A Isola della Scala e Trevenzuolo le prime pietre d’inciampo veronesi
È stata presentata ieri, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, la posa delle prime Pietre d’inciampo nel veronese, in programma il 31 maggio nei comuni di Isola della Scala e Trevenzuolo.
Per ricordare le deportazioni attuate dal fascismo e dal nazismo sono state posate, dagli anni ’90 e su iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, in 26 diversi Paesi d’Europa circa 80 mila Pietre d’inciampo, ricoperte di una lamina in ottone su cui sono riportati nome, data di nascita, di arresto, luogo di deportazione e data di morte delle vittime. In Italia le prime 30 sono state poste a Roma nel 2010. Un monumento diffuso nato sia come commemorazione personale, sia come invito alla riflessione civile contro il negazionismo e l’oblio.
Quelle nel veronese saranno dedicate alla memoria del cittadino di Trevenzuolo, Ugo Sesini e degli isolani Adolfo Cestaro, Flavio Corrà, Gedeone Corrà, Giacomo Ferri, Adelino Minali, Luigi Soffiati, Gracco Spaziani e Luigi Gruppo (quest’ultimo nonno dell’attuale Vicesindaco, Michele Gruppo).

Le Pietre d’inciampo verranno allestite e scoperte al pubblico il 31 maggio alle 11 a Isola della Scala, in piazza Martiri della Libertà in prossimità del monumento ai Caduti e alle 17 a Trevenzuolo, in via Roma davanti al municipio. In entrambe le celebrazioni saranno presenti alcuni parenti delle vittime.
L’iniziativa delle Pietre d’inciampo nel veronese è promossa da Aned che, da anni, accanto alla ricerca sui deportati e deportate scaligeri, sensibilizza le amministrazioni dei vari Comuni coinvolti nel dramma delle deportazioni.
Oltre ad Aned, aderiscono al progetto altre realtà veronesi: Anpi, Anppia Verona, Ivres, Ivrr, Figli della Shoah, Movimento Nonviolento, Associazione rEsistenze, Cgil, Cisl e Uil.
Tra le persone ricordate a Isola della Scala, l’avvocato isolano Gracco Spaziani, iscritto al partito Socialista e schedato nel Cpc (Casellario politico centrale – schedario dei sovversivi). Spaziani è stato fondatore del Comitato di Liberazione Nazionale di Isola della Scala. Venne arrestato dai fascisti (Brigate Nere), assieme alla gendarmeria tedesca, il 22 novembre 1944. Poi deportato nel campo di concentramento di Mauthausen l’8 gennaio 1945 dove morì il 9 febbraio dello stesso anno.
La pietra a Trevenzuolo verrà dedicata, invece, a Ugo Sesini, professore di latino, greco e storia dell’arte al liceo classico Stimate di Verona e di canto liturgico alla scuola superiore d’arte cristiana Beato Angelico di Milano. Dal 1933 al 1938 insegnò all’Università di Bologna, dove per primo introdusse in Italia il corso di Storia e Filologia Musicale. Nel 1939 iniziò l’insegnamento all’Università di Napoli e ottenne l’incarico di bibliotecario al Conservatorio di S. Pietro a Majella, allora la più grande e ricca biblioteca musicale d’Italia. Aderì al Comitato di Liberazione Nazionale di Isola della Scala ed entrò a far parte della Brigata partigiana “Anita”. Il 22 novembre del 1944 venne arrestato dai fascisti della Brigata Nera di Verona e il 14 dicembre deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Morì a Gusen (campo satellite di Mauthausen) il 27 febbraio 1945.
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