Approvata la fusione di Aim Vicenza in Agsm Verona

Accanto alla quota minima della partecipazione del Comune di Verona, pari al 51% del capitale sociale, il Comune di Vicenza aderirà con un valore non inferiore al 32%.

agsm aim

Approvato dal Consiglio comunale di questa sera, con 22 voti favorevoli e 9 astenuti (Movimento 5 stelle, Pd, Sinistra in Comune, Gruppo misto e Traguardi Verona), il progetto di fusione per incorporazione di Aim Vicenza S.p.a. in Agsm Verona S.p.a. La delibera è stata illustrata all’aula dall’assessore alle Aziende partecipate Daniele Polato, che ha relazionato i consiglieri sui principali passaggi tecnici dell’operazione.

«Oggi è una giornata storica – ha evidenziato l’assessore –. Con questo progetto portiamo il sacrificio e il lavoro di centinaia di persone verso una nuova realtà sociale, in grado di affrontare l’evolversi del mercato, salvaguardando il bacino di utenza legato ad Agsm ed impedendo il generarsi per il futuro di fenomeni di acquisizioni o di accorpamenti da parte di realtà societarie più forti. La fusione si colloca infatti nella prospettiva di un percorso di crescita di valore, dando vita a un nuovo polo delle multiutility, dotato di un ampio portafoglio di servizi e progetti e di dimensioni tali da qualificarsi con un ruolo di leadership, e in funzione di polo aggregante, a livello nazionale, in particolar modo nella parte nord-orientale del territorio italiano. I benefici della fusione sono rappresentati, sia per Agsm e Aim, in termini di qualità ed economicità del servizio, grazie alle possibilità di crescita e consolidamento del posizionamento di mercato congiunto e la messa in condivisione delle migliori competenze. Il conseguimento di una più ampia struttura sociale sarà fondamentale per affrontare gli investimenti necessari a superare le sfide del futuro. Circa la governance, l’operazione rispetterà l’equilibrio tra le parti coinvolte garantendo una paritaria rappresentanza dei soci negli organi amministrativi e di controllo. Sono i numeri e non le considerazioni politiche a determinare il successo o meno delle operazioni e delle scelte gestionali portate avanti. Mai come in questo momento Agsm si presenta come un gruppo sano e produttivo, capace di rappresentare una delle migliori aziende veronesi e italiane».

Accolto dall’assessore l’ordine del giorno collegato della maggioranza, primo firmatario il consigliere Verona domani Paci. Respinto, invece, l’ordine del giorno con primo firmatario il consigliere Pd Benini.

Soddisfatto anche il Sindaco Federico Sboarina: «La nostra visione è chiara. Questa delibera non è figlia di nessuno, ma frutto di un attento percorso di attento approfondimento e confronto che ha portato il concretizzarsi questa operazione. Un passaggio storico, atteso da tanti anni dalla città di Verona e fondamentale per i dipendenti del gruppo Agsm. Dire il contrario significa non dare valore ad un risultato positivo che, diversamente da quanto affermato dalle minoranze, è stato raggiunto nei tempi prestabiliti, nonostante le difficoltà del momento, percorrendo le migliori soluzioni, per offrire ad Agsm un percorso di crescita fondamentale. E’ la giusta direzione per avere quella forza per difenderci sul nostro territorio da futuri tentativi di acquisizione. Un ringraziamento a quanti hanno lavorato per arrivare nei tempi previsti, nonostante il Coronavirus, a questo straordinario risultato».

Passaggi tecnici della fusione. Lo scorso 29 giugno il consiglio di amministrazione di Agsm ha approvato il progetto di fusione per incorporazione di Aim in Agsm, con annesso testo dello statuto della nuova società, risultante dall’operazione di fusione. In pari data, sia il progetto di fusione sia lo statuto post fusione sono stati oggetto di approvazione da parte dell’amministratore unico di AIM, nonché depositati nel competente Registro delle Imprese. La fusione sarà efficace dal primo gennaio 2021.

In conseguenza della fusione, il capitale sociale della AGSM verrà aumentato da 58.500.000 euro a 95.588.235 euro, mediante emissione di 24.725.490 azioni ordinarie, pari a nominali 37.088.235 euro da attribuire ad AIM. Inoltre, accanto alla quota minima della partecipazione del Comune di Verona, pari al 51% del capitale sociale, il Comune di Vicenza aderirà con un valore non inferiore al 32%.

Capogruppo Pd Federico Benini: «Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale, che vede l’Amministrazione festeggiare per il raggiungimento di un’operazione che, nella realtà, non era quella inizialmente prefissata dalla maggioranza. Nella relazione di accompagnamento per l’accordo iniziale a tre, l’advisor Roland Berger sosteneva come un legame unico con Aim fosse di scarso respiro. Oggi, per avvallare questa operazione, si presentano altri dati, che stimano per un accordo a due valori di crescita più alti di quelli ottenuti con A2A. Difficile quindi capire dove stia la verità».

«Questo è una sconfitta del sindaco Sboarina, che in prima battuta ha lavorato per concretizzare una fusione con un partner industriale per poi, ritrovandosi la strada sbarrata, ricadere su questa operazione. – ha detto il Capogruppo Sinistra in Comune Michele Bertucco – Una marcia indietro che ha portato la maggioranza verso percorsi individuati da altri. La mancanza in Agsm di un presidente in carica, la delibera inviata a 24 ore dall’approvazione in Consiglio e una complessiva velocità, ingiustificata, nel procedere verso questa fusione, non rassicurano su un un’operazione il cui futuro è più che mai incerto».

«In 3 anni abbiamo visto la defenestrazione di Croce, le dimissioni di Finocchiaro e cambiare idea 100 volte. – ha sottolineato il Capogruppo Traguardi Verona Tommaso Ferrari – Prima sembrava A2A imprescindibile poi, tutto ad un tratto, cambio di rotta e di orientamento. Resta da capire che ruolo ha il socio Comune e, soprattutto. Commissioni convocate dalla mattina alla sera, assenza del sindaco e del direttore generale di Agsm agli incontri, delibera sottoposta alla commissione lo stesso giorno del consiglio. Insomma una gestione che mette in luce incapacità di dare direzione rispetto anche le sfide che ci sottopone anzitutto l’Europa con la riduzione del 60% della Co2 entro il 2030».

Il Capogruppo Lista Tosi Flavio Tosi: «È stato perso solo tempo. Prima l’Amministrazione ha tentato in ogni modo di svendere una delle migliori aziende veronesi a Milano, poi, bloccata l’operazione con A2A, è ricaduta su un percorso intrapreso già nel mio secondo mandato, solo con tre anni di ritardo. Con Vincenza potevamo andare già nel 2017, ma si è preferito perseguire altre direzioni. Nel frattempo si è dimesso anche il presidente di Agsm Finocchiaro e da mesi la maggioranza non riesce ad individuare un suo sostituto».

«Questa fusione è una scelta obbligata. Le condizioni di mercato rendono impossibile continuare da soli in campo energetico. Ma al di là dei toni trionfalistici, manca totalmente l’ambito dell’efficienza energetica, una rassicurazione sul destino dei dipendenti veronesi e le ricadute sulle tasche dei cittadini per le future bollette. – ha spiegato il Capogruppo Movimento 5 stelle Alessandro Gennari – Una settimana per decidere e zero trasparenza. Come gruppo ci asteniamo perché riteniamo che un futuro ad Agsm debba essere garantito, ma non possiamo appoggiare queste modalità ed i punti interrogativi che nonostante tutto restano».