Afghanistan, ieri in Piazza dei Signori un presidio di solidarietà
Apertura di corridoi umanitari sicuri per le persone in fuga; sospensione dei decreti di espulsione e dei rimpatri; riesame delle richieste d’asilo rigettate alla luce dei recenti fatti accaduti; procedure di ricongiungimento familiare veloci; superamento a livello europeo del criterio di inammissibilità derivante dal principio del paese terzo sicuro (#Turchia) applicato in #Grecia; tutela delle persone che hanno collaborato con le forze occidentali e delle donne che adesso rischiano le più grandi ripercussioni a causa delle libertà conquistate.
Queste alcune delle richieste lanciate ieri, tramite un appello, in Piazza dei Signori a Verona, durante la manifestazione organizzata da One Bridge To Idomeni assieme a una ventina di altre sigle di movimenti attivi per la tutela dei diritti umani e in particolare delle persone afghane.

Esposti nel loggiato anche alcuni striscioni con le scritte “Chi piante semi di guerra raccoglie rifugiati” e “libertà di movimento, libertà senza confini”. In particolare, i manifestanti, hanno chiesto a gran voce che vengano aperti dei corridoi comunitari per accogliere i profughi in fuga da Kabul, così come la Onlus veronese fa già da tempo lavorando sul confini europei della rotta balcanica in supporto alle persone migranti.
Michele Bertucco è sulla stessa linea d’onda
Sulla questione afghana è intervenuto nelle scorse ore anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco: « La ritirata della truppe dei Paesi Occidentali dall’Afghanistan ha gettato nella disperazione centinaia di migliaia se non milioni di cittadini afghani che si stanno unendo ai quasi cinque milioni di profughi afghani già sparsi in tutto il mondo a seguito delle precedenti crisi geopolitiche che hanno interessato la regione.
Assistiamo attoniti alle notizie riportate dalla stampa straniera (che anch’essa sta lasciando il Paese) in merito alle violenze perpetrate dal nuovo regime fondamentalista mussulmano sulla popolazione, di uccisioni sommarie di attivisti, di rastrellamenti delle bambine per darle in spose ai combattenti, di rappresaglie e vendette verso chiunque, soprattutto donne, ha operato con le forze militari occidentali credendo alla promessa della costituzione di un Paese diverso, moderato, democratico, libero.
Nell’aderire, come Verona e Sinistra in Comune, alla manifestazione promossa dalla onlus One Bridge to Idomeni convocata per oggi pomeriggio in Piazza Dante a sostegno del popolo afgano e per la richiesta di corridoi umanitari, invitiamo il Consiglio comunale di Verona a condividere ed approvare una mozione che impegna Sindaco e Giunta a promuovere e sostenere urgentemente l’apertura di un corridoio umanitario con l’Afghanistan al fine di dare asilo in modalità controllata e protetta prioritariamente a donne e bambini in fuga da quel Paese; persone LGBT+, giornalisti, insegnanti, studenti, operatori sanitari e chiunque possa subire ritorsioni dai talebani per l’impegno a favore della tutela dei diritti umani. Non possiamo voltare la spalle ad un intero popolo.

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