Affido Anziani 2026, a Verona un progetto per contrastare la solitudine

Redazione

| 28/03/2026
Fra le novità 2026 il rafforzamento della collaborazione con realtà del territorio, tra cui i Centri di Comunità e il mondo universitario, per favorire la partecipazione di nuovi volontari.

Contrastare la solitudine degli anziani e rafforzare le reti di comunità attraverso relazioni di vicinanza e solidarietà. È questo l’obiettivo del progetto “Affido Anziani 2026”, promosso nel Comune di Verona in collaborazione con la cooperativa Spazio Aperto e l’associazione SpazioLab ODV, che punta a sviluppare una forma innovativa di sostegno sociale capace di mettere in relazione cittadini disponibili con persone anziane che vivono situazioni di isolamento.

Il progetto, giunto quest’anno alla terza edizione, nasce dalla consapevolezza che molti anziani autosufficienti vivono una condizione di solitudine che, pur non richiedendo necessariamente interventi socio-sanitari strutturati, può incidere in modo significativo sulla qualità della vita quotidiana.

L’affido anziani rappresenta quindi uno strumento sociale “leggero e flessibile”, previsto dalla normativa regionale, che permette di affiancare alla persona anziana un volontario disponibile a dedicare alcune ore alla settimana alla costruzione di una relazione di prossimità, supporto e compagnia.

«Il progetto Affido Anziani – sottolinea l’assessora alle Politiche sociali e al Terzo settore Luisa Ceni – si inserisce in una visione più ampia di welfare di comunità: un modello che non si limita a rispondere ai bisogni assistenziali, ma promuove relazioni, partecipazione e responsabilità condivisa. Mettere in circolo il tempo, le competenze e la disponibilità dei cittadini significa costruire comunità più inclusive e solidali, capaci di prendersi cura delle persone più fragili e, allo stesso tempo, di valorizzare le risorse presenti nel territorio. In questo senso, l’Affido Anziani non è soltanto un servizio sociale, ma un’esperienza di comunità che restituisce valore alle relazioni e rafforza il senso di appartenenza al territorio».

Il progetto

Il funzionamento del progetto prevede un percorso strutturato: una volta individuata la situazione di fragilità – segnalata dall’anziano stesso, dai familiari o dai Servizi Sociali – viene avviato un processo di ricerca e selezione di un volontario affidatario. Dopo un colloquio conoscitivo e una valutazione delle attitudini, viene individuato il “match” più adeguato tra affidatario e affidato.

L’avvio della relazione avviene con il supporto e la supervisione dei Servizi sociali e del Silver Manager, figura incaricata di accompagnare e monitorare il percorso.

I risultati

I risultati registrati nel 2025 confermano l’interesse crescente della cittadinanza verso questa forma di solidarietà. Nel corso dell’anno sono stati attivati complessivamente 30 affidi, mentre la campagna di promozione ha generato 85 primi contatti di persone interessate al progetto. Di queste, 52 hanno partecipato a un colloquio conoscitivo e 30 persone hanno poi dato la propria disponibilità effettiva a diventare affidatarie.

Accanto a questi numeri, il progetto ha suscitato interesse anche in ambiti professionali e associativi. Alcuni gruppi di professionisti, ancora attivi o in pensione, hanno richiesto informazioni per valutare la possibilità di replicare o promuovere il modello all’interno delle proprie reti. Anche realtà del territorio, come associazioni e gruppi parrocchiali, hanno manifestato attenzione verso l’iniziativa come possibile strumento per rafforzare le relazioni di comunità.

Parallelamente sono arrivate numerose richieste di informazioni da parte di cittadini interessati ad accedere al progetto come “affidati”, ovvero persone anziane che potrebbero beneficiare di questa forma di supporto relazionale. In particolare, 12 contatti hanno riguardato autocandidature o segnalazioni di familiari e conoscenti, segno di un bisogno reale e crescente di accompagnamento nella vita quotidiana.

Nuovi obiettivi

Sulla base di questi risultati, il progetto 2026 punta ad attivare nuovi affidi sul territorio comunale, consolidando al tempo stesso il sistema di monitoraggio e di accompagnamento dei volontari.

Saranno dunque promosse nuove campagne informative, incontri e momenti di formazione per gli affidatari, con l’obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini.

Tra le novità previste per il 2026 vi è anche il rafforzamento della collaborazione con realtà del territorio, tra cui i Centri di Comunità e il mondo universitario, per favorire la partecipazione di nuovi volontari.

L’edizione 2026 è stata presentata questa mattina insieme a Purgato Cristina (progetti Trasversali Adulti Anziani Direzione Servizi Sociali), Deina Centomo (responsabile del progetto Affido Anziani della Cooperativa Spazio Aperto), Gaia De Maldè (Volontaria Affidataria) e Paola Bozzini (Affidata).

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