A palazzo Barbieri una mostra sui ponti di Verona

I ponti di Verona come non li avete mai visti. Da oggi e fino al 14 novembre apre al pubblico, nella hall del Municipio, la mostra “I ponti in cemento armato”, organizzata da Arcover - Archivi del Costruito del Territorio Veronese in Rete e dal Comune di Verona, con il sostegno di Fondazione Cariverona.

Apre al pubblico da oggi, martedì 27 ottobre, al 14 novembre nella hall di Palazzo Barbieri, la mostra “I ponti in cemento armato”, la prima delle tre esposizioni inserite nel più ampio percorso espositivo: “I ponti di Verona nel Novecento”, iniziativa coordinata da ARCOVER Archivi del Costruito del Territorio Veronese in Rete, un progetto sostenuto da Fondazione Cariverona e guidato da un team di giovani architetti e ingegneri che – insieme all’Associazione Agile, capofila di Arcover – da gennaio 2018 lavora alla digitalizzazione e messa in rete del patrimonio archivistico sulla storia di Verona tra Ottocento e Novecento, proveniente dagli Archivi storici della città.  

A presentare la mostra ieri mattina in Comune l’assessore all’urbanistica ed edilizia privata del Comune di Verona, Ilaria Segala e i curatori e responsabili del progetto Arcover: Michele De Mori, architetto, presidente dell’Associazione AGILE e Angelo Bertolazzi, ingegnere, Ricercatore al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova, membro del gruppo ARCOVER e curatore della mostra. Presenti anche l’assessore ai lavori pubblici, Luca Zanotto e Francesca Briani, assessore alla Cultura che hanno supportato il progetto.

Con ingresso libero al pubblico dalle 9.00 alle 18.00 – e con tutti i dovuti dispositivi di sicurezza e prevenzione anti Covid (mascherine, distanziamento e accessi contingentati) –  la mostra “I ponti in cemento armato” dà il via – insieme ai due allestimenti in programmazione “Architettura e ingegneria” e “I ponti storici” – ad un vero e proprio percorso tra gli Archivi, un itinerario concreto e non solo “ideale”, che riunisce, per la prima volta, il materiale originale e inedito dei più importanti archivi cittadini, guidandoci alla riscoperta della storia moderna dei ponti della città.   

Le tre mostre sono state realizzate insieme all’Archivio Generale del Comune di Verona, all’Archivio di Stato di Verona (che conserva il materiale archivistico del Genio Civile) e alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Verona che hanno messo a disposizione il materiale documentale originale. Sempre con materiale di archivio hanno partecipato all’allestimento anche la Biblioteca Civica, l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona e l’Archivio Piero Gazzola. Il percorso espositivo – cui ha dato supporto tecnico anche l’Associazione IVRES  – gode del patrocinio degli Ordini degli Ingegneri di Verona e Provincia, degli Architetti PPC della Provincia di Verona e del Collegio dei Geometri di Verona.

Intrecciandosi, il materiale documentario diventa strumento utile per un’attenta analisi della costruzione e ricostruzione dei ponti di Verona nel Novecento, la cui realizzazione resta strettamente legata allo sviluppo urbano della città. Una storia che passa anche attraverso le figure dei loro progettisti – ingegneri, architetti e geometri – che furono, accanto all’Ufficio del Genio Civile di Verona, i protagonisti di quell’intensa attività costruttiva, quali illustri esponenti dell’ingegneria italiana. 

Nelle tre esposizioni i pannelli didascalici raccontano, dunque, la storia e la tecnica costruttiva dei ponti situati all’interno del Comune di Verona: una narrazione che intende rendere accessibile alla città i materiali archivistici, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’ingegneria italiana del Novecento e sulla tutela delle infrastrutture. Opere di grande complessità che avevano richiesto la partecipazione di diversi Enti territoriali, dal Comune al Genio Civile, attraverso l’occhio vigile della Soprintendenza. Un lavoro comune per la costruzione di queste importanti infrastrutture che ha visto un’intera comunità civile – amministratori, enti, progettisti ed imprese – accomunati nell’impegno della costruzione e ricostruzione della città.

Per la cittadinanza e a scopo turistico e didattico, a margine del percorso è stata anche realizzata una mappa pieghevole, tascabile e bilingue italiano/inglese che permette una rapida individuazione dei ponti cittadini, cui sono dedicate sintetiche note storiche. La cartina sarà disponibile nella sede della mostra e presso Ufficio Turistico del Comune.

«La ricerca documentaria che proponiamo in questo percorso espositivo – ha dichiarato De Mori – è frutto di una fattiva collaborazione tra archivi, enti e amministrazione della città. È significativo che, nuovamente, sia pure in un’iniziativa prettamente culturale, gli stessi enti che operarono per la realizzazione di queste importanti opere, si ritrovino oggi uniti per renderne fruibile la memoria».

«La scuola dell’Ingegneria italiana del Novecento, da cui provengono queste strutture straordinarie – ha sottolineato Bertolazzi –, ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. Esempi di tecnica e di governo della città che restano ancora oggi un punto di riferimento anche sul fronte della tutela delle infrastrutture».