Addio a Papa Francesco: si è spento nel lunedì di Pasqua
Redazione
Alle 9.45 del mattino di oggi, lunedì di Pasquetta 21 aprile, il Cardinale Kevin Farrell, Camerlengo della Camera Apostolica, ha annunciato la morte di Papa Francesco dalla Casa Santa Marta. Aveva 88 anni.
Queste le sue parole: «Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa».
«Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino».
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Sono previsti entro 9 giorni il funerale e in venti giorni l’apertura del conclave per eleggere il successore.
Il cardinale Zuppi ha chiesto che in tutte le Chiese d’Italia siano suonate le campane in segno di lutto, e che siano favoriti momenti di preghiera personale e comunitaria, in comunione con la Chiesa universale.
Nella Diocesi di Verona, alle 20, tutte le parrocchie sono invitate a suonare le campane a morto e nella Cattedrale di Verona alle 20.45, si terrà la Santa Messa, presieduta dal Vescovo, a cui sono invitati ad unirsi tutti i fedeli (i preti con camice e stola bianca). Sarà possibile seguire la diretta su Telepace.
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L’ultimo messaggio nella domenica di Pasqua
Nella cornice solenne della Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, Papa Francesco ieri si era affacciato per impartire la tradizionale benedizione Urbi et Orbi, a conclusione della Messa di Pasqua, celebrata da Cardinale Angelo Comastri.
Ad accoglierlo, una folla commossa e festosa riunitasi in Piazza San Pietro, che ha risposto con entusiasmo e ovazioni alle poche ma incisive parole del Pontefice: «Cari fratelli e sorelle, Buona Pasqua. Incarico il Maestro delle Cerimonie di leggere il messaggio».
La lettura dell’atteso messaggio pasquale è stata affidata a Mons. Diego Ravelli, che ha dato voce al pensiero di un Papa sempre più attento ai drammi contemporanei. Temi centrali del messaggio sono stati la sacralità della vita, la violenza sulle donne e sui bambini, le crisi umanitarie globali, con un particolare riferimento alla situazione in Gaza, e l’appello accorato alla pace in Ucraina e Terra Santa.
«Ogni vita è preziosa! Quella del bambino nel grembo di sua madre, come quella dell’anziano o del malato, considerati in un numero crescente di Paesi come persone da scartare», si legge nel testo.
Parole che rimandano anche all’omelia pronunciata il giorno precedente durante la Veglia di Pasqua, dove Papa Francesco aveva già denunciato con forza le crescenti forme di emarginazione e l’uso della violenza in ambito familiare. Un pensiero che è tornato anche nel messaggio Urbi et Orbi: «Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!».
Un appello alla speranza e al riconoscimento dell’altro come fratello, soprattutto in un mondo frammentato da guerre e pregiudizi. Il Papa ha invitato a non temere il diverso, ma ad accoglierlo nella consapevolezza della comune appartenenza a Dio: «Siamo tutti figli di Dio!».
Particolarmente toccanti le parole rivolte alla comunità cristiana di Gaza: «Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!». La benedizione di Pasqua è stata anche l’occasione per richiamare l’urgenza del disarmo: «Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo».
Nel suo appello, Papa Francesco ha invocato la pace anche per la martoriata Ucraina, incoraggiando tutte le parti coinvolte a trovare una soluzione duratura e giusta: «Cristo Risorto effonda il dono pasquale della pace sulla martoriata Ucraina».
Dopo la benedizione, un gesto che ha emozionato i presenti: Papa Francesco è salito sulla papamobile per salutare i fedeli in piazza. Un gesto che si è rivelato essere il commiato dalla comunità cristiana.
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