Lupo in Lessinia: esperti e istituzioni a confronto a Grezzana

Grande partecipazione venerdì 14 giugno, presso la Sala civica Bodenheim di Grezzana, per l’evento dedicato alla presenza del lupo in Lessinia, organizzato dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi.

evento lupo in lessinia stefano valdegamberi

Si è svolto ieri sera, venerdì 14 giugno, a Grezzana, in una Sala civica Bodenheim praticamente al completo, il convegno “Il Lupo in Lessinia – L’impatto sul sistema rurale e la sicurezza”. Un momento di dialogo e confronto sulla figura del lupo, il suo impatto sull’ecosistema rurale e le implicazioni per la sicurezza dei cittadini. L’incontro, organizzato dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi, presidente del Gruppo Misto Regione Veneto, ha visto la partecipazione di esperti, politici e istituzioni del territorio veronese, tra cui anche il neo-eurodeputato Flavio Tosi il neo-presidente del Parco Naturale Regionale della Lessinia Massimo Sauro.

«Il lupo ha diritto ad esistere, ma ne hanno diritto anche le persone che vivono in montagna, in alpeggio – ha spiegato il consigliere Valdegamberi –. Il numero dei lupi sta aumentando vertiginosamente e, mentre all’estero stanno adottando delle misure di contenimento, qui in Italia parlarne è diventato un tabù. Ormai i lupi arrivano anche in città, in pianura e c’è un problema di sicurezza anche per le famiglie. Il lupo deve rimanere nei boschi e in numero contenuto: solo così è possibile una convivenza».

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Dopo l’introduzione del Consigliere Valdegamberi è stato il momento dei relatori: il prof. Michele Corti, già docente di zootecnia e presidente dell’associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurale, ha parlato dell’impatto dei grandi carnivori sull’ecosistema rurale. «Il lupo è diventato ormai un problema per le popolazioni rurali e arriva anche alle porte delle città, come è successo anche a Verona. È uno dei problemi che compromette la vitalità delle aree rurali. Se parliamo della Lessinia, si fa fatica a credere che dal 2012 ci siano state così tante predazioni senza un intervento di contenimento. Le norme europee dicono che gli Stati e anche le istituzioni regionali hanno il dovere di utilizzare gli strumenti che già esistono e che consentono, per motivi di sicurezza pubblica, l’abbattimento dei lupi».

A illustrare, invece, iltema della sicurezza dei cittadini in relazione alla presenza dei lupi, esaminando il contesto storico e attuale e proponendo possibili soluzioni, è stato Giovanni Todaro, giornalista e scrittore esperto in zootecnica e veterinaria: «Il lupo deve vivere in natura, ma deve essere gestito: se sono troppi o pericolosi, devono essere abbattuti. Gli esemplari sono aumentati vertiginosamente: dal 1971 ad oggi, è aumentato del 4.000 per cento in Italia e del 1.800 per cento in Europa e alcuni di questi sono problematici. L’unica soluzione è abbatterli per mantenere la sicurezza pubblica, come riporta la direttiva “Habitat”».

La serata si è chiusa con l’intervento del funzionario della Regione Veneto, dott. Emanuele Pernechele, che ha illustrato gli strumenti messi a disposizione della Regione per il contenimento del lupo, e, a seguire, una tavola rotonda incentrata sulla consapevolezza politica del problema e sulle azioni già intraprese, durante la quale è stata illustrata la proposta di legge statale presentata in Consiglio Regionale. A dialogare tra loro, eurodeputati, consiglieri regionali, rappresentanti di associazioni sindacali agricole e rurali, e amministratori locali, tra cui il Senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura al Senato, Sergio Berlato, Europarlamentare di FdI, Enrico Corsi, Consigliere regionale del Veneto.

«Dobbiamo tranquillizzare le persone che vivono in montagna e in aree rurali – spiega l’On. De Carlo –. Ci siamo sempre preoccupati del benessere animale, ma ora bisogna anche preoccuparsi del benessere degli umani, che passa anche dal contenimento delle specie invasive che mettono in pericolo l’allevamento e chi vive in determinate aree. Anche in Commissione parliamo spesso di questi temi, ma spesso c’è chi capisce poco la cultura rurale e fatica a capire come sia difficile coniugare l’animale con l’uomo. Il contenimento rimane però un obiettivo che continuiamo a perseguire per dare risposte concrete ai cittadini e agli agricoltori».

«Bisogna fare in modo che ogni livello istituzionale faccia la propria parte: noi lo stiamo facendo in Europa – ha affermato l’On. Berlato –. Finalmente dopo anni di lavoro, siamo riusciti ad ottenere la proposta della Commissione Europea di ridurre il livello di protezione del lupo da “rigorosamente protetto” a semplicemente “protetto”. Gli Stati membri saranno così in grado di applicare più agevolmente l’articolo 16 della “Direttiva Habitat”, ossia dotarsi di piani nazionali di gestione e contenimento che prevedono il monitoraggio e il censimento dei lupi, la definizione a livello scientifico di quanti lupi possono vivere nei nostri territori e, una volta definito il livello massimo di sopportabilità, quelli in esubero devono essere abbattuti per consentire lo svolgimento delle attività umane e per garantire un equilibrio tra le varie specie della fauna selvatica».

«La Lessinia è un luogo importante dove vive una forte comunità e il lupo è un problema che sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto perché sta mettendo in crisi attività che vivono di pastorizia e agricoltura. Dare dei bonus a fronte di animali uccisi, non è una soluzione – conclude il consigliere Corsi –. La politica deve dare risposte ai cittadini che le chiedono».

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