Allarme di Casartigiani Verona sulla situazione degli uffici della Motorizzazione civile
Lamentele a raffica per il sistema di prenotazione per controlli e revisioni dei veicoli, che appare vicino alla paralisi, a causa dell’organico sottodimensionato della Motorizzazione.
Al centro delle proteste, che arrivano sempre più numerose e pressanti presso l’organizzazione di categoria, c’è l’organico sottodimensionato, che si ripercuote sulle revisioni e i collaudi dei veicoli commerciali, con conseguenze non trascurabili per le categorie produttive e sia sul fronte economico che su quello occupazionale.
Il nocciolo della questione riguarda le lentezze dell’attuale sistema di prenotazione delle revisioni, dal momento che le officinepossono concentrarle in un certo numero di sedute, che prevedono la presenza di tecnici della motorizzazione abilitati. Ma la carenza di personale, sommata alla riorganizzazione e agli avvicendamenti interni, non consentono l’assegnazione di un numero di sedute sufficienti a soddisfare le richieste avanzate dalle officine autorizzate.
Più della metà resta inevasa e se si considera che nel 2018 il numero di revisioni annue è stato di 22milacirca, i conti sono presto fatti. Significa che i veicoli restano fermi, causando ritardi e disservizi, anche nei trasporti internazionali,
dal momento che fuori dall’Italia il tagliando di prenotazione non ha valore giuridico.
La questione ha inoltre una valenza ambientale: le limitazioni alla circolazione a contrasto dell’inquinamento atmosferico spingono verso la scelta di un’auto ecologica, prevalentemente a metano e gpl. Ma per motivi di sicurezza queste auto devono sottostare a controlli periodici dei serbatoi: GPL ogni 10 anni e le auto a metano ogni 2. Anche in questo caso i tempi di attesa sono dilatati, ed esasperano gli utenti.
Nella legge di bilancio 2019 è stata inserita una norma che si rivelerebbe risolutiva, ovvero la possibilità per le officine meccaniche autorizzate di effettuare direttamente le revisioni, con una forma di privatizzazione già avviata nel settore auto. Ma i decreti attuativi sono slittati e intanto il rischio paralisi, non solo a Verona, si fa sempre più concreto. L’appello, rivolto in particolare ai politici veronesi, è di attivarsi per accelerare i tempi e trovare una soluzione che risolva l’impasse.
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