Anpi Rovigo: “Foiba Basovizza una fandonia”

Anche l’Anpi nazionale ha preso le distanze da quanto scritto nelle scorse ore in un post apparso per pochi minuti sulla pagina Facebook dell’Anpi di Rovigo, dove la foiba di Basovizza, luogo dove si consumò la tragica morte di migliaia di persone, tra cui molti esuli di Istria e Dalmazia, veniva definita “una fandonia inventata dalla destra”. Sulla vicenda, oltre al presidente del Veneto, Luca Zaia, si è espresso anche il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

Una “fandonia”. Così l’Anpi di Rovigo (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) avrebbe definito le foibe di Basovizza in un post comparso su Facebook per pochi minuti e poi prontamente cancellato, a cui sono seguite le reazioni di numerosi esponenti politici sdegnati. A poco sono valse le scuse della Presidente dell’Anpi Rovigo, Antonella Toffanello, che si è subito dissociata da quanto scritto sul social network.

Tra i primi politici a esprimersi sulla vicenda il governatore del Veneto, Luca Zaia: “A tutti capita di sbagliare, e ammettere i propri errori è sempre un esercizio virtuoso. Ma che l’Anpi, storicamente e istituzionalmente dalla parte degli oppressi e dei perseguitati, possa aver sostenuto, anche soltanto per un secondo, che le foibe e Basovizza sono un’invenzione ci lascia sgomenti. Così come non si può accettare il revisionismo su milioni di morti nei lager nazisti, non è accettabile il revisionismo sui tanti nostri fratelli barbaramente trucidati da un delirio ideologico non molto dissimile dal nazismo” scrive Zaia.

Anche gli assessori regionali all’istruzione Elena Donazzan e alla cultura Cristiano Corazzari sono intervenuti: “Poche righe, ma una grande vergogna, quelle dell’Anpi di Rovigo”, commenta Corazzari. “Le parole “Basovizza è una fandonia” scritte per pochi minuti sulla bacheca di Facebook sono sbagliate e gravi, offendono la memoria, la storia e aumentano un dolore che non può essere dimenticato. Siamo tutti chiamati, come istituzioni e come cittadini, ad impegnarci concretamente per restituire dignità di memoria, ma siamo anche tutti chiamati a riflettere prima di esprimerci in affermazioni così gravi che immettono nel dibattito falsità da respingere e inquinano il bisogno di conoscenza e riflessione per un sano sviluppo sociale e culturale”.

Da parte sua l’assessore Donazzan si dice “profondamente indignata che a più di 70 anni dalla tragedia delle foibe e dell’esodo fiumano, giuliano e dalmata esista ancora qualcuno che si permette di definirla un’invenzione”.

Anche l’amministrazione scaligera si è espressa prendendo le distanze dalle dichiarazioni dell’Anpi. “La sinistra ha finalmente mostrato la sua ipocrisia di fondo – ha dichiarato Sboarina –. Paladini quando serve a alzare polveroni su finte questioni di principio, sbadati quando si tratta delle brutture fatte da loro. Sono in molti che adesso dovrebbero prendere le distanze dalle dichiarazioni dell’Anpi di Rovigo. Voglio vedere in quanti lo faranno, o se anche stavolta la sinistra dimostra che le questioni di principio sono un elastico, tirate dalla parte che fa comodo. Che le foibe e tutti gli esuli istriani uccisi dai partigiani di Tito siano un’invenzione politica della destra è veramente troppo. A questo è arrivata l’Anpi di Rovigo. Vediamo se fra quelli che prendono le distanze ci sarà l’Anpi di Verona, i consiglieri comunali del Pd e in generale tutti i ‘grandi difensori’ dei diritti negati. Il dramma degli esuli ha dovuto aspettare oltre 60 anni prima che lo Stato si ricordasse di loro, istituendo il giorno del Ricordo”.

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