A Squadra Che Vince Romano Turri

Un mercato dell'edilizia in crescita, grazie anche al Superbonus, riflessioni green e tanti stimoli per il futuro. Questi i temi affrontati durante l'ultima puntata di Squadra Che Vince, su Radio Adige TV, dal direttore Matteo Scolari e dal presidente del Collegio dei Geometri di Verona, Romano Turri. Turri, tra un anno festeggerà il suo primo…

Un mercato dell’edilizia in crescita, grazie anche al Superbonus, riflessioni green e tanti stimoli per il futuro. Questi i temi affrontati durante l’ultima puntata di Squadra Che Vince, su Radio Adige TV, dal direttore Matteo Scolari e dal presidente del Collegio dei Geometri di Verona, Romano Turri.

Turri, tra un anno festeggerà il suo primo anno come presidente. Come sono stati questi quasi 365 giorni?

«Devo dire che non ho quasi nemmeno sentiti passare. Sto e stiamo lavorando davvero bene di squadra e ho trovato una grande collaborazione. Il lavorare di squadra significa riuscir a fare tante cose senza dover sottrare tanto tempo dalla vita privata. Questo lavoro è come un hobby nonostante in certi momenti sia difficile definirlo tale. Un bilancio estremamente positivo per il momento con dati che danno grande soddisfazione. Si tratta di un lavoro già avviato da anni ma di cui stiamo raccogliendo i frutti».

Il mercato dell’edilizia sta vivendo un risveglio che non si vedeva da anni, frutto anche di una serie di provvedimenti statali, in primis il Superbonus di cui dopo parleremo, molte aziende si stanno dando da fare ed immagino che anche voi come professionisti abbiate lavorato tanto negli ultimi anni.

«Questi bonus sono stati un ottimo volano per rilanciare il settore dell’edilizia. Sono i numeri che danno un’immagine più chiara della situazione. Il reddito medio annuo nel 2021 per la categoria dei geometri è aumentato del 40%, in alcune zone è stato maggiore, mentre in altre minore ma si tratta pur sempre di un aumento significativo, trainato dai superbonus che hanno costretto i professionisti a metterci il naso in questa “situazione” per motivi di varia natura e le statistiche dimostrano che un geometra su quattro ha lavorato con la filiera del superbonus. È stato sicuramente un trend importante. Vorrei sottolineare che da quando è nata la normativa ci sono state 29 modifiche alla legge comportando la necessità di aprire ogni giorno il giornale, informarsi e ripartire da zero».

Si tratta sicuramente di un punto dolente, sicuramente questo non aiuta né i protagonisti né le impreso a lavorare e programmare a lungo termine.

«Esatto, questo comporta incertezza che non permette fissare scadenze e programmare efficacemente gli accorti con le banche per la cessione del credito, il carro materiale, la fornitura ecc. Questo è stato uno dei grossi disagi che ha portato alcuni a rinunciare».

Influiscono negativamente anche le responsabilità penali.

«È vero, all’inizio è stato spiazzante perché bisogna studiare una normativa. Era necessario fare una polizza assicurativa suppletiva con le compagnie assicurative che essendo una cosa nuova dovevano studiare il mezzo per garantire il servizio sotto questo aspetto».

Nell’incertezza si presenta anche un altro interrogativo enorme che è quello della fine di un Superbonus che è già stato ridotto nei numeri e che probabilmente andrà piano piano a cessare. C’è stata un’esplosione di lavori ed imprese che si sono allargate mentre oggi invece vi è il rischio invece di un ridimensionamento di queste. Come state ragionando in relazione a questa problematica?

«L’ultima novità che ha portato il governo a fermare o a ridimensionare gravemente la cessione del credito ha portato ad un forte freno su questo tipo di interventi. Il nostro pensiero verso chi ci è governa è dateci degli strumenti che siano strutturali e ben definiti e suscettibili di modifiche minime nel tempo in modo da permetterci di riprogrammare, capire come ripartire e dare una serenità al cliente che viene da noi».

Immagino che lei come presidente abbia una visione positiva del futuro possibilmente anche green.

«Certo, l’ottimismo deve essere alla base di tutto e prospettive ce ne sono, tra queste le direttive case green europee che impongono entro il 2033 un efficientemente energetico dei nostri edifici e parliamo di circa 11 milioni di edifici da risanare dal punto di vista energetico, con interventi che non sono difficili da fare e nemmeno impossibili, ma lo Stato deve aiutare. Non può pensare di obbligare il cittadino ad efficientare il proprio edifico quando magari non ne ha la possibilità economica. Bisogna trovare un modo e questo può rappresentare per il futuro uno spunto importante di lavoro. Sia per le imprese che per noi. Questo richiede sicuramente una grande preparazione dal punto di vista professionale ed essere sempre aggiornati e sul pezzo. E su questo aspetto della direttiva europea bisogna seguire il tutto passo per passo e questa è un’ottima speranza per il futuro».

Quindi la filiera auspica ad un finanziamento. C’è soltanto una legge europea che propone la riqualificazione degli edifici.

«Non se ne parla molto al momento ma l’augurio principale è che a seguito di questa direttiva arrivino delle cose che sono chiare, definite, strutturate e col tempo necessario per farle».

Si parla tanto di Superbonus ma in realtà ci sono altri bonus e soluzioni e ci si può anche rivolgere agli esperti.

«Sono un geometra ma a volte mi sento quasi un quarto di commercialista, spesso ci troviamo infatti a dover aggiornarci. Invitiamo i clienti ad informarsi prima di prendere qualsiasi decisione».

Il collegio dei geometri è molto attivo da anni con i giovani per cercare di coinvolgerli in questa professione che è diventata piuttosto appetibile, come leggiamo dal sito di Verona Economia del 27 febbraio: “A Verona è record l’iscrizione presso gli indirizzo geometri”. Questo significa che siete anche stati in grado di comunicare efficientemente sulla professione che è tecnica. State investendo da tempo in questa attività.

«Sì, è un lavoro che è partito parecchi anni fa, ancora nel 2014 con l’allora presidente geometra Roberto Scali. Devo dare atto al vice presidente Nicola Turri che ha dato anima e corpo sull’orientamento scolastico e ha svolto un lavoro immane. Abbiamo vinto questa “battaglia” in gran parte grazie ai dirigenti scolastici. Ci siamo ingegnati e abbiamo cominciato portando delle classi a fare dei rilievi fuori in Lessinia, a Garda ed altre zone Veronesi. Poi siamo andati nelle scuole medie portando il progetto “Bam”, svolgevamo il rilievo della loro aula con un programmino semplicissimo chiedendo loro di restituire in 3D il rilievo mettendo dentro anche l’arredo e sulla base di questo lavoro accumulavano punti. Tanti di questi ragazzi visti in questi laboratori li abbiamo poi rivisti agli Open Day e CAT dove siamo sempre presenti».

Avete anche creato un’esperienza immersiva all’esterno, ricordiamo una volta in Piazza Bra ma anche al Job Orienta con l’assessore regionale Donazzan.

«Quando vai ai Job Orienta ti trovi nella fase finale della quinta a guardare che cosa fare in futuro. Qui affrontiamo esperienze con professionisti provenienti da tutta Italia che raccontano la loro esperienza. Questo per conquistare i ragazzi e magari ammaliarli e rassicurarli».

Continuando in linea con la tematica istruzione sappiamo che lei è molto sensibile sullo tema delle lauree abilitanti, ci potrebbero anche essere novità su questo punto di vista…

«In realtà una novità in merito esiste già perché è stata ufficializzata la LP01 che è un percorso universitario di tre anni che permette di essere già abilitati dal giorno successivo della laurea. Si tratta di una laurea giovane nata da poco, già attiva in altre città italiane e che sarebbe ottima anche qua a Verona. È una laurea professionalizzante e abilitante. Per questo ci impegneremo nel tentativo di portarla anche nella nostra città».

Presidente, un auspicio personale per il mandato di tre anni durante i quali avrà tempo di lavorare sui temi che oggi ci ha descritto. Ha qualche altro obiettivo che si pone da qui ai prossimi anni?

«L’obiettivo principale forse è quello di riuscire ad avere sempre più professionisti con preparazione elevata perché oggi come oggi è necessaria professionalità che richiede preparazione. Ne va della nostra immagine e nel dare al cliente un prodotto importante».

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