Acqua non potabile nei condomini AGEC? Sboarina: «Procurato allarme, procederemo per vie legali»

È scontro aperto tra il sindaco Sboarina e il consigliere Pd, Federico Benini, sul caso dell'acqua erogata in alcuni condomini AGEC di via Faliero che, stando ai dati portati dal dem, conterrebbe ferro e piombo. Il sindaco ieri ha annunciato di voler procedere per vie legali nei confronti del consigliere per "procurato allarme".

Il sindaco Sboarina e il consigliere Benini.

È ancora scontro tra il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il capogruppo del Pd, Federico Benini, sul caso dell’acqua erogata all’interno di un appartamento del condominio AGEC di via Marin Faliero che, stando alle analisi presentate dal consigliere comunale, non sarebbe potabile. I documenti, presentati a fine marzo da Benini, presentavano parametri «non conformi ai limiti fissati per l’acqua potabile. Da quei rubinetti non scende acqua ma ferro e piombo in quantità che con ogni probabilità sono gravemente dannose per la salute» aveva detto il consigliere dem.

Dopo l’intervento del neo-presidente AGEC, Maurizio Ascione, che aveva annunciato test scientifici per verificare la presenza o meno di sostanze inquinanti nel ciclo dell’acqua potabile, ieri il sindaco Sboarina ha definitivamente smentito la presenza di ferro e piombo nell’acqua dei sei condomini di via Faliero, annunciando, a margine, il ricorso a vie legali nei confronti di Federico Benini per “procurato allarme”: «Sono 24 i campionamenti fatti all’impianto idrico delle case Agec di via Marin Faliero, al Saval. In ognuno dei sei condomini sono stati controllati i punti di inizio e fine del percorso dell’acqua, sia per le tubature dell’acqua calda che di quella fredda. Nello specifico, 12 prelievi all’ingresso dell’acquedotto nei palazzi e altrettanti all’interno degli appartamenti. La metodica utilizzata è stata quella dei prelievi cosiddetti ‘distali’, e cioè alle estremità per certificare quindi la salubrità dei punti intermedi. Prelievi ed analisi, realizzati dal Laboratorio accreditato Lachiver Alimenti, secondo precisi metodi di campionatura e verifica, hanno confermato che l’acqua è conforme ai parametri di legge (decreto legislativo 31 del 2001) e, quindi, perfettamente a norma» si legge nella nota stampa del comune».

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«Agli atti non risultano lamentele o segnalazioni fatte dagli inquilini degli appartamenti e dai commercianti allo Studio Mantelli, che dal 2014 è amministratore del complesso immobiliare. Dai verbali delle riunioni di condominio, infatti, non emerge sia mai stata sollevata alcuna problematica relativa all’acqua potabile, sia dei 48 appartamenti che degli spazi commerciali al piano terra. Così come, prima del 2014, agli atti non c’è nessuna segnalazione. Sono partite comunque le controverifiche immediate di Agec, il giorno stesso del protocollo del reclamo. – continua la nota del comune – I prelievi effettuati da un tecnico campionatore di Lachiever, accompagnato da personale Agec, sono stati realizzati all’interno dei medesimi civici segnalati dallo stesso Benini, ossia il 9, 17, 23, 31, 43 e 55. Per ogni civico è stato preso un campione sia all’ingresso dell’acquedotto, sia negli appartamenti, per verificare eventuali difformità o cambiamenti dell’acqua lungo il percorso. Senza, quindi, dover passare di casa in casa. Le analisi, inoltre, sono state effettuate sia sull’acqua calda che su quella fredda, in quanto provenienti da tubature differenti. Gli esami sia chimici che microbiologici hanno confermato che ‘i campioni sono risultati tutti conformi alla vigente normativa, decreto legislativo 31 del 2001 relativo alle acque destinate al consumo umano. Unica eccezione, un prelievo fatto al di fuori degli appartamenti privati sul quale è stata richiesta un’ulteriore analisi, risultata poi ampiamente dei limiti di legge’. Come vuole la prassi, nel caso del risultato fuori limite si è proceduto immediatamente al secondo prelievo, che invece era a norma. Si è trattato quindi di un fattore occasionale».

Le parole del sindaco

Il sindaco di Verona Federico Sboarina.
Il sindaco di Verona Federico Sboarina.

«Quanto successo è inaccettabile – ha detto il sindaco -. Il rapporto di Lachiver, laboratorio accreditato che ha operato secondo i protocolli, infatti ha smentito il presunto allarme e confermato che tutto è a norma. La qualità dell’acqua nei condomini di via Faliero è in regola. Sono temi, quelli che riguardano la sicurezza dei cittadini, sui quali serve serietà e non improvvisazione. Chi ricopre un ruolo istituzionale, come un consigliere comunale, deve essere dalla parte dei cittadini e tutelare la salute pubblica, non può permettersi di fare strumentalizzazioni, generando paure. Le famiglie e le attività economiche sono già in grande difficoltà per il Covid, così sono state doppiamente allarmate. Verificheremo se ci sono gli estremi per procedere alle vie legali per procurato allarme. Davanti all’eventualità di un pericolo per la salute dei residenti, un amministratore pubblico deve agire secondo la legge e non secondo la propaganda. Non ci si improvvisa controllori, con campioni presi in proprio e non da tecnici di laboratorio, senza nemmeno specificare da dove proviene l’acqua».

L’intervento del presidente di AGEC, Maurizio Ascione

Il presidente del CdA di AGEC, Maurizio Ascione Ciccarelli.

«Ci siamo immediatamente attivati per verificare se quanto segnalato fosse vero, visto che negli anni non avevamo agli atti alcuna lamentela – ha affermato Ascione -. Attraverso un laboratorio accreditato abbiamo fatto intervenire i tecnici specializzati ed effettuato campioni sia all’inizio dell’acquedotto dei diversi civici, che negli appartamenti più distanti, proprio per avere un monitoraggio completo. E, come immaginavamo, il problema non sussiste. Triste che un cittadino, che per di più è consigliere comunale, invece che supportare e collaborare con le aziende pubbliche crei allarmismo tra le persone».

Le parole del presidente di Acque Veronesi, Roberto Mantovanelli

Il presidente di Acque Veronesi, Roberto Mantovanelli

«Non si è mai evidenziata alcuna problematica chimica per le acque prodotte dalla centrale che alimenta la zona – ha spiegato Mantovanelli -, né dalle analisi di Acque Veronesi, né dalle verifiche periodiche di Ulss. Possiamo quindi rassicurare tutti i cittadini in merito alla qualità dell’acqua di rete, che è costantemente controllata. È inaccettabile che per una strumentalizzazione politica si faccia disinformazione su un tema delicato come quello della salute pubblica. Trovo che sia una mancanza di rispetto, non solo verso i veronesi, ma anche nei confronti delle centinaia di lavoratori che vedono infangata la propria professionalità e la propria Azienda a fini propagandistici».

La risposta di Federico Benini

Federico Benini
Il capogruppo PD, Federico Benini

Quasi immediata la contro-risposta di Federico Benini: «È desolante che il Sindaco di Verona si mostri più occupato a tentare di delegittimare il sottoscritto che ad approfondire con tutti i mezzi a sua disposizione (che sono tanti) la segnalazione che ho effettuato. Il sottoscritto ha condotto una indagine su campioni d’acqua del rubinetto prelevati da un appartamento del condominio Agec “Forte Procolo” dal 9 al 19 marzo, portando un campione presso un laboratorio certificato che ho pagato di tasca mia. Il 23 marzo, appena venuto a conoscenza dell’esito delle analisi che individuava ferro e piombo in quantità eccessive nel campione che avevo prelevato, incompatibili con dell’acqua potabile, ho immediatamente fatto partire le segnalazioni. La polemica del Sindaco sulla “settimana” passata tra l’indagine e la comunicazione dei risultati è quindi priva di fondamento e denota soltanto la sua bassezza. E ovviamente il risultato delle analisi è stato recapitato al mio domicilio. Ma anche queste sono allusioni miserabili su cui non credo valga la pena di soffermarsi».

«La cosa importante, su cui invito il Sindaco a riflettere meglio, – continua Benini – è che in almeno un caso le analisi disposte dalla stessa Agec hanno individuato acqua contenente quantità di piombo una volta e mezza i limiti consentiti, tali da far dichiarare il campione “non adatto al consumo umano”. Prendo atto che Agec sostiene di aver ripetuto le analisi successivamente e di non aver riscontrato altre criticità, ma chiedo: quante analisi sono state fatte e dove? Mi lascia più che perplesso il fatto che Agec non abbia disposto prelievi a tappeto in tutti gli appartamenti. Mi lascia perplesso inoltre che il sottoscritto non sia stato contattato per conoscere il nome degli inquilini che lamentano il problema del cattivo odore e del cattivo sapore dell’acqua di rubinetto. Questo infatti è l’indizio da cui sono partito per svolgere un approfondimento (pagato di tasca mia appoggiandomi ad un laboratorio certificato) e poi inoltrare le doverose segnalazioni. – conclude Benini – Quindi chiedo: il Sindaco e l’Agec sono certi di aver fatto tutto quanto era in loro potere? Non credono che sarebbe doverosa una risposta puntuale a tutti i condomini che hanno effettuato la segnalazione? Sarebbero disposti a venire a bere l’acqua in uno degli appartamenti non monitorati?».

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