Apertura galleria Adige-Garda, è scontro
La Provincia autonoma di Trento riapre in queste ore la galleria Adige-Garda, che parte da Mori e sbocca a Torbole, sempre in Trentino, per una manutenzione programmata, per verificarne la funzionalità.
Vari enti, tra cui Regione Lombardia, Comunità del Garda, Aipo, l’Autorità di bacino e la Guardia costiera, criticano l’opportunità di procedere con l’apertura annuale della galleria, prevista dal 4 all’8 marzo, a causa del livello del lago di Garda, aggravato dalle recenti piogge.
L’afflusso previsto è di 340mila metri cubi d’acqua dall’Adige. La Provincia di Trento però minimizza l’impatto, quantificandolo in un innalzamento del livello del lago di soli 0,92 millimetri, e ha deciso di procedere con le operazioni di verifica come previsto.
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Con l’ultima apertura per necessità, quella del 31 ottobre 2023, sono stati travasati nel Garda 3,5 milioni di metri cubi di acqua dell’Adige, una quantità dieci volte superiore (e fu la quantità di acqua minore delle 13 aperture dagli anni Sessanta a oggi).
Nonostante le richieste di rinvio, la Provincia di Trento ha iniziato le manovre oggi, 4 marzo, prevedendo l’apertura delle paratoie per domani. Il livello del lago di Garda ha mostrato un leggero calo grazie all’assenza di precipitazioni, con il Consorzio del Mincio che registra un livello idrometrico leggermente inferiore rispetto alla settimana precedente, evidenziando un costante deflusso d’acqua e un parziale ritorno entro gli argini in alcune aree.
La presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini, ha scritto una lettera al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, invitandolo a rinviare la manutenzione: «Il rinvio non è tanto giustificato da motivazioni tecniche, ma per ragioni politiche e mediatiche, in quanto si eviterebbero proteste e manifestazioni di dissenso diffuse».
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Il testo completo della comunicazione di Gelmini a Fugatti
«Caro Presidente, ti consiglio di rinviare l’apertura della Galleria Adige-Garda, prevista per domani [la lettera è di ieri, ndr] allo scopo di prove di tenuta delle paratie e di manutenzione. Il motivo del rinvio è giustificato dalle eccezionali condizioni idrauliche del Garda, con un livello intorno ai 140 cm sullo zero idrometrico di Peschiera e a rischio esondazioni. Il rinvio non è tanto giustificato da motivazioni tecniche in quanto so benissimo che entrerebbero nel Garda circa 360mila metri cubi di acqua dell’Adige pari a un decimo di centimetro, ma per ragioni politiche e mediatiche, in quanto si eviterebbero proteste e manifestazioni di dissenso diffuse, da parte di operatori, amministratori e cittadini, che non capirebbero tale intervento in questo momento di difficoltà per il Garda. Credo pertanto che il rinvio dell’apertura rappresenti una saggia decisione, vantaggiosa anche per la Provincia Autonoma di Trento».
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