Api Factory, vince lo Smart Colorimetro

Sono Giacomo Melotto, Pietro Cervato e Riccardo de Battisti, i tre studenti di quarta dell’Istituto Silva-Ricci di Legnago ad aver vinto il premio Api Factory, il progetto ideato da Apigiovani giunto alla seconda edizione. Il progetto vincitore si chiama Smart Colorimetro e permette di leggere la rifrazione di luce che emette una sostanza una volta investita da un fascio luminoso a una determinata lunghezza dell’onda.

Uno strumento low cost e di facile utilizzo che traduce nella quotidianità le leggi della chimica. Grazie anche a queste caratteristiche è lo Smart Colorimetro ad aggiudicarsi la seconda edizione di Api Factory: il progetto promosso e fortemente voluto da Apigiovani, il Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Confimi Verona, con il sostegno di Banco BPM e il patrocinio dell’Ufficio scolastico di Verona, per diffondere la cultura d’impresa e stimolare la creatività delle nuove generazioni a partire dai banchi di scuola.

Tre sono stati i progetti che hanno avuto accesso alla fase finale del concorso. A presentare l’idea che si è rivelata vincente sono stati i tre studenti Giacomo Melotto, Pietro Cervato e Riccardo De Battisti. Insieme hanno frequentato la classe quarta dell’istituto Silva-Ricci di Legnago, dove sono stati coordinati dal prof. Massimo Saccoman. Riceveranno una borsa di studio, pari a 3.000 euro (in totale), destinata da Apindustria Confimi Verona e Banco BPM da spendere in tasse universitarie, corsi di formazione presso l’associazione o in istituti accreditati.

“I ragazzi, sfruttando un fenomeno fisico ben conosciuto, hanno applicato alla vita reale quello che nella teoria viene spiegato – si legge nella motivazione della commissione giudicatrice del premio –. Con spirito di collaborazione hanno sviluppato una soluzione a un’esigenza quotidiana”.

 

Lo Smart Colorimetro è l’evoluzione e l’applicazione pratica della legge di Lamber Beer: uno strumento in grado di leggere la rifrazione di luce che emette una sostanza una volta investita da un fascio luminoso a una determinata lunghezza dell’onda.

Il prototipo messo a punto dai tre studenti è uno spettro-fotometro economico ed ecosostenibile che permette di realizzare semplici analisi chimiche colorimetriche su acque, inquinanti, liquidi o sostanze solubili. È costituito da una scatola di cartone e da vari kit di cartoncini e soluzioni colorate; sfrutta la luce artificiale di uno smartphone e un’applicazione dedicata, con cui condividere in tempo reale le informazioni, per misurare l’intensità della luce e i valori di concentrazione della sostanza presa in esame. L’intuizione può trovare sviluppo nelle aziende che producono depuratori. Nel corso dell’anno scolastico 2017/2018 una rappresentanza del Gruppo Giovani di Apindustria Confimi Verona ha illustrato l’iniziativa in cinque istituti superiori scaligeri (IPSIA Giorgi, IIS Silva-Ricci di Legnago, ITIS Marconi, Scuole Alle Stimate, Istituto Statale Carlo Anti di Villafranca), incontrando oltre 700 studenti.

Dalle aziende alle aule scolastiche, gli imprenditori diventano tutor per affiancare i ragazzi nelle sfide del futuro. «La finalità di Api Factory è investire nel capitale umano, far interagire diversi gruppi di lavoro, ideare un prodotto o un servizio con caratteristiche attente all’innovazione. In tal senso è un’opportunità da cogliere sia per gli studenti, che possono misurare concretamente le proprie capacità, sia per gli insegnanti, che possono testare “sul campo” la qualità della formazione», evidenzia il presidente di Apigiovani, Daniele Maccari.

 

L’esperienza del professore di chimica Massimo Saccoman

Il consigliere del Gruppo Giovani di Apindustria Verona Nicola Mazzi ci spiega chi ha vinto, cos’ha vinto, e perchè