Agromafie: “pizzo” ai fiorai, arresti nel Napoletano
Estorsione e lesioni, per la dda si tratta di elementi di spicco del clan Cesarano.
Sette misure cautelari sono state eseguite stamattina dai militari dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli) nei confronti di altrettante persone ritenute dagli inquirenti della dda elementi di spicco del “clan Cesarano” di Castellammare di Stabia.
I destinatari dei provvedimenti restrittivi, secondo i pm Antimafia di Napoli elementi di spicco della famiglia malavitosa, sono accusati di estorsione e lesioni personali nei confronti di imprenditori del cosiddetto “mercato dei fiori“, la zona florovivaistica più importante del sud-Italia, attiva tra i comuni di Castellammare di Stabia e Pompei. (Ansa)
Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare commentano positivamente l’operazione dei Carabinieri e della Guardia di finanza: «Dal pizzo alle estorsioni, dall’usura all’’imposizione di manodopera, di servizi di trasporto o di guardiania, sale del 12,4% il business delle agromafie in Italia dove ha raggiunto i 24,5 miliardi di euro nel 2018 e compromette in ampie aree del Paese la libera imprenditoria in settori determinanti del made in Italy agroalimentare».
«Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione – avverte la Coldiretti – le agromafie impongono la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy».
«Il settore florovivaistico Made in Italy, con un valore della produzione attorno ai 2,5 miliardi di euro, è uno dei settori di punta dell’economia agricola del nostro paese – conclude la Coldiretti –, contribuendo con 887 milioni di euro di esportazioni, con una crescita del 6% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Le imprese florovivaistiche italiane, impegnate nella coltivazione di oltre 2mila specie vegetali, sono 27mila, con oltre 100mila occupati.
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