AlterEgo, dopo 30 anni l’addio a Verona

L’Alter Ego chiude per sempre. “La decisione è ormai presa” ha confermato il gestore Giulio Lenotti “A breve sarà comunicato il giorno esatto della chiusura”. La storica discoteca di Verona ha intonato il suo canto del cigno lo scorso venerdì con l’ultimo “Orbit”, uno degli eventi di punta del locale che dagli anni Novanta per due decenni è stato un modello vincente di fare club in tutta Europa. Gli storici dj Paolo Martini e Marco Dionigi hanno proposto, dalle ore 23 all’alba, la loro miscela di musica sperimentale, a rinverdire i fasti di una stagione irripetibile contrassegnata dalla voglia di divertirsi con classe.

Gianni Lenotti, figlio d’arte ( il padre è il poeta vernacolare Armando, per amara ironia della sorte scomparso proprio nei giorni scorsi) ha spiegato che la decisione è motivata da ragioni economiche legate alla necessità di ristrutturazioni indispensabili. C’è da credergli, se pensiamo che prima di rilevare la società, quattro anni fa, aveva prestato le sue energie al locale per dieci anni. Sulla pagina Facebook del club – su cui compare peraltro la locandina di uno sfondo cimiteriale con la scritta “02.02.19 la chiusura non è la fine di una storia ma il suo culmine”.

Lo scorso 3 gennaio, sul social network azzurro, il promoter aveva lanciato un malinconico post in cui comunicava che il 12 gennaio sarebbe stato l’ultimo Orbit. “Non è semplice – proseguiva il post – e anzi sono molto triste… e cosa farò dopo? Non lo so, però ho sempre amato navigare a vista o stare a galla, e fare progetti a lungo termine non mi è mai venuto bene. ” chiudendo con una citazione tratta da “C’era una volta in America”: “Per un po’ magari andremo a letto presto”. 

Marco Dionigi, Paolo Martini, Adrian Morrison, Cristian Gucci sono i nomi degli storici animatori delle serate sulle Torricelle veronesi. Dal 1989 il club ha infilato una serie impressionante di collaborazioni con il gotha della cleb scene internazionale ( Lil Luis, Tony Humpries, Mousse T, Adamsky, dott Motte, Ricky Morrison) fino al 2008, quando un blitz delle forze dell’ordine per lo spaccio di stupefacenti portò alla chiusura della discoteca.