“Adrian” al Camploy. Tosi: “Il vero flop è di Sboarina”

“Sboarina ha di fatto svenduto all’organizzazione di Celentano il Camploy, concedendoglielo per quattro mesi e mezzo, dal 22 ottobre all’8 marzo, quando poi oltretutto è stato usato solo a partire da gennaio. Non era il caso di lasciarlo alle associazioni culturali e alle compagnie teatrali che ne usufruivano e che sono state inopinatamente sfrattate?”. Questo si chiede Flavio Tosi che interviene su Adrian, lo spettacolo di Celentano che sembra ora giunto ad uno stop.

“Dei 157 mila euro introitati dal Comune dal clan Celentano, 61 mila sono stati usati dallo stesso per ricollocare le compagnie. – continua Tosi – Senza contare le decine di migliaia di euro spesi per riscaldamento, utenze, dipendenti e sicurezza. In sostanza il Comune non ha guadagnato un euro. Facendo un calcolo dei costi e benefici, senza contare che la tanta sbandierata visibilità per Verona e Veronetta non c’è stata e non ha portato alcun ricavo, mi chiedo se ne valeva la pena. Evidentemente no, per questo il vero flop non è tanto del programma di Celentano, che è un mito e resta tale, ma del Sindaco Sboarina che ancora una volta non ha capito e intuito i veri interessi dei cittadini veronesi”.

Tosi conclude: “Sboarina perlomeno farebbe parzialmente bella figura revocando per queste ultime settimane l’uso del teatro dato che lo spettacolo è stato sospeso. Anzi, avrebbe dovuto già farlo di sua iniziativa. Ma il punto è politico: Sboarina anziché fare gli interessi della città, in questo caso culturali, svende Verona per gli interessi degli amici di qualche suo ben noto sodale. In compenso sta facendo morire anche il Centro Storico e le sue attività commerciali, proprio bravo…”.