Addio a Iddi, che «non era un “butel”»

«Per noi era Eddy, il suo nome era Iddi Sefu Athumani, lo incontravamo spesso al rifugio 2 per la colazione, la cena e per riparare la bicicletta». Lo ricordano così alla Ronda della Carità.

Eddy Iddi Daniele Polato

«Per noi era Eddy, il suo nome era Iddi Sefu Athumani, lo incontravamo spesso al rifugio 2 per la colazione, la cena e per riparare la bicicletta nella ciclofficina Kamara d’aria».

Lo ricordano così alla Ronda della Carità. «Domenica, dopo aver ritirato la cena, rientrando in bicicletta nel suo bivacco in una casa abbandonata in Valpantena, è morto in un incidente contro un’auto». È successo il 15 novembre, ma l’identità della vittima dell’incidente è diventata di pubblico dominio solo qualche giorno fa.

Iddi, o Eddy, era diventato il protagonista di un video diffuso due anni fa e diventato virale, ripreso anche da giornali nazionali. Chiacchierava, probabilmente sotto l’effetto di alcol, in piazza Bra con l’allora assessore alla Sicurezza Daniele Polato. Per quel fatto Polato era stato criticato, ma si era difeso affermando di considerare Iddi un amico.

«Ciao Iddi amico mio butel di Tanzania non sarai dimenticato!» ha scritto Polato, oggi consigliere regionale, su Facebook ripubblicando la foto che li ritrae su una panchina di piazza Bra. Gli fa eco il consigliere comunale Nicolò Sesso: «Con la tua simpatia eri diventato una sorta di icona per Verona.. chiunque ti incontrasse per strada, non poteva fare a meno di scambiare due battute insieme a te. Ti daremo l’ultimo saluto, come si deve!».

Dalla Ronda della Carità scrivono inoltre: «Aveva 60 anni, sempre sorridente e non era un clochard, tantomeno un “butel”, ma una Persona senza dimora».

E ancora: «Aveva bisogno di aiuto innanzitutto da chi in questi giorni lo rimpiange mostrandosi in un selfie assieme ad Eddy, su una panchina. Speriamo che la morte di Eddy non sia inutile».

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