Alti Pascoli della Lessinia: martedì la presentazione all’Enit

Martedì 18 febbraio, nella sede dell’Enit, Agenzia nazionale del Turismo, evento conclusivo del percorso di candidatura degli Alti Pascoli della Lessinia al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, come esempio di sostenibilità ambientale e di legame tra uomo e paesaggio

Martedì 18 febbraio alle ore 11.30 nella sede dell’Enit, Agenzia nazionale del Turismo, in via Marghera 2/6 a Roma, evento conclusivo del percorso di candidatura degli Alti Pascoli della Lessinia al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici.

Un territorio, quello della Lessinia, compreso tra le provincie di Verona, Vicenza, Trento e le Regioni Veneto e Trentino Alto Adige, dove elementi di sostenibilità ambientale, integrità paesaggistica e culturale e persistenza delle attività produttive tradizionali configurano un quadro di unicità a livello nazionale. Proprio dalla Lessinia, ad esempio, proviene l’ispirazione per la capanna della Natività dello scorso natale ricreata in Vaticano sul modello dell’originale “Casara di Malga Fittanze”, a testimonianza di un patrimonio, in questo caso architettonico, di costruzioni in pietra, che non ha eguali nel mondo.

Un iter istituzionale, quello della candidatura, iniziato formalmente l’8 maggio 2019 con la costituzione, proprio a Verona, di un’Associazione temporanea di scopo il cui obiettivo principale era quello di produrre un dossier di approfondimento sul territorio della Lessinia, richiesto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per mezzo di un team di professionisti ed esperti profondi conoscitori di questo lembo di terra montano (circa 10 mila ettari).

Martedì 18 febbraio, dopo i saluti istituzionali di apertura da parte di Enit, il perito agrario Giuliano Menegazzi, coordinatore del progetto di candidatura, e ideatore nel 2015 assieme all’architetto Chiara Zanoni dell’iniziativa, illustrerà i motivi di unicità del territorio degli Alti Pascoli della Lessinia, che costituiscono anche i punti cardine del dossier. Accanto a lui Daniele Massella, allevatore e presidente dell’Associazione Tutela della Lessinia.

A ricordare il significato e l’importanza del Registro dei Paesaggi rurali storici sarà Mauro Agnoletti, professore di Pianificazione dei sistemi agricoli e forestali e Storia ambientale presso la Scuola di Agraria dell’Università di Firenze. A mostrare in sintesi il lavoro svolto dal team operativo di professionisti e tecnici che per sei mesi e più hanno lavorato “sul campo” sarà il dottore forestale ed esperto alpicoltore Davide Pasut.

A chiusura della mattinata, l’intervento della dottoressa Alessandra Albarelli, presidente nazionale di Federcongressi&Eventi, la quale illustrerà le opportunità di un nuovo sviluppo turistico per la Lessinia e gli ambienti rurali.

“Casara di Malga Fittanze”
Elementi di unicità del territorio

Il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia si sviluppa tra le province di Verona, Trento e Vicenza su una superficie di 10.387 ettari; rappresenta un paesaggio rurale prealpino tra i meglio conservati e tra i più significativi d’Italia, caratterizzato da fattori di unicità e storicità, tra i quali meritano di essere sottolineate le tracce di frequentazione preistorica e storica e il particolare uso della pietra locale.

Nonostante i processi di abbandono della montagna italiana a seguito del boom economico, connessi con i fenomeni di globalizzazione e di trasformazione della zootecnia, in questi luoghi si è mantenuto integro un tessuto produttivo tenace e in grado di provvedere all’auto sostentamento, inserito armonicamente in un paesaggio oggi particolarmente apprezzato da un turismo attento alle produzioni locali e sostenibili, oltre che ai servizi ecosistemici, come quelli forniti dal mondo rurale.

Tra i motivi del successo attuale del territorio si possono annoverare l’ampia fruibilità fisica e visiva delle malghe dei Monti Lessini e la dolcezza del territorio, che lo rendono gradito da escursionisti e famiglie, figure base del turismo rurale. La presenza di prodotti locali molto apprezzati, come gli gnocchi “sbatui” (fatti con acqua e farina e conditi con il burro), i formaggi (Monte Veronese di Malga presidio Slow food) e la Pecora Brogna, esempio di biodiversità locale, rende inoltre questa zona particolarmente ricercata dal turismo gastronomico.

Altrettanto importante l’insediamento stabile nel Medioevo di popolazioni germaniche conosciute come Cimbri, che hanno costituito per secoli una minoranza linguistica sopravvissuta fino ai giorni nostri e hanno contribuito nei secoli a dare alla Lessinia l’attuale conformazione strutturale con la  creazione di sentieri e vie tra la pianura e la montagna.

Passando per il grande lavoro di “spietramento”, ovvero la raccolta delle pietre utilizzate per la costruzione dei muretti di confine delle malghe e di edifici in pietra adibiti ad abitazione per il periodo di monticazione, ad allevamento degli animali ed a trasformazione dei prodotti, alla costruzione di pozzi per la raccolta delle acque piovane e di pozze per l’abbeveraggio del bestiame.

Un territorio segnato anche dalla Grande Guerra vista l’importanza strategica, all’inizio del ventesimo secolo, della Lessinia quale zona di confine con l’impero austro ungarico. Un territorio trasformato quasi un secolo dopo, nel 1990, nel “Parco Naturale Regionale della Lessinia” al fine di tutelare i caratteri naturalistici, storici, ambientali ed etnici del territorio.

L’avvento dell’ente Parco ha portato anche alla crescita di una rete museale costituita da sette strutture, alcune di importanza internazionale. La trentennale attività dell’ente non sempre ha riscontrato i favori dei residenti, in particolare in ambito rurale.

La sfida prossima per il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia sarà nel saper amministrare i cambiamenti attuali attraverso processi di valorizzazione delle produzioni, di salvaguardia dei metodi di produzione più sostenibili, di tutela del territorio, di incentivazione di politiche del lavoro specializzato necessario per le attività rurali, di dialogo con le istituzioni superiori e nel saper selezionare forme di turismo consapevole in linea con le direttive del Green Deal Europeo.

Anche per questo l’inserimento degli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro viene considerato non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una nuova e durevole conservazione, a tutto tondo, del paesaggio.

Perché un dossier

Nel 2015 Giuliano Menegazzi e Chiara Zanoni avevano inoltrato per la prima volta la richiesta di candidatura degli Alti Pascoli al Ministero, il quale, con la seduta di consiglio del 27 maggio 2016, aveva approvato la richiesta, con riserva.

Lo stesso Ministero, attraverso l’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, aveva fatto sapere che «L’area degli Alti Pascoli è di sicuro interesse per il registro, ma si ritiene necessaria una sua più accurata perimetrazione e che si propone di approvare la proposta di candidatura con le raccomandazione espresse nella Valutazione».

Veniva richiesto quindi, ai soggetti promotori, tra cui l’Associazione di tutela della Lessinia e l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora brogna, oggi confluite nell’Associazione Temporanea di Scopo Alti Pascoli della Lessinia assieme a sette comuni, due società agricole private e altri enti territoriali di tutela e valorizzazione, di predisporre un dossier definitivo tenendo conto sia delle integrazioni richieste, sia dei criteri di candidatura pubblicati sul sito della Rete Rurale Nazionale che, in estrema sintesi, riconducono a requisiti di persistenza, unicità e integrità del territorio preso in esame.

Per raggiungere questo obiettivo, l’ATS ha messo insieme un team di esperti e professionisti, tutti profondi conoscitori del territorio, che da maggio a dicembre 2019 hanno lavorato affrontando varie tematiche per evadere la richiesta ministeriale.

Il Comitato Promotore e il Team di esperti

Il Comitato promotore per la candidatura è composto da soggetti pubblici e privati. In provincia di Verona ne fanno parte i comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Roverè Veronese, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno e Velo Veronese, in provincia di Trento, i comuni di Ala e Avio, in provincia di Vicenza, il comune di Crespadoro.

Il comitato è formato poi da associazioni di tutela del territorio: l’Associazione Tutela della Lessinia, l’Associazione per la promozione e la tutela della Pecora Brogna, il Consorzio per la Tutela del formaggio Monte Veronese D.O.P., il Consorzio di Tutela della Pietra della Lessinia e l’associazione proprietari Malghe della Lessinia.

Partecipano attivamente alcuni esperti e professionisti: Ugo Sauro, già professore all’Università degli Studi di Padova, Luca Battaglini, professore ordinario all’Università degli Studi di Torino, Geremia Gios, ordinario all’Università di Trento, l’esperta di lingua e tradizione cimbra Antonia Stringher, lo storico Bruno Avesani, l’architetto Chiara Zanoni, il dottore forestale Sebastiano Lucchi, il collega Davide Pasut, i medici veterinari Antonio Scungio e Marcello Volanti e il perito agrario Giuliano Menegazzi.

Tutte le informazioni e un’ampia gallery fotografica sul Progetto, finanziato dal GAL Baldo Lessinia, sono disponibili sul sito.

La locandina dell’evento di presentazione del dossier