A Verona obiettivo 2mila tamponi al giorno

Con il nuovo piano di tamponi in Veneto, a Verona, fra Ulss 9 e Azienda ospedaliera, si passerebbe da una capacità di analisi di poco più di 400 a quasi 2mila.

sputa sui sanitari coronavirus
Foto d'archivio

Sul fronte del rafforzamento dell’esecuzione dei tamponi per fronteggiare e limitare l’emergenza coronavirus, la Regione del Veneto ha approntato un nuovo piano specifico che, nel giro di una settimana, porterà l’effettuazione dagli attuali 3.210 al giorno a 11.330 al giorno, coinvolgendo, secondo le singole potenzialità, tutte le microbiologie della rete ospedaliera regionale.

A Verona si passerebbe dall’attuale capacità di 240 dell’Azienda ospedaliera e 150 dell’Ulss 9 Scaligera a 1680 della prima e 300 della seconda, per un totale di quasi 2mila tamponi al giorno.

La novità è stata annunciata dal Presidente della Regione, Luca Zaia, nel corso del consueto appuntamento per fare il punto sulla situazione.

«Abbiamo già dato ai Direttori Generali delle Ullss – ha detto il Governatore – le indicazioni di predisporre i tamponi, partendo a tappeto, con priorità a tutti i 54 mila lavoratori della sanità, a quelli delle case di riposo, e ai medici di medicina generale. Subito dopo toccherà a tutte le persone che hanno dei sintomi ma che, oggi come oggi, dovrebbero attendere la fine del periodo di osservazione. La filosofia è semplice: più casi isoliamo, più sicurezza creiamo».

Agli 11.330 tamponi al giorno vanno anche aggiunti i 10mila che fanno parte del lavoro specifico del professor Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, che sta effettuando un lavoro di studio, supporto e approfondimento su alcune categorie dei servizi essenziali, come cassiere dei supermercati, e operatori dei vari servizi pubblici.

«La partita dei tamponi è per noi irrinunciabile – ha sostenuto con forza Zaia – a maggior ragione dopo il risultato di Vò Euganeo dove, criticati da più parti, facemmo il tampone a tutta la popolazione isolando 66 casi, con il risultato che oggi Vò è il territorio più sicuro d’Italia».

«Mi spiace – ha proseguito il Governatore – che qualcuno continui a dire che sbagliamo, ma a questo punto, sinceramente ce ne freghiamo. Sono gli stessi che ci dicevano che le mascherine non servivano, che non ci hanno detto che il warning erano i respiratori automatici, che non ci dissero che questi pazienti assorbono ossigeno 20-40 volte in più di un normale ricoverato in terapia intensiva e che poteva nascere il problema del congelamento delle condotte di ossigeno negli ospedali, che non ci dissero che respiratori, mascherine e ossigeno erano il cuore del lavoro da fare».

«Tutti parlano delle posizioni dell’Oms – ha concluso Zaia – ma noi non l’abbiamo visto qui, in trincea. Abbiamo il massimo rispetto delle idee di tutti ma anche il dovere di pensare prima di tutto ai nostri cittadini e a metterli in sicurezza».

CORONAVIRUS: LEGGI GLI AGGIORNAMENTI

Il confronto fra capacità di fare tamponi attuale e prevista

  • ULSS 1: 250 – 360
  • ULSS 2: 360 – 1.800
  • ULSS 6: 240 – 1.200
  • ULSS 7: 160 – 320
  • ULSS 3: 300 – 1.800
  • ULSS 8: 160 -1.220
  • ULSS 4: 0 – 50
  • ULSS 9: 150 – 300
  • ULSS 5: 150 – 200
  • Azienda ospedaliera Padova: 1.200 – 2.400
  • Azienda ospedaliera Verona: 240 – 1.680
  • Capacità attuale totale: 3.210
  • Capacità prevista totale: 11.330