“Affondazione Arena”, i lavoratori scendono in piazza

Dopo aver convocato l’assemblea generale, i lavoratori di Fondazione Arena hanno votato la sfiducia alla dirigenza e sono scesi in piazza. Intanto è stato proclamato un altro sciopero generale per domenica 9 dicembre

Tre le giornate di sciopero indette dai lavoratori, in aperta critica verso i vertici di Fondazione Arena. Carenza di programmazione, criticità nella gestione dei contratti e inadeguatezza dei dirigenti sono i punti su cui si concentrano i lavoratori.

“Le garanzie richieste a gran voce non solo non sono state fornite — scrivono nel comunicato — ma anzi vi sono stati opposti elementi contrari e destrutturanti, primi tra tutti la volontà di non programmare attività artistica triennale, ma nemmeno su 12 mesi, in un teatro come la Fondazione Arena di Verona che è stabile e l’assenza di presa di responsabilità per bandire i concorsi per la copertura dei posti vacanti”.

“La mancanza di queste garanzie irrinunciabili e l’inosservanza delle norme di legge — continuano i lavoratori in protesta — sono di valenza gravissima perché si innestano nella scelta gestionale di affidamento del cosiddetto “piano di sviluppo”. Con la minaccia di recupero a tutti i lavoratori di parti salariali pregresse, l’assunzione dell’ennesimo dirigente inutile e la decisione datoriale di bloccare i contratti a termine, i lavoratori hanno deciso che la misura è colma e che la squadra dirigenziale non è all’altezza del mandato istituzionale ricevuto. Non è in grado di portare la Fondazione Arena verso il rilancio con la dovuta progettualità ed anzi espone il teatro ad un continuo rischio di paralisi per la sua ormai conclamata incapacità a risolvere qualsiasi tematica organizzativa e gestionale. Non è questa la Direzione che l’Arena di Verona merita”.

Intanto Lucia Perina della UIL ha comunicato di aver appreso dal sindaco Sboarina la volontà del Consiglio di indirizzo di Fondazione Arena, di approvare il bilancio entro il 20 dicembre 2018. “Occorre continuare in questa direzione – ha spiegato Perina – ma va comunque ripreso rapidamente il dialogo con le rappresentanze dei lavoratori.”