Andrea Bacciga: «Vinceremo al primo turno»

Andrea Bacciga si ricandida alle elezioni del 12 giugno con la Lega, a sostegno del sindaco uscente Federico Sboarina. L'intervista a Radio Adige Tv per lo speciale amministrative.

Andrea Bacciga
Andrea Bacciga

L’intervista al consigliere comunale di Verona Andrea Bacciga

Nuovo appuntamento dedicato alle elezioni amministrative del 12 giugno 2022 nel Comune di Verona, che vedranno l’eventuale ballottaggio il 26 giugno. Verona Network sta incontrando nei propri studi diversi candidati, consiglieri comunali e assessori uscenti. Oggi è il turno di Andrea Bacciga, consigliere comunale della Lega e presidente della Commissione consiliare Sicurezza.

Avvocato Bacciga, come sappiamo lei attualmente è presidente della Commissione Sicurezza, ma partiamo dalle origini. Mi piace ricordare al nostro pubblico da dove nasce la passione politica dei nostri ospiti. Parte tanto da lontano, già dai tempi della scuola, nel suo caso.

La passione per la politica è sempre stata dentro di me. Già alle superiori iniziavo a informarmi e a leggere, finché iniziai la vera e propria militanza. Avevo 16-17 anni, all’epoca, nel partito di Forza Nuova, dove mi candidati alle elezioni amministrative a Vigasio nel 2005, con il cartello elettorale “Alternativa Sociale” che univa Forza Nuova, Fiamma Tricolore e Azione Sociale. Ottenni all’epoca anche un buon risultato, perché presi quasi il 5%.

Che è una bella percentuale per un partito che si colloca ovviamente a destra, se non all’estrema destra. Col senno di poi sarebbe stato pronto, allora, per fare il sindaco di Vigasio?

Sì, perché ebbi modo di confrontarmi con la politica istituzionale. Feci i primi dibattiti politici con gli allora candidati sindaci di centrodestra e centrosinistra, che erano sicuramente due candidati preparati. Però non avevo assolutamente timore nei dibattiti, e mi sentivo preparato. È andata così, ma è stata comunque una bellissima esperienza.

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Cosa l’ha fatta avvicinare alla politica in quegli anni giovanili? Sentì una voglia anche di mettersi in gioco per la comunità? Cosa la spinse ad entrare in un partito? E poi, addirittura, a candidarsi per un comune importante come Vigasio?

La voglia di cercare di migliorare le cose, di poter cambiare, nel piccolo, la comunità, la società che ci circonda. Io credo che per chi vuole fare politica in maniera reale e passionale, il motivo debba essere di cercare di migliorare il mondo esterno e circostante.

Poi, nel 2008, l’uscita da Forza Nuova. E lì ci fu una pausa di riflessione di qualche anno, sempre vicino alla politica, ma non in prima linea.

Certo. Quando decisi di uscire da Forza Nuova comunque seguivo la politica, mi interessava sempre. Conobbi anche tanti partiti, tanti movimenti, senza partecipare in maniera diretta, finché non decisi di ricandidarmi. Questa volta per il Comune di Verona nel 2017.

Sulla spinta di alcuni amici, tra l’altro, che la volevano di nuovo.

Esatto. Nel 2016, quando mi trovavo con i miei amici, spesso mi chiedevano “perché non non ci provi, perché non ti candidi per Verona?” Secondo loro potevo farcela, e infatti non sbagliavano: è andata bene.

Forse ci credevano più loro di lei in quel momento? Mi sembra di capire che non avesse grandi aspettative.

Nel momento in cui ci si candida, la speranza di farcela c’è sempre. Però voleva essere un tentativo, che fortunatamente è stato vincente.


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Com’è stato l’impatto con Palazzo Barbieri in quel 2017? La prima volta in cui è entrato in questo grande, maestoso edificio e che si è seduto per la prima volta al suo posto all’interno del consiglio comunale. Si ricorda come si sentiva?

È stato emozionante. Premesso che io, devo essere sincero, quando passavo lì davanti ho sempre pensato che un giorno sarei entrato a Palazzo Barbieri, ma nel momento in cui si entra fisicamente si prova un’emozione molto grande perché si è lì per Verona e per i veronesi e questo sprona ancora di più a fare del bene.

Per qualche anno la vicepresidenza della Commissione Cultura, ma da un anno lei è diventato presidente della Commissione Sicurezza. Una commissione che in una città come Verona ha un’importanza centrale. Lì forse ha potuto esprimere anche appieno la sua volontà politica, la sua capacità politica.

Assolutamente. È stata un’occasione che mi è stata concessa dalla Lega e dal sindaco Sboarina, che ringrazio per questo. La mia prima commissione sicurezza è stata un anno fa. Lo ricordo benissimo perché aveva come oggetto le baby gang. Invitai il prefetto di Verona, che ci diede le sue spiegazioni, i suoi chiarimenti sulla situazione baby gang. La seconda commissione fu sempre sulla baby gang, congiunta Sicurezza e Sociale, e invitai il professore Vittorino Andreoli, che da pochi mesi è uscito con il libro omonimo sulle baby gang.

E questo è, tra l’altro, tra le tante problematiche che affliggono la nostra città, una situazione da monitorare. Anche per le amministrazioni che verranno. Magari lei stesso, se le sarà data la possibilità di proseguire l’amministrazione.

Assolutamente. Ho incontrato la settimana scorsa il sottosegretario agli Interni Molteni. C’è un progetto che adesso deve partire da Roma e dal nazionale. Perché il Comune, in ambito amministrativo, ha un potere ridotto e vincolato alle norme in vigore.

Il consigliere Andrea Bacciga
Il consigliere comunale della Lega Andrea Bacciga

Proprio in quell’incontro, tra l’altro, si è parlato di rinforzi e agenti che avranno in dotazione anche il taser, le pistole elettriche. Insomma la Lega, dà delle risposte, in termini di sicurezza, concrete.

Assolutamente. L’argomento sicurezza è sempre stato fondamentale, per cui ancora adesso non molliamo di un centimetro. È ancora molto sentito da parte dei cittadini, che vogliono assolutamente risposte in maniera quotidiana.

Il tema di sicurezza è uno dei motivi per i quali ha scelto la Lega, circa un anno e due mesi fa? Rispetto magari a Fratelli d’Italia che a livello di collocamento, per la sua storia politica, forse sarebbe stato più consono, sulla carta.

Ho scelto la Lega per più motivi. Sicuramente c’è questo e c’è anche il fatto che negli ultimi anni la Lega ha sempre avuto delle battaglie identitarie molto forti. Noi siamo prima di tutto veronesi, veneti, italiani ed europei. Ma prima di tutto siamo veronesi. E questo secondo me è una tematica che nella Lega c’è È stato uno dei motivi, che sono tanti. Tra cui anche un’amicizia con tanti che erano all’interno della Lega, alcuni che conosco da tantissimi anni e che stimo.

Un nome possiamo farlo? L’onorevole Comencini.

Assolutamente. Con Comencini siamo amici da tantissimi anni e sono ogni giorno fiero e orgoglioso di avere un amico come lui.

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Ci avviciniamo al 12 giugno a questo appuntamento elettorale importante. La Lega ha fatto la scelta di sostenere Federico Sboarina. Un centrodestra che arriva compatto, per una sfida avvincente.

Sarà sicuramente una sfida, una sfida che vinceremo noi il primo turno. E quindi una sfida ancora più bella al momento del risultato, perché la vinceremo noi sicuramente.

Se le verrà data la possibilità di proseguire con il suo mandato di consigliere, quali sono le direzioni verso le quali si orienterà? Immagino la sicurezza, ma c’è dell’altro che vorrebbe portare avanti?

In questi anni ho avuto tanti progetti, molti dei quali sono riuscito fortunatamente a realizzare. Vi do anche un’anteprima. Chiesi all’assessore Maellare, tramite un ordine del giorno, lo sportello dedicato alle famiglie, che andava a seguire la tematica baby gang: non solo dal punto di vista della vittima, ma anche per seguire gli autori che compiono questi reati. Fra pochi giorni verrà aperto questo sportello. Sicuramente le tematiche famiglia e sicurezza sono sempre al centro della mia battaglia politica.

Chiudiamo con l’ultima domanda. C’è qualcosa che ha fatto e non rifarebbe in questi cinque anni?

No, nulla.

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