Affitti privati, locazioni turistiche, alberghi: è possibile una convivenza? IL TEMA DEL GIORNO

Residenti e turismo, ma anche locazioni turistiche e alberghi possono convivere? Come? Recenti proposte, come l'aumento della cedolare secca, riaccendono la questione. Ne parliamo con il tema del giorno di oggi. Cosa ne pensi?

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La scorsa settimana abbiamo parlato del problema della carenza di alloggi in città dal punto di vista degli studenti universitari. Si tratta però di un problema più ampio, per il quale spesso si punta il dito contro gli “affitti brevi”. I locatori turistici, secondo queste accuse, sottrarrebbero appartamenti ai residenti e agli studenti, favorendo quindi un allontanamento di questi dai centri cittadini e un aumento generale dei costi degli affitti.

Anche altri operatori del settore turistico, come gli albergatori, da tempo criticano presunte irregolarità o mancanza di norme chiare nel settore delle locazioni turistiche. Ma è possibile una convivenza in città fra residenti, locazioni turistiche e alberghi? In una città popolosa e attrattiva per il turismo come Verona, la questione non è secondaria.

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Più tasse sugli affitti brevi?

Nella prossima legge di bilancio, secondo quanto emerso fino a ora, dovrebbe esserci un passaggio anche sugli affitti brevi. L’idea sembra essere quella di aumentare la tassa “cedolare secca“, il regime facoltativo di cui posso avvalersi le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento, che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

Spiega l’Agenzia delle Entrate: «Può optare per la cedolare secca al 21% anche chi si avvale del regime delle locazioni brevi. Per contratto di locazione breve si intende un contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa».

Non è ancora chiaro quale sia l’intenzione definitiva del Governo, ma pare che la cedolare secca per le locazioni brevi potrebbe passare dal 21% al 26%.

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Nel mirino sembrano esserci in particolare gli operatori web come Airbnb, che inoltre dovranno – secondo una recente sentenza del Consiglio di Stato, che recepisce le indicazioni della Corte di Giustizia dell’Unione europea – anche riscuotere e versare allo Stato la cedolare secca.

«Confidiamo che il pronunciamento del Consiglio di Stato metta la parola fine a una telenovela che si trascina da più di sei anni, durante i quali Airbnb si è appigliato a ogni cavillo pur di non rispettare le leggi dello Stato» ha commentato Federalberghi.

La Federazione è intervenuta nel giudizio al fianco dell’Agenzia delle Entrate «per promuovere la trasparenza del mercato, nell’interesse di tutti gli operatori, perché l’evasione fiscale e la concorrenza sleale danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza».

Federalberghi prosegue commentando alcune notizie riportate recentemente dagli organi di informazione, secondo i quali l’Agenzia delle Entrate avrebbe chiesto ad Airbnb di sanare 500 milioni di euro di tasse non versate: «Ci auguriamo che non si facciano sconti e che la web company americana venga invitata a pagare per intero le somme sottratte all’erario in questi anni, senza dimenticare sanzioni e interessi». E conclude sottolineando che «il mancato versamento delle imposte è solo uno dei tanti problemi generati dal far west degli affitti brevi» e auspicando che «si proceda celermente all’aggiornamento delle norme che disciplinano la materia. Occorrono regole, controlli e sanzioni, per tutelare i clienti, i lavoratori, i cittadini e le imprese».

Guarda l’intervista

Giulio Cavara, presidente Federalberghi Verona

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La replica dei locatori e la minaccia di sciopero durante il Vinitaly

«Stiamo assistendo da mesi a continui attacchi alle locazioni turistiche, accusate oramai di tutto, al punto che tra poco ci aspettiamo di venire colpevolizzati addirittura di essere noi causa del fenomeno del riscaldamento globale» è lo sfogo del veronese Edoardo Nestori, presidente dell’Associazione locatori turistici Veneto.

«Se questa campagna contro di noi locatori turistici dovesse continuare siamo pronti a scioperare la domenica inaugurale del prossimo Vinitaly 2024! Tutte le nostre 2000 strutture chiuderanno per una notte e non ospiteranno gli espositori e i visitatori nazionali e internazionali dell’esibizione fieristica. Dove andranno questi ospiti a dormire? Nei 60 hotel della città già ampiamente esauriti? Oppure nelle città vicine, Vicenza, Mantova, Trento, Brescia, cenando poi nei ristoranti di queste città, facendo colazione nei bar e pasticcerie di queste città a discapito delle attività scaligere? Oppure questi espositori direttamente preferiranno non venire e non partecipare alla fiera?» è la provocazione di Nestori.

«Federalberghi parla anche di “far west” legato sempre alle locazioni turistiche: le regole ci sono, la prima normativa risale al lontano 2013 e la regione Veneto ha costantemente aggiornato le leggi e i decreti in materia, aggiungendo nuove incombenze e sanzioni davvero molto pesanti. Purtroppo chi non rispetta le norme c’è in qualunque settore, e con l’introduzione del codice identificativo nazionale (che nel Veneto a livello regionale è già presente da anni) diminuirà sicuramente la piccola minoranza di abusivi che danneggiano proprio la gran parte delle locazioni turistiche regolari» aggiunge Nestori.

Edoardo Nestori Locatur Tourism Day
Edoardo Nestori

«E poi infine ancora l’accusa di aver noi causato la scarsità di appartamenti a disposizione di studenti o affitti standard: questo in realtà è un problema di lunga data, risale agli anni novanta, con l’abolizione dell’equo canone e la liberalizzazione del mercato, che ha portato gli affitti alle stelle nelle zone più richieste, le strutture vuote sono 5 volte tanto rispetto a quelle adibite a locazione turistica, e ci sono molti appartamenti affittati a professionisti anziché a residenti. Senza considerare che il nodo centrale è che l’attuale normativa del codice civile non agevola i proprietari in caso di morosità da parte degli inquilini, sfrattare un inquilino che non paga richiedere un percorso lungo e tortuoso, e perciò sarebbe la politica che dovrebbe avere il coraggio di modificare la normativa vigente, anziché cercare un capro espiatorio per le proprie mancanze».


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