Amia in house, le reazioni della politica

Il consiglio comunale dato il via libera alla costituzione di una NewCo a partecipazione diretta del Comune di Verona per la gestione dei rifiuti urbani. Le reazioni della politica.

Il presidente di Amia Bruno Tacchella durante un sopralluogo
Il presidente di Amia Bruno Tacchella durante un sopralluogo

Con il passaggio di Amia “in house” si apre un nuovo capitolo per la società e la città di Verona. Di seguito le reazioni al voto del consiglio comunale di ieri.

Soddisfatto il presidente Bruno Tacchella

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Il presidente di Amia Bruno Tacchella

«Un giorno importantissimo per il futuro non soltanto della società, ma soprattutto per quello della città di Verona» commenta il presidente di Amia Bruno Tacchella. «L’atto di ieri sera sancisce l’avvio di un iter, da noi sempre ribadito con fermezza e convinzione, dell’assoluta necessità di procedere con questa tipologia di affidamento, per un servizio di rifiuti sempre più capillare e produttivo, salvaguardando contestualmente un patrimonio in termini di efficienza ed operatività di tutti i veronesi».

«Un patrimonio che, senza l’approvazione da parte del Consiglio di ieri sera, sarebbe stato contrassegnato da un futuro e da percorsi amministrativi incerti o poco chiari, come il project financing e “pericolose” gare proposte dall’amministrazione Tosi, che avevano messo in grave repentaglio l’intera esistenza di Amia e la sicurezza del posto di lavoro di centinaia di suoi dipendenti».

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Il sindaco Sboarina: «Garantita la continuità lavorativa»

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Federico Sboarina, sindaco di Verona

«Il via libera arrivato ieri sera dal Consiglio – sottolinea il sindaco Federico Sboarina – completa un iter complesso, che ha portato a realizzare di un’operazione non facile, iniziata con il blocco del Project finance di Amia che era stato prospettato dalla precedente amministrazione. Un progetto fallimentare, che avrebbe penalizzato una delle nostre principali aziende di servizi, mettendone seriamente a rischio il futuro economico e lavorativo di molti dei suoi dipendenti».

«Anche per questo la revoca del project è stata richiesta dalla totalità dei lavori di Amia, che con l’in house si vedono oggi garantita la continuità lavorativa. Prima di procedere con la NewCo comunale, abbiamo però lavorato per la fusione di Agsm Aim, che è stato un passaggio essenziale per arrivare oggi alla genesi dell’in house. Raggiunti tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Riusciti a garantire la continuità dei posti di lavoro e, con Amia in house, rendere sempre più efficiente l’azienda. Trovo curioso che un consigliere di minoranza abbia parlato ieri in Consiglio di coerenza, dichiarando il suo voto favorevole all’operazione. Lo stesso consigliere che, nella precedente amministrazione, aveva appoggiato in giunta il fallimentare Project finance di Amia».

Partito Democratico: «Nodi rinviati alle prossime amministrazioni»

I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani
I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani

«Nuovi utili, massicci investimenti ed esplosione della raccolta differenziata. Il Piano per riportare il house Amia disegna un futuro radioso per l’azienda, che è giusto e doveroso riportare in house a tutela del posti di lavoro e per il ruolo strategico che gioca per la comunità veronese» dicono i consiglieri comunali del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani. «Abbiamo una sola domanda: se è tutto così facile, perché Sboarina e Bianchini portano il Piano soltanto a pochi giorni dalla scadenza del mandato amministrativo? Perché non hanno cominciato a macinare utili e ad incrementare la quota di differenziata due o tre anni fa? Perché consegnano tutto il lavoro di attuazione alle prossime amministrazioni?».

Aggiungono i dem: «Ci auguriamo tutti che questo piano funzioni, ma a ciascuno il suo: anche in questo caso la maggioranza non ha assicurato nessun reale confronto sul tema, forzando tempi e procedure. Non ha spiegato alla città che il risanamento economico di alcuni settori come il verde sarà possibile solo con l’esternalizzazione di alcuni servizi e con un nuovo oneroso contratto con il Comune. E che comunque vada sono annunciati aumenti della tassa rifiuti e il pagamento della frazione del verde. È giusto, dunque, che la maggioranza si assuma le sue responsabilità, anche rispetto a correzioni che potranno rendersi necessarie già nel prossimo futuro. Di qui il nostro voto di astensione sulla delibera».

Bertucco: «Giusto, ma fuori tempo massimo»

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

«Il progetto per riportare in house Amia arriva fuori tempo massimo rispetto al dibattito che si sviluppa da anni, ma anche rispetto alle precise indicazioni date dal Consiglio comunale fin dal 2018. Tali ritardi hanno portato a licenziare la proposta di delibera dopo una sola seduta di Commissione» afferma Michele Bertucco, consigliere comunale di In Comune per Verona.

«Bene che l’amministrazione sia tornata indietro rispetto alla ipotizzata soluzione pasticciata di uno scorporo della sola manodopera con locazione di mezzi e impianti. I piagnistei dell’amministrazione sono però del tutto ingiustificati: Agsm-Aim ha favorito l’operazione in ogni maniera, anche consentendo il pagamento in comode rate con maxi-rata finale a carico dell’amministrazione che governerà la città nel 2032. Come annota anche il consulente, il piano degli investimenti da 60 milioni di euro necessita una ripatrimonializzazione dell’azienda, manca inoltre l’organigramma dei vertici della newco: quali sorprese ci riserveranno Sboarina e soci?».

Traguardi: «Dobbiamo aspettarci una Tari maggiorata?»

«I dettagli dello scorporo di Amia dal gruppo Agsm Aim non convincono. Esiste infatti un piano economico finanziario, mentre manca completamente il piano industriale e con esso l’analisi strategica che definisce tutti i rischi e le opportunità di questa operazione» afferma il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari.

Tommaso Ferrari traguardi
Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

«Secondo i documenti la NewCo partirà con un capitale sociale di un milione di euro versato dal Comune, un debito di 15 milioni di euro da corrispondere il 10 anni al gruppo Agsm Aim e l’impegno a sostenere investimenti diretti per un valore di 20 milioni di euro. Operazioni che per un’azienda di queste dimensioni sono sostenibili soltanto chiedendo un prestito alle banche oppure aumentando la Tari, a fronte di un servizio che rimarrà sempre uguale se non addirittura destinato a peggiore».

«Siamo dell’idea che questa situazione esponga il Comune a un rischio economico-finanziario elevato, dal momento che in nessun documento si parla della capacità di resilienza della NewCo. Riuscirà a reggere il confronto con un mercato in costante cambiamento, senza la possibilità di ricevere finanziamenti?».

«Traguardi ha fin da subito manifestato perplessità nei confronti dell’operazione di in house, ritenendola un rischio per la sostenibilità finanziare dell’azienda, e i nostri dubbi sembrano trovare conferma. Ricordiamo che l’in house è una scelta prevista dalla legge nel momento in cui c’è un vantaggio, non va fatta per forza se non ci sono le condizioni giuste. Il rischio è che la Corte dei Conti valuti l’operazione non conveniente per il Comune, e che dunque si torni punto e a capo».

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