Aeroporto Catullo, si scaldano gli animi

Il ruolo di Save, quello dei soci pubblici e il rilancio del sistema aeroportuale veronese nel territorio. Si continua a discutere del futuro del Valerio Catullo.

aeroporti restano aperti coronavirus
L'aeroporto Valerio Catullo di Villafranca-Verona

Si è tenuta ieri la riunione della Seconda commissione consiliare del Comune di Verona, competente sulle società partecipate, presieduta dal consigliere Alberto Zelger. Dopo il confronti con Save e i soci pubblici nelle scorse settimane, ieri erano invitate le associazioni di categoria Confindustria con il presidente Michele Bauli, Apindustria Verona con il presidente Renato Della Bella, Confimi Veneto, Confcommercio con il presidente Paolo Arena, Confesercenti Verona e Associazione Ristoratori. Anche altre associazioni sono state invitate e alcune hanno partecipato.

L’assessore alle Partecipate Stefano Bianchini ha spiegato l’obiettivo dell’incontro: «Siamo qui per ascoltare le vostre voci. Sappiamo che è un momento difficile e dobbiamo stringerci per affrontare insieme questo periodo».

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Il presidente di Confindustria Michele Bauli è stato il primo a intervenire: «Al di là della pandemia, che speriamo finisca presto, sappiamo che l’aeroporto ha avuto alterne vicende, rischiando anche di fallire. Si trova però in una posizione favorevole, il bacino d’utenza è molto ampio. Potenzialmente l’aeroporto di Verona può fare molto».

Favorevole il giudizio sull’operato di Save, da parte di Bauli: «Il giudizio che io do alla parte privata, sostanzialmente Save, è positivo. Si può sempre fare di più, ma da quando la gestione è passata a Save c’è stato un importante aumento di passeggeri».

«Credo che investire nell’aeroporto sia un dovere per la nostra città» ha concluso Bauli.

«Come diceva il presidente Bauli è indubbio il valore dell’aeroporto Catullo, ma le difficoltà incontrate negli ultimi due anni non aiutano la riflessione sul rilancio» ha detto il presidente di Apindustria Verona Renato Della Bella. «La gestione Save: non la vediamo in modo negativo, ma l’aeroporto richiederà investimenti importanti per farne un’infrastruttura di riferimento. Bisogna capire se il socio privato è in grado e ha voglia di realizzarli a Verona, mentre probabilmente sarebbe più economico mantenere il nucleo del polo a Venezia e considerare Verona collaterale».

«Auspichiamo che Aerogest (di cui è socio il Comune di Verona, ndr) voglia continuare a presidiare un’infrastruttura così importante» è la chiosa di Della Bella.

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Paolo Arena, presidente di Confcommercio (e dell’Aeroporto Catullo stesso): «Concordo sul fatto che siano necessari investimenti, e anche che sia necessario fare di più. Credo che dobbiamo fare una riflessione a 360 gradi sul territorio di riferimento. Penso anche che Save abbia avuto un ruolo fondamentale. Dobbiamo capire se il nostro territorio crede nello sviluppo del sistema aeroportuale, o se crede che sia un limite. Io penso che dobbiamo lavorare nella prospettiva di sviluppo all’interno del sistema veneto».

Cosa dice la politica

Alberto Bozza (consigliere regionale – Forza Italia)

«Condivido le parole del Presidente di Confindustria Michele Bauli che promuove l’operato di Save e auspica che si possa confermare lo schema della partnership tra soci pubblici e privati. Verona deve rimanere saldamente ancorata al sistema aeroportuale regionale veneto per non soccombere a quello lombardo» dice Alberto Bozza, Consigliere regionale di Forza Italia.

«Torno a ricordare che Save ha salvato l’aeroporto, che era a un passo dal fallimento e in questi anni lo ha risanato. Attaccarla pretestuosamente significa costruirsi un comodo alibi per giustificare l’immobilismo, in questi anni, di una parte dei soci pubblici».

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«Comprendo invece – continua Bozza – le preoccupazioni non pregiudiziali del Presidente di Apindustria Della Bella sul possibile disinteresse di Save a investire in futuro, ma per evitare questa situazione occorre che siano proprio i soci pubblici veronesi, e in particolare il Comune di Verona, a delineare una strategia economico-industriale chiara sull’identità dello scalo, in termini di voli e target di visitatori, legandoli anche a un turismo di qualità e alle caratteristiche del nostro tessuto produttivo».

Non solo, prosegue Bozza: «È necessario segnare anche un cambio di passo sul piano finanziario, così da rafforzare proprio la compagine pubblica veronese nella governance dell’aeroporto, magari coinvolgendo enti privati della città che storicamente hanno sempre operato con ampio respiro».

«In questo scenario – sottolinea Bozza – sarà la stessa Save, da società privata qual è, ad avere interesse a investire».

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Partito Democratico

«La partecipazione all’aumento di capitale già annunciata dal Sindaco – non si capisce bene con quanta condivisione all’interno della maggioranza – da sola non basta a risolvere la questione dell’aeroporto nella quale vengono al pettine anni di errori da parte delle amministrazioni di centrodestra» dicono i consiglieri comunali del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani.

«Lo sforzo finanziario richiesto al Comune, che ha una quota tutto sommato limitata di partecipazione azionaria, non è certo proibitivo. Ben più difficile sarà sul piano politico compattare in una direzione ben precisa la compagine dei soci pubblici. Ed è proprio a questo compito che il Comune del capoluogo è chiamato, perché la città è quella che più ha da perdere da un affossamento o da una stasi prolungata dell’aeroporto».

«Lo strapotere dei soci privati è stato determinato dalla stessa compagine politica che ora se ne lamenta. Per arginarlo è fondamentale che il fronte dei soci pubblici sia compatto e autorevole. Ma Sboarina ne avrà la forza e le capacità? Chiediamo garanzie sul piano di ristrutturazione dell’Aerostazione per far sì che il Catullo diventi più funzionale e moderno e sullo sviluppo voli, in particolare i collegamenti verso la Germania (Francoforte e Monaco) Parigi, Londra e Roma, i collegamenti intercontinentali oltre ai voli nazionali e delle compagnie low cost».

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Stefano Valdegamberi (consigliere regionale – Vale Verona)

«I protagonisti dell’accordo strategico che ha messo in croce l’aeroporto Catullo, consegnandolo incondizionatamente sotto il controllo di Save, senza alcuna garanzia sugli investimenti per Verona, Confindustria e Confcommercio, sono gli stessi che ieri, nella commissione consiliare del Comune di Verona, hanno ribadito la bontà di quella scelta che ha progressivamente svuotato e marginalizzato lo scalo scaligero. Perché non si era voluto fare una gara pubblica? Nessuno risponde» dice il presidente di Vale Verona Stefano Valdegamberi.

«Che interessi vengono pilotati dai massimi rappresentanti dietro queste categorie? Certamente non l’interesse per Verona e l’economia veronese che i rappresentanti di Confindustria e Confcommercio dovrebbero rappresentare. Sempre più, invece, appaiono come la lunga mano di una regia che parte da lontano. Qual è il ruolo della Dirigente di Confindustria Verona nelle decisioni strategiche sulla città di Verona? Da chi riceve ordini? Sono queste le domande che mi pongo».

«E voi cari commercianti, l’importante è che non vi lamentiate più della decadenza dell’aeroporto poiché, involontariamente, anche voi siete stati e siete tuttora complici delle suo destino. L’operazione Save è stata costruita a tavolino per evitare l’apertura al mercato e il confronto con altri potenziali investitori (sic! Alla faccia della concorrenza e del mercato sempre invocati da Confindustria!)» continua Valdegamberi.

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«I rappresentanti delle due categorie sono stati allora i protagonisti dello scellerato progetto, fatto passare come l’unico possibile quando non era affatto vero e facendo accodare nelle scelte la debole politica veronese».

«Per il polo del nord-est con al centro Venezia? Obiettivo vuoto, puro slogan, perché non accompagnato da piani di sviluppo su Verona vincolanti per Save ma solo promesse generiche, puntualmente inattuate. Nel frattempo tutti i voli più interessanti sono passati da Verona a Venezia».

Francesca Businarolo (deputata Movimento 5 Stelle)

«La politica veronese torna ad occuparsi del Catullo e lo fa con i dati terribili dovuti a un anno di pandemia: oltre il 70% dei passeggeri in meno e il 64% del voli soppressi. Certo, è un problema che riguarda tutti gli aeroporti italiani. Ma ci sono altre criticità che il nostro scalo si porta avanti da tempo» dichiara Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle.

«Noto che, a quasi quattro anni distanza dalla mia segnalazione ad Anac (giugno 2017) sulla mancata gara pubblica, altri esponenti ora si interrogano. L’ente anticorruzione ha in seguito giudicato l’operazione illegittima, ma si è preferito fare finta di niente. Da allora, purtroppo, la situazione non è cambiata. Il socio di maggioranza, Save, non ha mai dimostrato di avere a cuore lo scalo veronese e di investire su di esso a sufficienza, nonostante la grandi responsabilità».

«Ora Comune, Provincia e Camera di Commercio, che detengono quote, si chiedono se valga la pena sostenere eventuali perdite. Ma se i soci pubblici dovessero mollare, farebbero un altro favore alla veneziana Save. Verona e i veronesi, così, continuano a pagare una situazione gestita malissimo dai loro rappresentanti politici» conclude Businarolo.

Michele Croce (Prima Verona)

«Anche tralasciando l’ultimo disgraziato anno segnato dal Covid, i numeri ci dicono che dal 2014, da quando cioè Save è entrata nel sistema aeroporti del Garda (Villafranca e Montichiari), gli scali di Bologna, Bergamo, Treviso e Venezia sono cresciuti in modo esponenziale. Verona no. Nessun investimento per il rilancio del Catullo e neppure per Montichiari» afferma Michele Croce, leader di Prima Verona.

«Quanto alla struttura, l’aeroporto di Verona è considerato uno dei peggiori d’Europa. Questi dati, semplici ed inconfutabili, ci dicono che occorre cambiare e subito. Senza acrimonia, ma neppure senza nascondere il fatto oggettivo che il socio privato Save in questi 7 anni ha deciso di non investire sugli scali di Villafranca e Montichiari, portando via voli e attività in favore degli scali di Venezia e Treviso. Decisione legittima di un privato che ha deciso di puntare su altri asset, ma che non fa gli interessi del territorio di Verona e del Garda» continua Croce.

«Quindi, si finisca la triste telenovela del non-decidere con il rinvio sistematico del patto di sindacato con Save, si sciolga il rapporto e si scelga con gara internazionale il migliore investitore per il sistema aeroportuale del Garda, in grado di soddisfare le esigenze del nostro territorio».

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