Allagamenti a Parona, le proposte dei politici veronesi

È ancora polemica sugli allagamenti in città. In particolare nella zona di Parona molte vie sono finite sott'acqua. Alcuni politici veronesi hanno espresso le loro perplessità sulla situazione.

Foto d'acrhivio

All’indomani dell’ennesimo episodio di maltempo che ha sconvolto la provincia di Verona, i danni in città non sembrano essere ingenti come quelli causati dal nubifragio di domenica scorsa. Eppure Parona, come testimoniato dalle foto e dai video che circolavano sul web, sott’acqua ci è finita di nuovo. A denunciare la situazione diversi politici veronesi, che si sono interrogati sulle motivazioni dei continui allagamenti.

Giandomenico Allegri, candidato al consiglio regionale per il Pd

«Se vogliamo imparare la lezione del cambiamento climatico, che costringe ormai regolarmente cittadini e lavoratori a sopportare eventi atmosferici di grossa portata, possiamo già compiere due azioni politiche molto pratiche». Questo il commento di Giandomenico Allegri, candidato al consiglio regionale per il Pd. Le prime contromisure a portata di mano, secondo Allegri, sono due. Poiché ai Comuni mancano le risorse specifiche per affrontare questi eventi – specie dopo il lockdown – Allegri propone una legge regionale immediata per «affidare le acque meteoriche ai gestori che già coordinano gli interventi su acqua potabile, depurazione e fognatura, inserendole così le acque meteoriche stesse nel ciclo idrico integrato, col risultato di potenziarne lo smaltimento». L’altro passo concreto verso la prevenzione, Allegri, lo deriva dalla sua esperienza di vicesindaco e assessore all’Urbanistica a Sommacampagna: «Se partiamo dalla premessa che cementificare non aiuta ad assorbire le acque, mentre al contrario l’esistenza di un campo coltivato sì, l’esempio di un Comune dove 10 interventi di pianificazione urbanistica su 12 sono stati di recupero di patrimonio edilizio già edificato può essere un punto di ri-partenza. A Sommacampagna è stata fatta una scelta. E credo sia giusto “spingere” tali scelte lavorando sulla legge urbanistica regionale 11/2004 affinché il calcolo del contributo di sostenibilità ambientale favorisca appunto il recupero del patrimonio sfitto, sia in ambito residenziale che industriale, salvaguardando così il terreno agricolo da nuove costruzioni e cementificazioni».

«Una Regione Veneto sensibile e attenta a quel fiore all’occhiello — riflette Allegri — non può trascurare l’esigenza di un piano generale che parta dal riconoscimento degli stravolgimenti climatici come realtà di fatto».

Giorgio Pasetto, candidato di +VENETO in EUROPA

Una proposta per ripulire in fretta le strade veronesi e scongiurare altri allagamenti arriva anche da Giorgio Pasetto, candidato di +VENETO in EUROPA: «Abbiamo molti cittadini che ricevono il reddito di cittadinanza e, purtroppo a causa del Covid-19, abbiamo anche molti cittadini che attualmente sono in cassa integrazione. Perchè non inserirli in una task force che possa subito ripulire le nostre strade dall’enorme quantità di detriti, foglie e rami che anche ieri hanno ostruito le caditoie creando improvvisi e dannosissimi allagamenti, come successo a Parona? Chi riceve sussidi statali credo che non abbia solo il legittimo diritto ad essere aiutato, ma sono convinto che abbia anche dei doveri nei confronti della collettività. Il secondo nubifragio in una settimana e il sesto temporale di notevole rilevanza in poco più di due mesi. E in alcuni punti notoriamente a rischio il copione è sempre lo stesso, con conseguenti danni ai cittadini e alle attività economiche».

Massimo Giorgetti, vicepresidente del Consiglio regionale Veneto e candidato di Fratelli d’Italia

«Mi domando come mai è stato deciso di lasciare le idrovore della Protezione civile ferme in deposito, anziché posizionarle in via preventiva nelle zone che puntualmente finiscono sott’acqua, come piazza Del Porto a Parona. – commenta Massimo Giorgetti, di Fratelli d’Italia, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto – È grave che non si stato previsto quali sono le aree più critiche. In questi anni il Piano di Protezione civile comunale è stato aggiornato con la definizione degli scenari di rischio sulla base della vulnerabilità del territorio? Protezione civile non è rincorrere l’emergenza in divisa da volontario, ma prevenirla». Di fronte a mutamenti climatici ormai innegabili «serve una programmazione e realizzazione degli interventi necessari a evitare che porzioni della città finiscano allagate dopo pochi minuti di pioggia, perché è evidente che il vetusto sistema fognario di Verona non riesce più a reggere le bombe d’acqua che si stanno verificando. Intanto -aggiunge – Giorgetti – sarebbe possibile fare un minimo di prevenzione attraverso un piano di pulizia e manutenzione costanti di tombini e caditoie e predisposizione di attrezzature di emergenza in loco».

Michele Bertucco, candidato al consiglio regionale per “Il Veneto che Vogliamo”

«È certo che il nubifragio di ieri pomeriggio, venerdì 28 agosto, non appartiene agli eventi atmosferici di carattere eccezionale o straordinario, eppure ha visto allagare un altro quartiere della città, Parona. – ha detto Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune e Candidato al consiglio regionale per “Il Veneto che Vogliamo” – Scene drammaticamente consuete a cui abbiamo assistito più volte anche in Porta Borsari, Veronetta, Borgo Trento, oltre che nella stessa Parona.Bisogna prendere atto che esistono aree e quartieri della città che più di altri subiscono gli eventi atmosferici intensi e che su questi occorre concentrare i necessari interventi strutturali, che ad oggi non ci sono.Nonostante tutte le segnalazioni, nonostante le prove provate della fragilità idrogeologica del sistema urbano di gestione delle acque, si continua a far niente di niente, negando le manutenzioni e gli interventi strutturali necessari e scaricando la colpa sul destino cinico e baro. Il problema è di tipo politico perché la medesima mancanza di comprensione del problema e lo stesso immobilismo si ritrova anche nella politica urbanistica dell’amministrazione che, salvo rispettare alla lettera le blande regole regionali per la riduzione del consumo del suolo, continua a trascurare il rapporto tra aree impermeabilizzate e aree verdi. Questo mix micidiale di incomprensione e trascuratezza sta mettendo in ginocchio la città ad ogni acquazzone».

Elisa La Paglia, consigliere comunale e candidata alle elezioni regionali per il Pd

«Abbiamo una nuova attrazione a Verona: le cascate di Parona. Ormai, a ogni nubifragio, da Piazza del Porto alla galleria che porta a via Cà di Cozzi, i paronati si ritrovano a spalare acqua e soprattutto a pagarsi i danni, perché nessuno li aiuta. – afferma Elisa La Paglia, consigliere comunale e candidata alle elezioni regionali per il Pd -Nel 2018 oltre 20 tra commercianti e residenti hanno inviato alla Regione i moduli per la domanda di risarcimento, ma furono risarciti gli agricoltori e le grosse aziende e il budget fu esaurito, con il risultato che a loro non restarono neppure le briciole. Il Comune di Verona e l’assicurazione relegarono il nubifragio a “evento eccezionale”, quando invece questi ormai sono eventi frequenti e molto dannosi. Quindi gli obiettivi sono due: anche i commercianti di Parona vengono risarciti e il Comune di Verona ponga finalmente in atto tutte le misure necessarie a far scaricare l’acqua in Adige o in una canalizzazione ad hoc, oltre alla pulizia costante delle caditoie e il rifacimento della rete fognaria. Ad oggi solo il Comune di Negrar si è mosso, attivandosi con la Regione Veneto e il Consorzio di bonifica veronese per realizzare gli scolmatori nella vicina Arbizzano. Quello di Verona si assuma le proprie responsabilità e si attivi per realizzare opere che sono ormai urgenti e improcrastinabili».