A Verona incidenti stradali in aumento: riunito l’Osservatorio Provinciale

Le strade della città non sono più sicure: +12% di interventi delle Forze dell'Ordine, in tre anni 10 mila soggetti coinvolti in sinistri. Regione, Prefettura e Associazioni insieme per fermare un trend in preoccupante aumento.

incidente a4 scontro auto tir

Massima attenzione e sforzo congiunto e coordinato da parte di tutti i soggetti coinvolti per affrontare il fenomeno dell’incidentalità stradale, con misure preventive a tutto campo: dagli interventi strutturali, manutentivi e di rinnovamento, oltre che di adeguamento della segnaletica, a cura degli enti proprietari, all’individuazione dei tratti stradali “sensibili” e quindi meritevoli di essere presidiati con rilevatori di velocità (autovelox) e con altri strumenti di controllo della velocità, fino alle iniziative di sensibilizzazione e di educazione stradale nei confronti degli utenti. 

Questo l’approccio condiviso che ha ispirato la riunione dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell’incidentalità stradale presieduta dal Prefetto, Donato Cafagna. 

All’incontro hanno partecipato, oltre al Dirigente della Sezione Polizia stradale di Verona, rappresentanti della Regione del Veneto, della Provincia di Verona, del Comune capoluogo, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, del SUEM 118, dei gestori delle reti stradali interessate, dell’ACI, dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada e dell’Associazione Verona Strada Sicura. Sono intervenuti Sindaci, amministratori locali e Comandanti delle Polizie municipali della provincia. 

La riunione ha preso le mosse dall’analisi dei dati relativi all’incidentalità stradale in provincia di Verona nel triennio 2019-2021 (fonte Regione del Veneto), che registrano un numero complessivo di incidenti pari a 7.823, di cui 158 mortali, con il coinvolgimento di oltre 10.000 persone e 163 morti. 

Quanto all’anno in corso, le cifre disponibili, non ancora consolidate, testimoniano un trend in preoccupante aumento, destinato ad attestarsi sui livelli del 2019, quindi antecedenti alla pandemia da Covid-19, che ha comportato, per gli anni 2020 e 2021, un calo nel numero di sinistri connesso alle restrizioni imposte anche in termini di mobilità delle persone. 

Al riguardo, particolarmente significativi sono apparsi i dati forniti dal Comune di Verona, secondo cui nell’anno in corso si contano già 16 decessi per incidenti stradali in città contro i 17 complessivamente registrati nell’anno 2021, e dal SUEM 118, che ha riportato un aumento del 12% degli interventi di soccorso stradale effettuati finora nel 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. 

Piena convergenza tra gli intervenuti si è riscontrata sull’individuazione delle principali cause degli incidenti: in primo piano è l’abuso di sostanze alcooliche e/o stupefacenti, ma hanno rilievo anche l’eccesso di velocità e la distrazione, specialmente dovuta all’utilizzo di dispositivi elettronici alla guida (cellulari e smartphone), come dimostrano i 1.300 provvedimenti di sospensione della patente adottati dalla Prefettura nei primi 10 mesi dell’anno. 

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Sempre più, inoltre, ha incidenza sull’andamento del fenomeno la diffusione dei c.d. mezzi alternativi, come i monopattini, per i quali si rende necessaria una regolamentazione puntuale. 

Sul piano degli interventi sul sistema viario, i rappresentanti di Regione e Provincia, in veste di enti proprietari dei rispettivi tratti di competenza, hanno illustrato gli investimenti in atto e in programmazione per opere di ampliamento e sistemazione infrastrutturale. La Regione del Veneto, in particolare, ha ricordato la possibilità per i Comuni di accedere a contributi regionali dedicati alla sicurezza stradale attraverso la presentazione di specifici progetti in materia. 

Anche le associazioni di settore hanno convenuto sulla centralità dell’opera di sensibilizzazione degli utenti in merito al rispetto delle norme che regolano la circolazione stradale e alla promozione di modelli comportamentali virtuosi. 

Sul punto, è stata concordemente evidenziata l’opportunità di arricchire ulteriormente le molteplici iniziative educative già in atto, anche estendendo la platea dei destinatari, sia nei confronti dei più giovani (alunni delle scuole elementari e medie inferiori) sia degli adulti e lavoratori. 

L’incontro ha costituito, infine, l’occasione per condividere gli esiti dell’attività di ricognizione e verifica, coordinata dalla Prefettura con la fattiva collaborazione della Sezione Polizia Stradale di Verona e il coinvolgimento delle Polizie locali, dei tratti di strada già ritenuti pericolosi in provincia e, per tali ragioni, già presidiati o comunque adatti ad essere presidiati dai rilevatori di velocità (autovelox). Il risultato dei questo lavoro si 

«La riunione di oggi dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell’incidentalità stradale” – ha dichiarato il Prefetto – “serve a mettere a sistema un’ampia serie di misure e iniziative di contrasto dell’incidentalità stradale, che sta conoscendo purtroppo una tendenza in aumento nell’anno in corso, come testimoniano quasi giornalmente le cronache, con un rilevante impatto sociale e sulla collettività. Si tratta di un fenomeno complesso ha proseguito il Prefetto che richiede risposte forti e responsabili da parte di tutti e articolate su più fronti. Le polizie municipali, al fianco delle Forze di polizia, dovranno ulteriormente intensificare l’attività di prevenzione e contrasto, sanzionando le condotte di guida in stato di ebbrezza, l’eccesso di velocità e la distrazione dovuta all’uso di dispositivi elettronici, che mettono in grave pericolo l’incolumità propria e degli altri. Occorre inoltre che gli enti locali e gli altri enti gestori delle strade investano nelle misure strutturali e nel potenziamento di idonei strumenti di dissuasione, quali la segnaletica orizzontale e verticale, anche a tutela dei pedoni e dei ciclisti. Fondamentale, infine, è l’azione preventiva di sensibilizzazione dell’utenza per instillare un maggiore senso di responsabilità e di coscienza civica, attraverso iniziative di educazione stradale nelle scuole rivolte ai ragazzi, ma anche destinate agli adulti e ai lavoratori, ad esempio nell’ambito della formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro».

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