A Verona sempre più nuove cittadinanze: +300% in cinque anni
Negli ultimi cinque anni, confrontando il 2019 al 2023 e ai primi sei mesi del 2024, i riconoscimenti di nuove cittadinanze a Verona sono aumentati del 300%. Questo grazie anche al supporto di un gruppo di consiglieri comunali che si sono messi a disposizione degli uffici di Palazzo Barbieri per celebrare le cerimonie di giuramento che sanciscono l’acquisizione della cittadinanza italiana. Partendo da 679 procedimenti conclusi nel 2019, risultano significativi i 2.070 del 2023, dato ulteriormente cresciuto nei primi sei mesi del 2024 con 1.204 nuovi cittadini e cittadine che hanno giurato fedeltà alla Costituzione italiana.
La cittadinanza, il diritto ad avere diritti, non si concede, ma si riconosce. Questa riflessione ha spinto la vicepresidente del Consiglio comunale di Verona Veronica Atitsogbe, insieme ai consiglieri Jessica Veronica Cugini, Giacomo Piva e Pietro Giovanni Trincanato, a dare una mano. Un lavoro di riconoscimento dell’acquisizione della cittadinanza con il supporto della direzione dei Servizi ai cittadini sotto la guida dalla Dirigente Paola Zanchetta, che ha permesso di accelerare in modo considerevole il numero di pratiche evase. I consiglieri coinvolti celebrano settimanalmente oltre 20 giuramenti.
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La disciplina in materia di cittadinanza fa capo principalmente alla legge 91/1992. Nel nostro Paese la naturalizzazione prevede che la cittadinanza possa essere richiesta dopo dieci anni di residenza legale in Italia. Un iter complesso, soprattutto se paragonato alle altre realtà europee.
«Fin dal suo insediamento, – dice una nota di Palazzo Barbieri –, l’Amministrazione si è attivata in modo concreto per i diritti ai nuovi cittadini, contribuendo a creare le condizioni in cui tutti possano sentirsi parte integrante della comunità».
Recentemente, l’impegno di Verona nell’integrazione ha ricevuto un riconoscimento anche a livello parlamentare, con l’invito alla consigliera Atitsogbe a condividere l’esperienza veronese come modello di ispirazione per altre città italiane. Il “modello Verona” intende distinguersi anche in futuro per un approccio basato sul riconoscimento del diritto universale di essere cittadini italiani.
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«Dopo un lungo iter per l’acquisizione della cittadinanza, iter che comporta una serie di requisiti stringenti, se l’esito è positivo la prefettura notifica alla persona richiedente il decreto di concessione della cittadinanza italiana» spiega la vicepresidente Atitsogbe. «Da questo importante momento i nuovi cittadini e le nuove cittadine si rivolgono al comune per il giuramento. Dopo un percorso durato moltissimi anni nel nostro territorio l’iter delle domande è stato visibilmente accelerato e, anche se operiamo entro i confini del Comune, il nostro agire politico è significativo perché l’augurio e la speranza sono di arrivare finalmente una riforma del diritto di cittadinanza».

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