Aggressioni ai sanitari: si rafforza la rete fra ospedali veronesi e istituzioni

di Alessandro Bonfante

| 26/02/2026
Rinnovato il protocollo anti-violenza negli ospedali di Verona e provincia. L'intesa tra istituzioni, forze dell’ordine e aziende sanitarie punta a proteggere chi è ogni giorno al servizio della comunità.

È stato rinnovato in Prefettura a Verona il protocollo d’intesa tra l’ULSS 9 Scaligera, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata e le forze dell’ordine per il contrasto alla violenza contro gli operatori sanitari.

L’accordo, di durata biennale, punta a consolidare una rete di protezione già esistente, rendendo più tempestivi gli interventi e potenziando la prevenzione.

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Il Prefetto di Verona, Demetrio Martino, ha sottolineato come il coordinamento sia essenziale per creare risposte automatiche: «Il protocollo ci aiuta ad avere degli automatismi per avere interventi più tempestivi quando necessario, ma soprattutto per un’altra serie di condivisioni che riguardano la possibilità di fare insieme formazione a tutto il personale sanitario e quella di avere forme di comunicazione corrette per la cittadinanza per richiamare l’attenzione su questo fenomeno odioso, che saranno più potenti se fatte insieme».

Un punto cardine resta la tracciabilità di ogni episodio: «C’è un monitoraggio sugli eventi che vengono denunciati. La richiesta che noi facciamo, e che è accolta da tutti i sanitari, è quella di fare sempre la denuncia per qualsiasi tipo di evento, sia pure solo verbale».

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Sul fronte della sicurezza operativa, la Questura di Verona ha confermato i presidi di Polizia all’interno dei poli ospedalieri cittadini. Negli ospedali di Borgo Roma e Borgo Trento è garantita la presenza di almeno due operatori in pianta stabile dalle ore 8 alle ore 20.

La Questora Rosaria Amato ha spiegato: «Con l’avvento di nuove risorse siamo riusciti a potenziare i due presidi, un’attività importante perché oltre a dare più efficacia, rassicura il personale sanitario». Oltre alla sorveglianza, l’attenzione si sposta sulla gestione del conflitto: «Dedichiamo risorse esperte in attività di negoziazione quando effettuiamo attività di confronto sull’operatività con i medici. Si lavora molto sulla negoziazione perché serve ad abbassare il livello di conflittualità di fronte a utenti soggetti magari all’abuso di alcol o sostanze stupefacenti, e quindi a comportamenti violenti ed aggressivi».

Soddisfatti per il rinnovo i vertici della sanità veronese. Callisto Marco Bravi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, ha evidenziato come il rapporto costante abbia già portato a risultati concreti: «Il monitoraggio va consolidato. Ha portato allo stimolo di mettere sistemi di controllo, un costante rapporto con le guardie presenti e l’introduzione di corsi specifici». Per accelerare le segnalazioni, sono stati introdotti dispositivi indossabili come pulsanti di allarme in Aoui e braccialetti per l’Ulss 9.

Patrizia Benini, Direttrice Generale dell’ULSS 9 Scaligera, ha posto l’accento sulla tutela collettiva: «È la dimostrazione di una grande sinergia a tutela degli operatori ma anche degli altri pazienti che, nel momento in cui c’è un’aggressione in un pronto soccorso, subiscono una violenza di fatto. Credo sia un messaggio culturale da dare a tutti: il personale sanitario va assolutamente rispettato perché è al servizio della cittadinanza».

Nonostante la battaglia sia ancora lunga, i dati mostrano segnali incoraggianti: tra il 2024 e l’inizio del 2026 si registra infatti una flessione nel numero dei fatti denunciati presso le strutture scaligere.

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