Anche il Comune di Verona spinge per la città metropolitana

In arrivo anche in Consiglio comunale una mozione per Verona città metropolitana, un tema rilanciato negli scorsi giorni da Confindustria e portato in parlamento da Fratelli d’Italia.

Palazzo Barbieri
Palazzo Barbieri

Sarà iscritta lunedì alla conferenza dei capigruppo del consiglio comunale di Verona la mozione che vede come proponente il Presidente del Consiglio Stefano Vallani su Verona Città Metropolitana, con l’obiettivo che venga condivisa da tutte le forze politiche per poi portarla all’ordine dei lavori del prossimo Consiglio Comunale.

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È la concretizzazione di un’intenzione auspicata da mesi e ribadita in vari contesti dall’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi. Negli ultimi giorni la questione è tornata al centro dell’attenzione pubblica: durante l’assemblea annuale di Confindustria Verona di lunedì scorso, il presidente Raffaele Boscaini ha rilanciato il tema, e proprio ieri il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia ha depositato alla Camera la proposta di legge per Verona Città Metropolitana.

Come previsto nella Legge 56/2014 “Le città metropolitane sono enti territoriali di area vasta con le funzioni di cui ai commi da 44 a 46 e con le seguenti finalità istituzionali generali: cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee”.

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«Il territorio scaligero, coi suoi 98 Comuni e una popolazione di 923.000 abitanti, ha tutte le caratteristiche economiche, produttive, logistiche per poter assumere questo ruolo, a maggior ragione in un momento di convergenza e trasversalità di intenti verso un obbiettivo comune finalizzato a nuovi strumenti e risorse adeguati alla crescita della città» riporta la nota di Palazzo Barbieri.

L’amministrazione comunale è «già focalizzata sull’idea di creare una rete che unisce nodi urbani di diverse dimensioni tra loro complementari ed è anche attiva su scala metropolitana a compiere importanti scelte relative a: trasporti pubblici e delle merci, organizzazione del verde, azioni urbanistiche, difesa e valorizzazione del patrimonio delle risorse ambientali ed energetiche».

Che cosa significherebbe per Verona la nomina a Città Metropolitana? Secondo il Comune di Verona:

  • Una migliore e più efficace riorganizzazione delle funzioni amministrative,
  • l’accesso a maggiori risorse e una migliore gestione dei servizi,
  • un’ulteriore razionalizzazione delle scelte urbanistiche e infrastrutturali,
  • una maggiore valorizzazione delle potenzialità dei Comuni del territorio, risparmiando risorse pubbliche e accedendo a una quota superiore di finanziamenti dello Stato con evidenti ricadute positive.

La volontà dell’amministrazione comunale è lavorare insieme a tutte le forze politiche nei diversi livelli delle istituzioni e alle organizzazioni economiche, imprenditoriali e sindacali, affinché si arrivi quanto prima all’istituzione di Verona Città Metropolitana.

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Cos’è e come funziona la città metropolitana

Le città metropolitane sono riconosciute quali enti territoriali di area vasta, con le seguenti finalità istituzionali generali:

  • cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano;
  • promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione della città metropolitana;
  • cura delle relazioni istituzionali afferenti il proprio livello, comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.

Gli organi della città metropolitana sono:

  • il sindaco metropolitano; è di diritto il sindaco del comune capoluogo. Ha la rappresentanza dell’ente, convoca e presiede il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti ed esercita le funzioni attribuite dallo statuto; ha potere di proposta per ciò che attiene al bilancio dell’ente;
  • il consiglio metropolitano; è composto dal sindaco metropolitano e da un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione residente (minimo 14 e massimo 24 consiglieri). È un organo elettivo di secondo grado, scelto con un sistema proporzionale per liste: hanno diritto di elettorato attivo e passivo i sindaci e i consiglieri dei comuni della città metropolitana. La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere metropolitano. Il Consiglio dura in carica cinque anni: tuttavia, in caso di rinnovo del consiglio del comune capoluogo, si procede comunque a nuove elezioni del consiglio metropolitano entro sessanta giorni dalla proclamazione del sindaco.
    È l’organo di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani, programmi e approva o adotta ogni altro atto ad esso sottoposto dal sindaco metropolitano ed esercita le altre funzioni attribuite dallo statuto; ha altresì potere di proposta sullo statuto e sulle sue modifiche e poteri decisori finali per l’approvazione del bilancio.
  • la conferenza metropolitana: è composta dal sindaco metropolitano, che la convoca e presiede, e dai sindaci dei comuni della città metropolitana. È competente per l’adozione dello statuto e ha potere consultivo per l’approvazione dei bilanci; lo statuto può attribuirle altri poteri propositivi e consultivi.

Alle città metropolitane sono attribuite:

  • le funzioni fondamentali delle province;
  • le funzioni attribuite alla città metropolitana nell’ambito del processo di riordino delle funzioni delle province;
  • le funzioni fondamentali proprie della città metropolitana che sono:  a) piano strategico del territorio metropolitano di carattere triennale, che costituisce atto di indirizzo per i comuni e le unioni di comuni del territorio, anche in relazione a funzioni delegate o attribuite dalle regioni; b) pianificazione territoriale generale, comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, anche fissando vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei comuni; c) strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano; a tale riguardo, la città metropolitana può, d’intesa con i comuni interessati, predisporre documenti di gara, svolgere la funzione di stazione appaltante, monitorare i contratti di servizio ed organizzare concorsi e procedure selettive; d) mobilità e viabilità; e) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale; f) promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano;
  • ulteriori funzioni attribuite dallo Stato o dalle regioni, in base ai princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

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