Amministratori veronesi uniti per l’obiettivo traforo delle Torricelle

Redazione

| 26/09/2025
Presenti amministratori ed esponenti politici a tutti i livelli istituzionali oggi alla conferenza organizzata dall’associazione Verona Network per rilanciare il dibattito sul passante Nord di Verona.

Del traforo delle Torricelle o passante Nord di Verona si parla da decenni, ma la grande opera non ha mai visto la luce. Per questo una ventina di amministrazioni della provincia ha approvato in consiglio comunale una mozione – ripresa anche in consiglio regionale – che invita tutte le istituzioni competenti, anche ai livelli più alti, a prendere in carico la questione.

Per rilanciare il dibattito, questa mattina, venerdì 26 settembre, si è tenuto nella sala conferenze Ater un incontro a cui hanno partecipato diversi amministratori della zona, chiamati a raccolta dall’associazione Verona Network.

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Presenti in sala diversi politici e amministratori, oltre a cittadini interessati al tema. Fra gli altri l’europarlamentare Flavio Tosi, il deputato Marco Padovani, i consiglieri regionali Enrico Corsi e Alberto Bozza, i sindaci Arturo Alberti (Grezzana) e Giulio Furlani (San Martino Buon Albergo).

Il consigliere regionale Enrico Corsi ha sottolineato: «Se il traforo anni fa era una necessità per Verona, oggi diventa indispensabile. Con i lavori della filovia e i restringimenti sulle principali arterie cittadine (tra cui via Mameli), la città rischia la paralisi: serve un’opera strutturale che riporti Verona al livello delle grandi città italiane».

Sull’urgenza di fare sistema si è espresso anche l’europarlamentare Flavio Tosi: «Un’opera solo privata non regge. Serve un impegno condiviso tra Comune, Provincia, Regione, Governo ed Europa, per garantire la quota di finanziamenti pubblici necessaria a renderla sostenibile». Dello stesso avviso anche il deputato Marco Padovani, il quale ha criticato l’amministrazione comunale di Verona per la scelta di spostare i 54 milioni di euro, inizialmente destinati al Passante, in favore della Strada di Gronda. Il consigliere regionale Alberto Bozza ha evidenziato l’importanza di una pianificazione più ampia: «Il traforo va inserito con responsabilità in una visione strategica della viabilità, intercettando risorse nazionali ed europee. Solo così Verona potrà investire in maniera seria e responsabile nei prossimi dieci anni».

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Il sindaco di Grezzana Arturo Alberti ha ricordato: «Sono venti i Consigli comunali che hanno approvato la mozione, rappresentando così non solo le amministrazioni, ma anche le nostre comunità». Sulla stessa linea il sindaco di San Martino Buon Albergo Giulio Furlani, che ha definito l’opera «fondamentale per uno snodo viabilistico cruciale, tra Valpantena, autostrada e tangenziali di collegamento».

I tecnici dell’associazione Giuseppe Barbieri, gli architetti Gian Arnaldo Caleffi e Tullo Galletti, con il professor Alessandro Muraca dell’Università di Brescia, hanno presentato alcune proposte progettuali e soluzioni pratiche, per fissare su carta gli intenti.

Dal punto di vista tecnico, l’architetto Gian Arnaldo Caleffi ha spiegato che la proposta presentata dall’associazione è «meno impattante del primo progetto e più fattibile dal punto di vista economico», mentre l’architetto Tullo Galletti ha ribadito che il traforo «deve essere inquadrato in un disegno complessivo della viabilità cittadina e pedecollinare».

L’Associazione Verona Network, rappresentata dal presidente Germano Zanini, ha annunciato una nuova raccolta di firme (10.000) da consegnare ai candidati alle prossime elezioni regionali come testimonianza diffusa e inderogabile per risolvere l’annoso problema della viabilità.

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