Alberto Zelger: «Immagino una Verona libera da restrizioni»

Il candidato sindaco supportato dalle tre liste Verona per le libertà, Zelger sindaco e Popolo per la famiglia si racconta ai nostri microfoni.

Alberto Zelger
Alberto Zelger

Alberto Zelger, candidato sindaco supportato da tre liste, Verona per le libertà, Zelger sindaco e Popolo per la famiglia, si racconta ai nostri microfoni.

Com’è nata la sinergia tra queste tre liste?

Prima è nata Verona per le libertà, dalle manifestazioni partite il 24 luglio. Poi è nata la mia lista personale, nella quale volevo inserire imprenditori ed esperti per aggiungere una componente professionale. Infine si è aggregato Popolo per la famiglia, dopo una chiamata che mi ha fatto molto piacere di Mario Adinolfi.

Lei esce da tre consigli comunali, giusto?

Ho avuto un’esperienza di consigliere provinciale con Forza Italia. Poi sono rimasto un po’ di anni “parcheggiato”, fino al mio ingresso in Consiglio comunale nel 2007 con la lista Tosi, e poi di nuovo nel 2012. Poi mi sono allontanato da Tosi perché stava prendendo una deriva un po’ troppo radicale a mio avviso che non condividevo. Da lì mi sono avvicinato alla Lega tradizionale e a Zaia in Regione. Nel 2015 infatti mi sono candidato in Consiglio regionale, anche se poi non sono stato eletto.

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Negli ultimi cinque anni, quindi, è stato in Consiglio con la Lega, prima di “salutare” il partito…

Sì, ho cercato in questo periodo di convincere alcuni parlamentari della Lega a cambiare scelte politiche nazionali. Ho scritto a molti parlamentari a Roma ed europei, ma ho trovato un muro. Ho poi deciso di ascoltare le opposizioni al Green Pass che avvenivano in piazza; questo strumento a mio avviso ha ucciso l’economia e ho accettato quindi di candidarmi sindaco con queste persone e di sposare la loro battaglia, che ho sempre ritenuto giusta. Ero l’unico a sostenere questa battaglia. Uno dei punti principali del nostro programma è appunto aiutare le reti locali e avvantaggiarli, dato che sono stati fortemente penalizzati con la pandemia.

Voi siete contro il Green Pass, ma non siete “no-vax”, giusto?

Esattamente. “No-vax” per me è un insulto. No-vax vuol dire opporsi radicalmente a tutti i vaccini, ma io da piccolo ho fatto tutti i vaccini obbligatori per legge. Su quest’ultimo vaccino, quello per contrastare il Covid, è però giusto che ci sia libertà di scelta, anche alla luce di alcuni effetti collaterali anche gravi che sono stati riscontrati.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv:

Però la maggior parte delle persone invece riporta come il vaccino contro il Covid abbia scongiurato molta gente da morte certa…

Gli effetti avversi sono però dimostrati da evidenze scientifiche.

Voi sostenete anche che ci sia stata una comunicazione nazionale orientata in un’unica direzione. Cosa può dirci a riguardo?

Sicuramente è così. Il professor Bellavite è stato estromesso da tutti i media dopo aver dichiarato sulla tv nazionale, su La7 precisamente, che capiva le famiglie che avevano paura del vaccino, per via degli effetti avversi. Vaccinare i bambini, poi, è stata davvero una scelta governativa stupefacente.

Lei è un grande sostenitore anche della famiglia tradizionale, giusto?

Certo. Sono stato tra i promotori del Congresso mondiale delle famiglie, che si è svolto a Verona qualche anno fa. È stato un grande successo, nonostante il boicottaggio di alcune realtà che non riconoscono la famiglia tradizionale come unico pilastro del welfare italiano.

Nel vostro programma parlate di contrasto alle discriminazioni, può spiegare cosa intendete?

Sul lavoro c’è stata una discriminazione pazzesca nei confronti dei dipendenti che non hanno voluto vaccinarsi. Nelle scuole, poi, è ancora peggio perché sono bambini che riporteranno un trauma per tutta la vita. I bambini si sono trovati in una situazione costante di malessere, che deriva anche dall’obbligo di mascherina per sei ore consecutive.

Com’è la Verona che si immagina Alberto Zelger?

Una Verona fatta di prese di posizioni coraggiose contro la dittatura politica, come per esempio abolendo le mascherine a scuola. Come sindaco direi a tutte le scuole di toglierle. Per quanto riguarda le infrastrutture, il sindaco Sboarina ha operato egregiamente in alcune opere, come la riqualificazione dell’Arsenale. Per il resto non ha avuto abbastanza coraggio, però. Ha applicato ordinanze fin troppo restrittive durante la pandemia, per esempio. Ma pensiamo anche alle società partecipate; ho fatto diverse audizioni con vari enti rappresentativi del territorio sull’aeroporto Catullo. Quest’ultimo è stato lasciato in balia a se stesso. Noi siamo ora succubi di Venezia, che sta portando tutti i voli a casa sua. In ambito finanziario abbiamo perso Cariverona e stiamo perdendo Cattolica. Non siamo stati capaci di gestire queste situazioni e di sfruttare il potenziale che avevamo.

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