Al Parco Sigurtà alla scoperta del “Castelletto”

Il Castelletto all’interno del Secondo Parco Più Bello d’Europa è un edificio merlato con finestre neogotiche costruito nel 1792 dal marchese Antonio Maffei e che fu inizialmente adibito a Sala d'Armi. Nel secolo scorso il Castelletto è stato luogo di tavole rotonde e di incontri con scienziati e Premi Nobel.

Castelletto (11)

Il Parco Giardino Sigurtà è un tesoro naturalistico che racchiude tantissime varietà floreali e botaniche ed è apprezzato ogni anno da centinaia di migliaia di visitatori. Nei 60 ettari di questo tesoro verde sono presenti anche numerosi punti di interesse come il Castelletto, un edificio merlato in stile neogotico, chiamato originariamente Castelletto di Nina.

Costruito dal marchese Antonio Maffei a fine Settecento nel passato era inizialmente adibito a Sala d’armi, oggi invece è divenuto il luogo dove sono conservate le memorie storiche, letterarie e scientifiche della famiglia Sigurtà: qui infatti sono ricordati gli scienziati e i Premi Nobel che sono stati ospiti al Parco: Selman A. Waksman (Premio Nobel nel 1952 e scopritore della Streptomicina), Alexander Fleming (Premio Nobel nel 1945 e scopritore della Penicillina), Gerhard Domagk (Premio Nobel nel 1939 e scopritore dei sulfamidici), Konrad Lorenz (Premio Nobel nel 1973 e fondatore dell’etologia) e Albert B. Sabin (scopritore del vaccino orale contro la poliomielite) spesso ospite in passato della famiglia Sigurtà.

Negli scatti inediti pubblicati il 23 novembre sulla fanpage facebook del Parco, in attesa della riapertura del  Giardino il 7 marzo 2021, si possono ammirare i dettagli all’interno del Castelletto come la mobilia creata grazie a sapienti intarsi del legno con la madreperla e affreschi dai colori caldi che richiamano l’atmosfera medievale dei cavalieri. Cinquanta sedie finemente decorate accolgono ad oggi solo i giornalisti invitati durante le conferenze stampa del Parco a porte chiuse: l’atmosfera elegante e delicata che si viene a creare affascinerebbe chiunque. Sono inoltre visibili due busti in bronzo: uno dedicato a Napoleone III che giunse nel Giardino nel 1859 durante la Seconda Guerra d’Indipendenza Italiana, mentre il secondo busto è un omaggio al Professor Enzo Franco Inga Sigurtà, genitore degli attuali proprietari del Parco, Giuseppe e Magda. La sala è impreziosita da ricordi scritti e immagini d’epoca di personaggi celebri che sono stati ospiti di questo Giardino: un esempio tra tutti è una fotografia della Lady di Ferro: Margaret Thatcher.

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