Ancora allarme “Chimera”. Aperta indagine su decesso a Bologna
Partite contro ignoti le indagini sul decesso di una 77enne, morta il 17 febbraio all’ospedale Sant’Orsola di Bologna per una probabile infezione da “Chimera”. A denunciare la vicenda, i famigliari della vittima che, solo tre giorni prima del decesso, avevano ricevuto una lettera da parte dell’ospedale sul rischio di infezione a seguito di un’operazione.
Un fascicolo di indagine, contro ignoti, è stato aperto a Bologna dopo la denuncia dei familiari di una donna di 77 anni, morta il 17 febbraio all’ospedale Sant’Orsola, tre giorni dopo aver ricevuto la lettera che avvisa i pazienti sottoposti a operazioni cardiochirurgiche del rischio di infezione da ‘Mycobacterium Chimaera‘. Si tratta di un batterio che si annida in un macchinario usato nel corso di interventi a cuore aperto in sala operatoria: dopo alcuni casi di decessi, tra Veneto e Emilia-Romagna, sono scattati approfondimenti e sono state inviate lettere ai pazienti operati.
La donna era stata sottoposta a un primo intervento a giugno 2018, e poi a un secondo, a luglio. Le sue condizioni sono rimaste precarie e poi sono peggiorate, fino alla morte. Dopo la querela di un figlio, assistito dall’avvocato Marco Linguerri, la Procura ha avviato un’indagine e ha disposto un’autopsia per far luce sulle cause del decesso: le conclusioni del medico legale sono attese entro 90 giorni. (Ansa)
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