Anche nel Veronese nasce il comitato per abrogare l’autonomia
Dopo il deposito in Cassazione lo scorso 5 luglio del quesito referendario per la totale abrogazione della cosiddetta legge Calderoli sull’autonomia differenziata (testo della legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 2024), sabato 20 luglio è partita ufficialmente in tutto il Paese la campagna referendaria per la raccolta, entro il 20 settembre, delle 500mila firme necessarie a indire la consultazione popolare che si potrà tenere presumibilmente nella primavera del 2025.
Anche nel territorio veronese, nei giorni scorsi, si è costituito il Comitato di coordinamento provinciale che comprende le articolazioni territoriali di Associazioni, Partiti ed Organizzazioni Sindacali unite nell’obiettivo.
Per Verona il comitato di coordinamento è attualmente composto da: Anpi, Arci, Libera, Assopace, Federconsumatori, Sunia, Rete Studenti Medi, Udu, Yanez, Libreria Libre!, PD, Sinistra Italiana Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, PSI, +Europa, CGIL, UIL. La partecipazione rimane sempre aperta ad eventuali nuove adesioni che potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni.
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Questo ampio coordinamento ritiene «totalmente sbagliata l’autonomia differenziata prevista dall’attuale legge che certo non produrrà un decentramento amministrativo che avvicini le Istituzioni ai cittadini e alle cittadine. Al contrario la ricaduta sarà tagliare risorse agli Enti Locali impoverendo i servizi nel territorio, già per buona parte in difficoltà».
Come promotori del referendum «riteniamo che tale legge debba essere abrogata perché non migliorerà le condizioni sociali ed economiche degli italiani, soprattutto di chi oggi è in maggior difficoltà, ma finirà per cristallizzare o addirittura ampliare le diseguaglianze esistenti, non solo tra le regioni più ricche e quelle più povere ma anche tra diversi territori all’interno della stessa regione».
«Non è immaginabile governare in tanti modi diversi materie e diritti strettamente correlati tra loro come la sanità pubblica, l’istruzione pubblica, i trasporti, il lavoro senza mettere in discussione l’universalità dei diritti, la validità dei contratti nazionali di lavoro e l’unitarietà delle politiche su infrastrutture, energia, ambiente e cultura che formano l’ossatura di un Paese» continuano i promotori.
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«Ci si potrà informare e firmare nelle sedi delle Associazioni, Partiti e Sindacati aderenti, nei mercati di molti Comuni come in altre iniziative pubbliche, nelle feste dei partiti politici che aderiscono al comitato e presso i Comuni dove saranno depositati i moduli per firmare ed il cui elenco si potrà conoscere rivolgendosi agli aderenti al Comitato» fanno sapere i promotori.
Da giovedì 25 luglio si potrà inoltre firmare anche on-line, con SPID o carta d’identità elettronica, utilizzando l’apposita piattaforma digitale che si sta predisponendo a livello nazionale.
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