Alzheimer, Soffiantini: «Spesso si reagisce in modo impulsivo»

Ospite ai nostri microfoni è stato Giorgio Soffiantini, consigliere dell'associazione AFMA, che si cura dell'organizzazione di corsi che insegnano a gestire le persone affette da Alzheimer.

Quest’oggi ai microfoni di Buongiorno Verona Live è intervenuto Giorgio Soffiantini, consigliere di AFMA Verona (Associazione Familiari Malati di Alzheimer), che ha toccato il delicato tema della malattia di Alzheimer, sottolineandone i migliori metodi d’approccio che la sua associazione consiglia e allo stesso tempo gli errori che molto spesso si commettono dal momento che si entra in contatto con questa patologia.

Facendo un passo indietro, tuttavia, è bene approfondire cos’ è nello specifico AFMA, che infatti Soffiantini definisce «un’Associazione di familiari che esiste da molti anni e che dà supporto alle famiglie che devono gestire un ammalato di Alzheimer nella propria casa, che non è un problema da poco. Normalmente infatti – sottolinea il dottore – quando si entra in contatto con questa patologia le persone reagiscono in modo istintivo e commettono così molti errori nell’approcciarsi con l’ammalato. Se invece un familiare è preparato e informato riesce a vivere meglio questa dura esperienza e allo stesso tempo l’ammalato soffre di meno. Noi quindi organizziamo corsi specifici per gestire al meglio i malati di Alzheimer».

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Nonostante all’apparenza sembri una missione piuttosto semplice, riuscire a gestire un proprio caro affetto da Alzheimer è in realtà molto complesso ed è un problema che merita di essere approfondito, per esempio tramite i corsi organizzati da AFMA. «Per interagire in maniera corretta bisogna mettersi nei pani dell’ammalato e rimanere al suo fianco, senza mettere in evidenza gli errori che commette: non bisogna contrapporsi e tantomeno sgridarlo. Bisogna quindi approfittare del fatto che, a contrario di vent’anni fa, si hanno molte più conoscenze sulle tecniche di gestione dell’ammalato in casa».

Sicuramente l’emergenza sanitaria che va espandendosi da due anni a questa parte non ha aiutato, e infatti a questo merito Soffiantini dichiara: «Nelle case deve essere stata un’esperienza durissima, immagino il dolore delle famiglie che non potevano andare a trovare i propri cari o che non riuscivano a spiegare la particolare situazione all’ammalato con cui convivevano».

«L’Associazione – sottolinea però il dottore – è riuscita comunque ad aiutare in presenza le persone che avevano bisogno, chiaramente con tutte le precauzioni del caso, nella nostra sede in Via Marconi, dove gli ammalati possono anche contare di un sostegno psicologico offerto dai vari psicologi e neurologi».

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