A Verona arrivano le bodycam per gli agenti della Polizia Locale

di Alessandro Bonfante

| 07/02/2025
Saranno indossate dai reparti operativi nei servizi più rischiosi. Obiettivo la tutela del lavoro, ma anche del cittadino. Grande soddisfazione da parte del comandante Altamura.

Il comandante della Polizia locale Altamura esordisce addirittura con un «W le bodycam». L’assessora alla Sicurezza del Comune di Verona Stefania Zivelonghi non nasconde la soddisfazione: «Abbiamo colmato una lacuna». Arrivano 55 bodycam alla Polizia locale di Verona, che inizierà a impiegarle circa da metà marzo, dopo la formazione degli agenti.

Ciò, negli intenti di Comune e Polizia locale, significa maggiore sicurezza e tutela per gli agenti in servizio sul territorio, il tutto nel rispetto della privacy degli utilizzatori, e prove inoppugnabili per una maggior efficacia delle indagini.

L’investimento totale per le 55 bodycam, le licenze del relativo software di gestione, caricamento, stoccaggio delle immagini più il costo degli apparati radio per la trasmissione dei dati al database di archivio è stato di 190mila euro.

Il video registrato viene infatti memorizzato, criptato e inviato via sim su un cloud che risponde agli standard della Agenzia Nazionale sulla Cyber Sicurezza.

Le bodycam saranno riservate ai reparti operativi, cioè alle pattuglie che effettuano i servizi maggiormente a rischio quali quelli di pronto intervento, anti degrado, serale, notturno e di sicurezza urbana. Si tratta di telecamere che vanno indossate sul petto, di ultima generazione, impiegate da numerose Polizie Locali come a Padova, a Treviso o Villafranca di Verona.

Le bodycam registrano video di alta qualità, anche in condizioni di scarsa illuminazione, garantendo una registrazione chiara e dettagliata, video e audio, degli eventi.

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Guarda il servizio

I commenti

«Abbiamo colmato una lacuna – spiega Stefania Zivelonghi, assessora alla Sicurezza – con un progetto a cui abbiamo lavorato sin dai primi mesi della nostra amministrazione, finanziato nel 2023, e che ha vissuto un lungo articolato e complesso iter di approvazione conclusosi con l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. Le bodycam saranno operative a breve e faranno parte della dotazione in capo agli agenti operativi su strada. Si tratta di strumenti che consentono all’agente di attivare e di documentare, su sua iniziativa, situazioni di pericolo per sé o per i cittadini».

«Si tratta di un sistema di controllo volto a garantire – spiega l’assessore al Bilancio, Michele Bertucco – la sicurezza degli agenti e dei cittadini, attraverso immagini che possono documentare atti e comportamenti compiuti e le situazioni di criticità che si possono quotidianamente generare durate l’attività di controllo del territorio».

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Bodycam Polizia Locale di Verona
Una bodycam della Polizia locale di Verona

Un tema anche sindacale

L’utilizzo delle bodycam è stato concordato con alcune sigle sindacali degli agenti, nelle modalità di utilizzo e di salvaguardia della privacy di chi le indosserà. Altri sindacati invece non hanno dato l’assenso, così è stato necessario il via libera anche da parte dell’Ispettorato del Lavoro, a cui è stato sottoposto un protocollo, un Regolamento di utilizzo, ai sensi dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Protocollo poi avallato dall’Ispettorato.

Presentazione bodycam per la Polizia locale di Verona

Il comandante della Polizia Locale, Luigi Altamura esprime «un vivo ringraziamento a tutte le organizzazioni sindacali per il contributo che hanno voluto dare, ognuno con le proprie formule, a questo strategico obiettivo che è la salvaguardia dei lavoratori, sottoposti ad attività rischiose, rispettando la privacy e le procedure indicate dalla legislazione vigente».

«Strano che alcune sigle sindacali, che hanno firmato un accordo simile per esempio a Villafranca, da noi si siano opposte» ha dichiarato l’assessore Bertucco.

Fra quelle favorevoli c’è la UIL FPL Verona: «Siamo stati i primi a firmare il protocollo e l’accordo tra le parti», afferma Stefano Gottardi, Segretario Generale Uil FPL Verona, «perché crediamo che si tratti di uno strumento fondamentale per tutelare il personale, come dimostra l’esperienza positiva di numerosi comuni che già adottano questa tecnologia da tempo».

«Grazie alla consulenza del Centro Studi Uil, abbiamo rielaborato il testo e ottenuto un buon protocollo e successivo accordo», prosegue Marco Bognin, Segretario Organizzativo Uil FPL Verona. «Abbiamo rafforzato le tutele per evitare un utilizzo improprio delle bodycam».

Le bodycam, secondo Bognin, sono uno strumento efficace, a condizione che vengano utilizzate in modo adeguato: «Per gli agenti di Verona, i dati registrati verranno scaricati esclusivamente nel totem all’interno del comando della Polizia Locale, alla fine di ogni turno. Non potranno essere utilizzate per scopi diversi da quelli previsti dal protocollo, ossia in situazioni di servizio pericoloso e ben definite».

«La sicurezza del personale» conclude Gottardi, «è per noi una delle priorità principali per migliorare le condizioni lavorative. Siamo certi che questo accordo avrà effetti positivi nel tempo, contribuendo a garantire un servizio più efficace nella tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini veronesi».

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Funzionamento delle bodycam

Gli agenti che indossano la telecamera possono attivare e disattivare la registrazione manualmente con un doppio clic. Il video registrato viene memorizzato, criptato e inviato via sim su un cloud che risponde agli standard della Agenzia Nazionale sulla Cyber Sicurezza.

La cam ha la memoria integrata non estraibile quindi le immagini non possono essere scaricate e visionate o manomesse né durante l’utilizzo né in seguito, una volta salvate sul cloud: non vi sono possibilità di utilizzo improprio dei video.

L’agente che la utilizza, nel momento in cui avvisa, come da Regolamento della Polizia Locale, la persona o le persone che sta procedendo alla registrazione, può contare anche su 30 secondi di registrazione precedenti a quel momento. Di solito sono quelli utili a dimostrare tentativi di aggressione, offese o minacce, motivo per il quale si procede a cristallizzare il momento “di tensione” con le immagini.

Inoltre, l’avviso di registrazione in corso funge anche da deterrente, in modo da smorzare eventuali situazioni potenzialmente pericolose per la popolazione e gli stessi agenti.

Una volta effettuata la registrazione, l’agente può richiedere, dandone adeguata motivazione agli ufficiali preposti, l’autorizzazione all’utilizzo entro 7 giorni. Dopodiché il sistema provvede a cancellare le immagini conservate, a meno che non siano state richieste dall’autorità giudiziaria.

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