A22 in bilico, sentenza UE boccia la prelazione: interrogativi sulla gara
Redazione
La Corte di giustizia europea ha messo all’angolo la gara per il rinnovo cinquantennale della concessione dell’Autostrada del Brennero. Con la sentenza del 5 febbraio sulla causa C-810/24 — una controversia nata a Milano per l’affidamento di bagni pubblici — i giudici di Lussemburgo hanno dichiarato incompatibile con il diritto UE il meccanismo che consente al promotore di un progetto in finanza di progetto di pareggiare l’offerta migliore e aggiudicarsi comunque il contratto.
L’impatto sul dossier A22 è pesante. Il bando ministeriale per la concessione – un’operazione da 9,2 miliardi di euro di investimenti – prevede una clausola analoga a favore di Autobrennero, promotore del progetto. La procedura era già stata sospesa il 27 giugno 2025 proprio in attesa della sentenza europea, poi riattivata il 28 novembre con scadenza al 3 dicembre per le manifestazioni di interesse.
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Secondo indiscrezioni, avrebbero depositato domanda Autostrade per l’Italia (controllata da Cdp Equity, Blackstone e Macquarie), A4 Holding (gruppo Abertis-Mundys) e il Gruppo Gavio, oltre allo stesso Autobrennero. Il Codacons ha già chiesto al Ministero di adeguare la gara ai principi europei.
Le Province autonome di Trento e Bolzano, che controllano insieme agli altri enti pubblici – fra cui Provincia, Comune e Camera di Commercio di Verona – quasi l’85% di Autobrennero, temono di perdere il controllo su un’infrastruttura strategica per il Nord-Est. La concessione dell’A22 è formalmente scaduta nel 2014 e prosegue in proroga da oltre dieci anni.
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Intanto «la Camera di Commercio di Verona si propone come soggetto capofila per avviare in tempi rapidi un confronto tra tutti i soci pubblici coinvolti». È quanto dichiara il presidente dell’ente camerale veronese, Paolo Arena.
«Una decisione che apre ora una fase di incertezza e che rende necessario un coordinamento immediato tra le istituzioni interessate, come auspicato anche dal senatore Matteo Gelmetti. Verona riveste un ruolo strategico fondamentale per l’autostrada del Brennero – sottolinea il presidente Arena – configurandosi come principale nodo logistico e infrastrutturale di collegamento tra la Pianura Padana, l’Austria e la Germania. Realtà come il Consorzio ZAI e l’Interporto di Verona si fondano proprio sulla A22, che rappresenta un asset decisivo per il sistema della mobilità e della logistica. La gestione pubblica e gli investimenti programmati garantiscono ricadute economiche dirette e sviluppo per il territorio».

Da qui la necessità di accelerare il confronto istituzionale per salvaguardare il piano degli interventi previsto. «Occorre agire rapidamente – conclude Paolo Arena – per non compromettere gli investimenti e la strategia di crescita. Verona non può permettersi di restare isolata né di vedere bloccate le opere contenute nel bando oggi in stallo: dalla terza corsia alla corsia dinamica, fino agli interventi di ristrutturazione della viabilità provinciale collegata».
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