Anief, vinta una nuova battaglia contro il MIUR

Anief Veneto ottiene nei tribunali delle provincie di Belluno, Treviso e Vicenza sentenze positive per i precari della scuola in termini di scatti di anzianità e ricostruzione di carriera.

Il segretario provinciale di Anief Patrizio Del Prete e quello regionale Rita Fusinato
Il segretario provinciale Patrizio Del Prete e quello regionale Rita Fusinato.

Altra battaglia, altra affermazione di Anief, giovane e altrettanto attivo sindacato del personale della scuola. Sono state accolte integralmente nei tribunali delle provincie di Belluno, Treviso e Vicenza le tesi Anief e dei suoi avvocati Miceli, Ganci, Zampieri, Maniscalco e Rosa. Nei vari dispositivi dei giudici il MIUR viene condannato al risarcimento del danno oltre che al riconoscimento degli scatti di anzianità.

I dispositivi dei giudici, nel riassunto della sentenza, stabiliscono che «il mantenimento del lavoratore a tempo determinato in uno stadio di carriera e di retribuzione bloccato alla fase iniziale comporta un trattamento giuridico ed economico discriminante rispetto a quello riconosciuto al lavoratore a tempo indeterminato nonostante entrambi svolgano le stesse mansioni».

La vittoria in giudizio rappresenta un ulteriore tassello della strategia del Sindacato Anief Veneto, la segretaria regionale di Anief Veneto Rita Fusinato dichiara: «Per ANIEF Veneto la vittoria in giudizio rappresenta uno stimolo ulteriore per la nostra azione sindacale. Purtroppo quando la politica fallisce non restano che il ricorso ai Tribunali per affermare la legittimità e la giustizia contro l’operato del MIUR. La nostra battaglia è solo all’inizio per affermare il diritto al riconoscimento del servizio dei precari uguale a quello dei docenti e lavoratori della scuola di ruolo 175».

Inoltre, il segretario provinciale di ANIEF Verona Patrizio Del Prete sostiene che «prima della conversione del Decreto Legge scuola in Legge, Anief ha presentato numerosi  emendamenti, poi bocciati, affinché si ponesse  fine agli abusi dei contratti a termine dei precari in base al principio dettato dall’articolo 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso 18 marzo 1999 ed allegato alla direttiva del consiglio dell’unione europea 28 giugno 1999/70/CEE. La politica non ha voluto decidere è queste sono le conseguenze».