A Negrar i primi interventi in Italia con il robot chirurgico “tattile” Da Vinci 5
Redazione
Stanno bene e sono già tornati a casa, i primi tre pazienti operati in Italia all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), con il rivoluzionario sistema di chirurgia robotica Da Vinci 5. È il primo robot “tattile” capace di riprodurre la sensibilità umana come mai prima, destinato a trasformare la pratica chirurgica negli ospedali di tutto il mondo. I primi tre complessi interventi chirurgici sono stati eseguiti in tre diverse specialità, urologica, ginecologica e colorettale.
Il primo intervento, di isterectomia radicale per endometriosi severa, è stato eseguito dall’équipe guidata da Marcello Ceccaroni, direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Ginecologia e Ostetricia. Il secondo, di prostatectomia radicale per tumore della prostata, è stato effettuato da Stefano Cavalleri, direttore dell’UOC di Urologia e da Vincenzo De Marco responsabile dell’Urologia robotica. Il terzo intervento riguarda, invece, un paziente con tumore al colon sottoposto a emicolectomia, cioè alla rimozione di una porzione del colon, dall’équipe coordinata da Giacomo Ruffo, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale.
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«Ampliando la nostra flotta robotica con l’arrivo del Robot Da Vinci 5, l’IRCSS di Negrar apre una nuova era e segna tre primati: è il primo in Italia ad acquisire questa nuova piattaforma, il primo a utilizzarla e l’unico a essere dotato di un sistema di chirurgia full robotic, che include già il Robot Da Vinci Xi, operativo nelle nostre chirurgie dal 2014, il Robot Da Vinci single-port e il robot diagnostico ION, con 600 interventi eseguiti solo nel 2025 – commenta Claudio Cracco, amministratore delegato del “Sacro Cuore Don Calabria” -. L’adozione della nuova tecnologia, che contribuisce a rendere la chirurgia più efficiente, precisa e sicura, dimostra il nostro impegno a rimanere all’avanguardia nel processo tecnologico per offrire ai pazienti il miglior standard di cura possibile».
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Robot Da Vinci 5
«Il cuore della rivoluzione introdotta dal Da Vinci 5 è il suo “tocco sensibile”. Questa tecnologia, denominata Force Feedback, è una vera svolta nella chirurgia robotica – spiega il dottor Cavalleri, direttore dell’Urologia -. Grazie a un sistema di sensori posizionati vicino alle punte degli strumenti, il robot misura in tempo reale la trazione e le forze direzionali esercitate, così il chirurgo, seduto alla consolle, torna a “sentire” i tessuti che tratta, come se il braccio del robot fosse un unicum con il proprio».
«Ciò gli permette di calibrare la forza di azione, consentendogli di procedere con una chirurgia “dolce” sui tessuti che vengono inevitabilmente stressati durante l’intervento, riducendo il rischio di complicanze e perdita di sangue, con esiti clinici migliori e tempi di degenza ridotti – aggiunge il dottor Ceccaroni, direttore della Ginecologia e Ostetricia -. Questa straordinaria evoluzione tecnologica crea una sorta di unisono tra il chirurgo e il robot che permette una ripresa più rapida dopo una chirurgia radicale, senza che il “fattore umano” venga mai perduto. Ed è proprio questo elemento che, unito alla tecnologia, fa una grande differenza nella cura dei nostri pazienti».
«Il Da Vinci 5 è stato progettato per raggiungere un livello di precisione e sicurezza
ancora maggiori, grazie alla strumentazione con Force Feedback – sottolinea Vincenzo De Marco, responsabile dell’Urologia Robotica -. Sarà come operare con le proprie mani, ma con una visione magnificata e un controllo assoluto. Il nuovo sistema ha una potenza di calcolo 10mila volte superiore ed è predisposto per programmi di intelligenza artificiale finalizzati a fornire un’analisi dettagliata di ogni procedura, aiutando il chirurgo a migliorare le proprie prestazioni a beneficio del paziente».
«Anche la visione tridimensionale è potenziata di 4 volte, permettendo al chirurgo di vedere le strutture anatomiche sensibili, di cui deve avere estrema cura nei movimenti chirurgici, con una precisione e accuratezza senza precedenti – aggiunge Ruffo -. Si tratta di una tecnologia che facilita il lavoro del chirurgo e lo rende più sicuro. Il robot Da Vinci 5 è la realizzazione dell’evoluzione che auspicavamo nella chirurgia robotica e un vero valore aggiunto rispetto alla chirurgia laparoscopica che con i robot precedenti non avevamo».

Il nuovo robot si aggiunge a una dotazione robotica di avanguardia dell’IRCCS di Negrar, che comprende, anche il Robot Da Vinci Single-port e il robot diagnostico ION. «Il robot da Vinci Single-port è uno strumento dalle eccezionali potenzialità e consente una minore invasività. Infatti l’intervento avviene con sola micro-incisione, rispetto alle 5-6 di altre piattaforme, attraverso la quale vengono inseriti strumenti altamente performanti che consentono un gesto chirurgico più preciso di quello della mano dell’operatore – afferma Ruffo -. Grazie a questa tecnologia per i tumori del retto, per esempio, è possibile effettuare interventi oncologici radicali garantendo al paziente una buona qualità di vita».
«ION è invece un broncoscopio robotico – precisa Diego Gavezzoli, direttore della Chirurgia Toracica–. È fondamentale per l’individuazione di noduli polmonari, in quanto consente di diagnosticare precocemente e con maggior certezza anche il 30% di quelle lesioni che non possono essere raggiunte con le tecniche tradizionali di biopsia, perché troppo piccole o situate in posizioni sfavorevoli, evitando così una perdita di tempo prezioso nel caso di neoplasie, con la ripetizione di numerosi esami radiologici. Il Robot Da Vinci 5 rappresenta un’evoluzione tecnologica destinata a trasformare la pratica chirurgica negli ospedali di tutto il mondo. Con le sue innovazioni e la sua versatilità, il sistema migliorerà i risultati clinici e l’efficienza operativa, supportando il chirurgo in ogni fase dell’intervento», conclude Cracco.
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