Da Marmomac un ponte con l’Ucraina

Il progetto “Vitalità Ucraina” racconta la resistenza e il desidero di rinascita del paese segnato dal conflitto, con il sostegno del Consolato Generale d’Ucraina a Milano.

Marmomac Ucraina

Da Marmomac un ponte con l’Ucraina

Un giardino di pietra con un mix di oggetti simbolo del coraggio, della forza e della creatività del popolo ucraino: sei opere per esprimere resistenza e desiderio di rinascita in tempo di guerra.

È Vitalità Ucraina il progetto sostenuto dal Consolato Generale d’Ucraina a Milano che ha scelto il 56° Marmomac di Veronafiere (dal 27 al 30 settembre) quale palcoscenico internazionale per una mostra di opere in pietra naturale realizzate da sette giovani designer del Paese segnato dal conflitto.

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E se un’impronta di marmo con fili intrecciati di color rosso che richiamano l’antica tecnica di filatura vyshyvanka simboleggia l’“Identità” dell’Ucraina, nel giardino di pietra (pad. 10, stand H1) trova spazio anche il Seme: una scultura tridimensionale ispirata alla pianta del girasole, da sempre simbolo di fertilità e prosperità per questo popolo, con al centro un albero della vita. Dal seme alla Nascita: un pannello e un tavolino costruiti su più strati e livelli di marmo. Il pannello ha al suo interno uno specchio, simbolo di riflessione, mentre la forma del tavolino inneggia all’inizio di una nuova vita.

Marmomac Ucraina

Grano, Tempo e Stella completano la mostra di Vitalità Ucraina e inneggiano la capacità di resilienza rispetto alle calamità e alla
fame nel mondo (Grano), l’aspettativa di un futuro luminoso (Tempo) e la speranza di una vita pacificata (Stella).

Tutte le opere sono state prodotte in Ucraina utilizzando solo scarti di marmo (Camouflage italiano, Rosso levante, bianco di Carrara, Palissandro, Calacatta verde, Estremoz, Nero Marquino) delle aziende Instech, azienda familiare ucraina specializzata nella lavorazione della pietra naturale e Ilab.design (emanazione della prima che si occupa di produzione e vendita di decorazioni in pietra naturale) che hanno organizzato e curato il trasporto fino a Veronafiere.

Anna Manako, organizzatrice e curatrice della mostra, racconta ai nostri microfoni il lavoro che si è celato dietro a Vitalità Ucraina. «Vogliamo ringraziare Veronafiere per quest’opportunità e Roberto Bianconi. Il progetto si chiama Vitalità Ucraina perché nella parola “vita” c’è il coraggio, speranza e forza. Attraverso ogni oggetto di design vogliamo raccontare una storia: negli ultimi due mesi abbiamo creato questo concept e abbiamo chiesto ai designer di pensare al significato che loro attribuiscono alla parola “vita” e questo è il risultato. Per noi è importante aiutare la popolazione nel concreto».

Anche Roberto Bianconi si è espresso in merito: «Non è stato difficile organizzare questa mostra, il mio compito era di favorire la connessione con Veronafiere. Il mio cuore l’ho messo a servizio dell’Ucraina in questi giorni, poi gli artisti hanno fatto tutto da soli. Questi ragazzi lavorano nei Carpazi e mi hanno chiesto aiuto per costruire una rete di solidarietà con l’Europa: la mia percezione è dunque di resilienza. Il popolo ucraino sta lavorando intensamente per non perdere il contatto con la vita».

Gli artisti

  • Alisa Lysykh;
  • Anna Manako;
  • Oleksandr Kysil;
  • Valeria Vari;
  • Marianna Yeleiko;
  • Roksolana Dudka;
  • Alina Kravchuk.

Tra i sostenitori di “Vitalità Ucraina” anche l’associazione Verona Vale.

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