AOUI e chirurgia robotica: +22% di interventi nel 2023, +110% dal 2019

Il settore “storico” del robot in sala operatoria è l’Urologia, diretta dal prof Alessandro Antonelli, che con 386 interventi nel 2023 si conferma il principale esperto e utilizzatore delle piattaforme.

AOUI Verona chirurgia robotica
Da sinistra: Callisto Bravi, Simone Giacopuzzi e Alessandro Antonelli
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La chirurgia robotica mininvasiva è sempre più presente nelle sale operatorie Aoui. Lo confermano i dati 2023 con 100 interventi in più rispetto all’anno precedente e un incremento del 22%. Sono stati 555 gli interventi eseguiti nell’anno appena concluso e 455 nel 2022.

In cinque anni, +110%

L’expertise dell’Azienda ospedaliera nella chirurgia robotica è di lungo corso, cominciata da oltre decennio. Dal 2019, in cinque anni, gli interventi sono più che raddoppiati con + 110%. Questa tecnologia interventistica mininvasiva ha collocato AOUI nel settore degli Alti volumi: 261 nel 2019, 385 nel 2020, 405 nel 2021, 455 nel 2022 e 555 nel 2023. 

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Cosa si cura

Il settore “storico” del robot in sala operatoria è l’Urologia, diretta dal prof Alessandro Antonelli, che con 386 interventi nel 2023 si conferma il principale esperto e utilizzatore delle piattaforme. La novità 2023 è stata però l’inserimento significativo di operazioni in altre specialità: Chirurgia Generale (148) e Ostetricia e ginecologia (21). Oltre a prostectomia radicale, il robot viene usato in urologia per la cura delle neoplasie renali, per la cistectomia con neovescica e per gli interventi ricostruttivi. Molte altre specialità usano il robot per altri casi di neoplasie: isterectomia laparoscopica in ginecologia, chirurgia oncologica dell’apparato digerente, chirurgia pancreatica e epatobiliare. Ma anche nella chirurgia senologica profilattica per le donne ad alto rischio quando la malattia non si è ancora sviluppata. 

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La prima sperimentazione in Europa

Aoui è all’avanguardia in Europa perché per la prima volta, ad aprile 2023, ha avviato a Verona lo studio clinico comparativo fra le tre piattaforme disponibili sul mercato, finora mai utilizzate in contemporanea nella stessa struttura ospedaliera. Fra qualche mese verranno resi noti i risultati del primo anno su efficienza, maneggevolezza e efficacia clinico-funzionale. Il costo complessivo dello studio è di 1.735.000 euro per la durata di un anno, finanziato dalla Regione del Veneto.

Prof Antonelli, direttore Urologia: «Borgo Trento nel 2023 si è dotato di una considerevole dotazione di piattaforme robotiche, con un secondo DaVinci e con le nuove piattaforme. Questo ha permesso di consolidare un’esperienza più che decennale di impiego della robotica per tutti gli interventi urologici più complessi, riducendo i casi trattati con chirurgia tradizionale, ma anche e soprattutto, di ridurre i tempi di attesa per i pazienti che devono essere sottoposti a chirurgia robotica. Inoltre abbiamo testato con successo l’utilizzo delle nuove piattaforme ottenendo ottimi risultati per i nostri pazienti».

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Prof Simone Giacopuzzi, Chirurgia Esofago Stomaco, incarico di Altissima professionalità a valenza dipartimentale in “Chirurgia robotica gastrointestinale”: «Il 2023 ha visto un incremento significativo del numero di patologie che nella nostra Unità abbiamo trattato con tecnica mininvasiva. I risultati sono importanti sia dal punto di vista clinico che organizzativo, avendo permesso ad un numero maggiore di pazienti di essere trattati con le più moderne e tecnologiche tecniche chirurgiche. Siamo fortemente motivati ad accelerare su questa strada, anche per l’impegno che ci siamo assunti con la comunità scientifica europea sull’esito della sperimentazione aziendale nel raffronto funzionale delle tre piattaforme esistenti sul mercato».

Dott.ssa Francesca Pellini, direttore Uoc Chirurgia Senologica: «A fine 2023 abbiamo eseguito il primo intervento di mastectomia profilattica e ricostruzione su una paziente ad alto rischio per neoplasia mammaria. L’intervento è avvenuto al termine di un percorso formativo teorico pratico di due anni del personale Uoc. L’operazione ha avuto un ottimo esito chirurgico, ma soprattutto ha mostrato grandi benefici per la paziente in termini psicologici, funzionali e riabilitativi. Per questo motivo, l’esperienza si consoliderà anche quest’anno con ulteriori interventi e con uno studio osservazionale-prospettico di monitoraggio e confronto degli esiti rispetto a pazienti trattati con chirurgia tradizionale».   

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