Alla Gran Guardia i disegni della partigiana Aura Pasa dal lager di Bolzano

Presso la Sala Buvette del Palazzo della Gran Guardia, da lunedì 22 a domenica 28 gennaio 2024 sarà possibile visitare la mostra "Menestrella nel lager - Disegni e filastrocche - Bolzano 1944-45", contenente i disegni della partigiana e deportata veronese Aura Pasa. La mostra è aperta a tutti gratuitamente dalle 9 alle 12.30 e dalle 15…

Presso la Sala Buvette del Palazzo della Gran Guardia, da lunedì 22 a domenica 28 gennaio 2024 sarà possibile visitare la mostra “Menestrella nel lager – Disegni e filastrocche – Bolzano 1944-45“, contenente i disegni della partigiana e deportata veronese Aura Pasa. La mostra è aperta a tutti gratuitamente dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, con la possibilità per le scuole di richiedere un laboratorio didattico.

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Aura Pasa

Aura (Aurelia) Pasa, che nasce a Mel (Belluno) il 17 ottobre 1907, fin dalla prima giovinezza risiede a Verona. Diplomata alla Reale Accademia delle Belle Arti di Venezia, insegna disegno in istituti inferiori e superiori. Liberale e democratica, dal settembre 1943 inizia la sua attività di partigiana combattente, prima al fianco del fratello Angelo, poi nelle file del Battaglione Montanari, che comprende una cinquantina di giovani e giovanissimi veronesi, tra cui 2 donne, in collegamento con la montagna. Il 12 ottobre, su delazione, è arrestata, portata nella sede dell’Ufficio Politico Investigativo (UPI) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nei pressi del Teatro Romano (oggi Piazzetta Martiri della Libertà). Dopo 8 giorni di interrogatori viene consegnata alle SS con l’accusa di essere “antifascista, antitedesca e staffetta della divisione Pasubio” e rinchiusa in una cella sotterranea. Il 28 ottobre è trasferita nel campo di concentramento di Bolzano, dove rimane fino al 29 aprile ’45.

Durante questa terribile esperienza non perde mai la voglia di raccontare, attraverso rime scanzonate e il linguaggio dell’arte, con vignette e bozzetti, la vita del campo, sapendo cogliere sempre gli aspetti meno drammatici o il motivo di sorriso anche in quelli più dolorosi. Alla Liberazione porta con sé i taccuini che è riuscita a disegnare durante il lavoro coatto nella sartoria del campo e le rime scritte per alleviare le ore delle compagne di prigionia.

Negli stessi giorni sarà presente in Piazza Bra il Carro della Memoria, liberamente visitabile, con allestimento cura di ANED e del Comune di Verona.

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