Allevatori in alpeggio: paura per le predazioni

Preoccupazione e paura tra gli allevatori, alla vigilia della stagione d’alpeggio, per la presenza di branchi di lupi anche a bassa quota. Paolo Ferrarese parla di convivenza impossibile tra uomo e lupo: “Servono misure di contenimento e controllo in considerazione delle esigenze degli allevatori di montagna”.

“Una convivenza tra uomo e lupo non si può neanche ipotizzare”. Queste le parole di Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, che, a poche settimane dalla partenza in alpeggio delle mandrie parla dei recenti predazioni da parte dei lupi in Lessinia. È, infatti, alla vigilia della stagione dell’alpeggio che molti allevatori si dicono preoccupati dalla presenza di lupi anche a bassa quota.

“È di pochi giorni fa la strage di pecore sbranata da lupi in località Maso Cerna – fa presente Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -. Il fatto che i lupi siano scesi a ridosso delle abitazioni, spingendosi a divorare anche cani, fa presagire quello che potrà accadere tra qualche settimana, quando migliaia di bovini e ovini pascoleranno liberi in Lessinia. Per i malgari e gli allevatori è grande la paura di subire perdite e danni, che possono mandare in fumo un’intera stagione e, nei casi più gravi, causare anche la chiusura delle aziende”.

Poco possono fare i cani da guardiania, mentre spesso sono troppo costosi i sistemi di recinzione: “Chiediamo perciò alle istituzioni di tenere alta l’attenzione e di pensare a misure di contenimento e di controllo – esorta Ferrarese -, tenendo in considerazione le esigenze degli allevatori di montagna”.