Al Senato il ddl Autonomia, Zaia: «Momento storico»

Questa sera voto finale sul ddl “Calderoli” dall'Aula del Senato. Passo avanti per la realizzazione dell’autonomia differenziata.

Calderoli e Zaia
Foto d'archivio. Il ministro Calderoli e il Presidente del Veneto Zaia

Oggi, a partire dalle 16.30, si sono tenute le dichiarazioni di voto e il voto finale sul ddl Autonomia al Senato. L’Aula ha dato voto favorevole.

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia parlava negli scorsi giorni di un «momento storico». Zaia al termine della votazione dichiara: «Il successo di questo primo passaggio parlamentare rappresenta la pietra miliare che segna l’accelerata finale verso un traguardo di rinascita per il Paese; per tutto il Paese. Il Veneto, la nostra Regione, è stata l’apripista di un percorso che, una volta portato termine, sarà occasione di progresso e giovamento per tutte le realtà territoriali, anche quelle verso le quali rimane indispensabile un’attenzione solidale. L’Autonomia sarà il volano, anche in termini di entusiasmo e partecipazione alla vita pubblica, che condividiamo con le nuove generazioni, con i ragazzi che vedono nel cambiamento del Paese le basi per costruire con orgoglio e passione il loro futuro. Ringrazio i Senatori che hanno consentito di coronare questo primo voto positivo del Parlamento. Anche a fronte di tante affermazioni udite in questi giorni sento di dover ripetere e confermare che l’autonomia non vuole lasciare indietro nessuno, non è la fuga dei ricchi dalla nave in difficoltà. È un nuovo modo di unire e progredire insieme, superando con un moderno regionalismo le rovine di uno statalismo che, questo sì, nei decenni passati ha prodotto territori a differenti velocità».

«Di fronte alla portata storica della riforma che si sta profilando va ribadito chiaramente come l’autonomia non è la secessione dei ricchi che qualcuno si ostina a fare credere – prosegue il Governatore -. Nessuna regione sarà privata di qualcosa e godrà, invece, di maggiori opportunità di crescita. La cabina di regia dei lep mette a terra importanti e maggiori diritti dei cittadini, che saranno la garanzia di prestazioni e servizi uniformi su tutto il territorio nazionale. Lo stesso termine ‘differenziata’ non indica diversità tra le regioni ma identifica un sistema di autonomia articolato e virtuoso, già sperimentato con successo in altri grandi paesi europei come la Germania. Un modello moderno e meritocratico che può rilanciare il Paese, dando l’opportunità di risollevarsi anche alle realtà regionali fino ad oggi in maggiore difficoltà. Con il voto di oggi, l’applicazione dell’autonomia è una meta sempre più vicina».

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Fratelli d’Italia: «Riforma dalla portata storica»

Il Gruppo consiliare Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni del Consiglio regionale del Veneto, interviene sulla votazione odierna espressa in Senato: «Grazie al Governo Meloni e all’impegno profuso da Fratelli d’Italia in seno alla coalizione di centro destra si va verso il compimento della volontà dei veneti espressa più di 6 anni fa attraverso il Referendum consultivo sull’Autonomia differenziata, celebrato il 22 ottobre 2017 con il risultato di oltre 2 milioni 273 mila espressioni affermative, pari a più del 98% dei votanti. Un grande giorno per il Veneto».

Continua la nota firmata dal presidente del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni, Daniele Polato, e dai consiglieri Enoch Soranzo, Tommaso Razzolini, Joe Formaggio e Lucas Pavanetto: «Oggi si conferma la grande serietà e la determinazione di Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni che nel 2020 aveva sottoscritto in Regione Veneto l’impegno per l’autonomia differenziata e poi confermata lo scorso 2022, con il Governo guidato da Giorgia Meloni in poco più di 1 anno l’autonomia diventa realtà concreta. Questa la grande risposta ai tanti dubbi che qualcuno nutriva».

«Dal Senato ora la votazione passerà alla Camera per dare quindi il via ad una riforma dalla portata storica che mira ad implementare l’efficacia dei processi amministrativi e di governance attraverso il risparmio di risorse e l’aumento dei servizi per i territori con maggiori funzioni agli enti più vicini alla cittadinanza».

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Daniele Polato - consigliere regionale Veneto
Daniele Polato – consigliere regionale Veneto

Forza Italia: «Passo importante»

«Il percorso prevede altre tappe, ma oggi è un giorno importantissimo per il Veneto». Lo dichiarano i consiglieri regionali di Forza Italia Elisa Venturini e Alberto Bozza con Fabrizio Boron, del gruppo misto ma forzista.

I tre consiglieri azzurri sottolineano: «L’autonomia è al primo punto del programma di Forza Italia in Veneto, il nostro partito è da sempre liberale e anti-statalista, quindi naturalmente autonomista. Non è un caso che sia stato il centro destra a compiere oggi in Senato questo passo importantissimo, con Forza Italia che si è fatto garante dell’equilibrio dell’alleanza per consentire la concretizzazione di questo passaggio storico».

Alberto Bozza
Alberto Bozza

Cinque stelle: «Preoccupati»

«La insistente influenza propagandistico-autonomista di Zaia preoccupa. L’attuale dibattito sulla concessione di un’autonomia più ampia alle regioni, in particolare al Veneto, – dichiara la senatrice Barbara Guidolin del Movimento 5 Stelle – solleva serie preoccupazioni per l’equità e l’unità nazionale in Italia. Non solo ma apparirebbe come un obiettivo tutto leghista al fine di aumentare il divario tra il Nord e il Sud, compromettendo il principio di uguaglianza per tutti i cittadini».

«Zaia ha già dimostrato che con le stesse risorse oggi impegnate dallo Stato il Veneto non può fare di più. e se oggi è con gli occhi puntati sui lavori parlamentari – prosegue la senatrice veneta Guidolin – ebbene l’autonomia da egli attesa potrebbe facilitare la privatizzazione di servizi cruciali, come la sanità».

«Non siamo contrari al principio di autonomia, presente anche nella nostra Costituzione, ma siamo contrari a questa autonomia che non garantisce i Lep, aumenta disuguaglianze e ciò potrebbe tradursi in cure accessibili solo a chi può permettersele, mettendo a rischio la salute delle persone con redditi più bassi. È notizia recente, in Veneto, l’introduzione della nuova figura del medico di base privato operante in strutture private con un costo medio di circa 50 euro a visita».

«Zaia nuovamente presidente della regione conclude la sen. Guidolin – sarebbe un copia e incolla di quanto egli non ha modernizzato ad oggi».

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