio-Tipo (RET), oggetto di intesa sancita dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Autonomie Locali prevista dall’art. 4 stesso, così come recepito dalla Regione Veneto con deliberazione della Giunta regionale n. 1896 del 2017. Le modifiche introdotte con la revisione in discussione riguardano in particolare l’adeguamento alle più recenti novità normative e discipline amministrative (Piano di Gestione Rischio Alluvioni – PGRA, Piano Strategico di Transizione Ecologica – PSTE, Piano dell’Illuminazione per il Contenimento dell’Inquinamento Luminoso – PICIL, ecc), oltre a ritocchi e puntualizzazioni del testo normativo sulla base della prassi amministrativa via via affinata dagli uffici del SUAP- SUEP nei quattro anni di applicazione del REC».

«Più nel dettaglio – prosegue – particolare attenzione è stata prestata alla disciplina regolamentare per il superamento delle barriere architettoniche, già dettata dall’art. 87 del REC, che è stata integrata richiamando – in relazione ad eventuali opere di urbanizzazione primarie e secondarie da realizzarsi in occasione di interventi edilizi – le Linee guida per la redazione dei PUA, emanate dalla competente Direzione comunale, i criteri di progettazione e gli esempi di soluzione recepiti nel Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – PEBA del Comune di Verona, oltre ai criteri di progettazione della recente norma UNI EN 17210 che descrive i requisiti minimi funzionali e le raccomandazioni per realizzare ambienti accessibili e utilizzabili secondo l’approccio del “Design for All”/“Universal Design”, studiato per promuovere un utilizzo equo e sicuro degli edifici e degli spazi da parte del maggior numero di persone».
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«La norma UNI EN 17210 si caratterizza per sette requisiti funzionali di accessibilità e fruibilità propri dell’approccio del “Design for all”, recepiti nella norma regolamentare:
- equità, consistente nella progettazione per tutti, a prescindere dalla condizione disabilitante;
- flessibilità, consistente nella capacità di adattarsi alle diverse condizioni disabilitanti;
- semplicità e intuitività, consistente nella facilità di comprensione, indipendentemente dall’esperienza dell’utente, dalla sua conoscenza, dalle sue capacità linguistiche o dal suo livello di concentrazione;
- percettibilità delle informazioni, consistente nell’efficace comunicazione delle informazioni necessarie all’utente, indipendentemente dalle condizioni ambientali o dalle capacità sensoriali;
- tolleranza all’errore, consistente nella minimizzazione dei pericoli e delle conseguenze avverse di azioni accidentali o non volute;
- contenimento dello sforzo fisico, consistente nell’utilizzo in modo efficiente, confortevole e con minima fatica;
- misure e spazi per l’avvicinamento e l’uso, consistente nel rendere lo spazio facilmente fruibile indipendentemente dalle dimensioni del corpo dell’utente, della postura e dalla mobilità».
«Per promuovere la sostenibilità energetico ambientale degli edifici, inoltre, sono state introdotte ulteriori misure incentivanti attraverso, ad esempio, la riduzione del contributo di costruzione, disciplinata dall’art. 41, per interventi, che prevedano la realizzazione di impianti di recupero delle acque meteoriche per uso domestico (- 10%) o che realizzano un sistema autonomo di riscaldamento ed energetico senza l’utilizzo di combustibili fossili (- 20%); inoltre, sempre al fine di ridurre il consumo di acqua potabile, con la revisione dell’art. 64 è stato introdotto l’obbligo per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni cosiddetti pesanti di realizzare vasche di recupero delle acque meteoriche per l’irrigazione del verde pertinenziale e per la pulizia delle aree pavimentate. Tra le altre modifiche degne di nota, grazie ad una specifica interlocuzione con l’ULSS 9 Scaligera, è stata esplicitata e codificata la prassi applicativa dell’art. 38.5, comma 7, del REC che già prevedeva il cambio di destinazione d’uso delle unità immobiliari al piano terra verso la destinazione d’uso residenziale, precisando gli elementi prestazionali necessari per il cambio d’uso – in caso non sia dimostrata la preesistenza abitativa – con riferimento a privacy, affaccio su strade a basso impatto acustico e rapporti di aeroilluminazione, ribadendo che il parere favorevole dell’ULSS 9 può derogare a detti elementi prestazionali».

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«A scanso di equivoci – continua la vicesindaca – ribadisco quanto già illustrato anche nel corso delle riunioni della Commissione consiliare competente e cioè che l’introduzione della possibilità del cambio d’uso delle unità immobiliari a piano terra verso la destinazione residenziale non è una scelta della nostra Amministrazione, perché era già riconosciuta dall’art. 38.5 del REC approvato dal Consiglio comunale nel 2021. La proposta in discussione questa sera (ieri sera, NdR) è di recepire al riguardo la prassi amministrativa invalsa negli ultimi quattro anni, prassi che, sulla base delle prescrizioni dell’ULSS 9 a fini igienico-sanitari, ha fissato precisi limiti alla possibilità riconosciuta dal REC del 2021. La prospettiva adottata va nel senso di esplicitare i limiti di tale facoltà anche per trasparenza nei confronti della cittadinanza e degli operatori economici»
Particolare attenzione è stata dedicata al superamento delle barriere architettoniche, con l’integrazione delle Linee guida per i PUA, i criteri del PEBA comunale e della norma UNI EN 17210 sul “Design for All”. Inoltre, sono stati introdotti incentivi per gli edifici sostenibili, tra cui sconti sul contributo di costruzione per chi realizza impianti per il recupero delle acque piovane o utilizza energie rinnovabili.
Confermata e precisata, infine, la possibilità di cambio d’uso a residenziale per immobili a piano terra, già prevista nel REC del 2021, ma ora meglio regolamentata in base ai pareri dell’ULSS 9 in tema igienico-sanitario.
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