A gennaio aggredito un 17enne in via Mazzini: oggi perquisizioni per 23 militanti di CasaPound

Il 22 gennaio, in pieno centro a Verona, un 17enne è stato aggredito da un gruppo di giovani ricondotti dalla Digos a CasaPound e Blocco Studentesco. Questa mattina sono scattate le perquisizioni per 23 di loro.

Digos aggressione CasaPound via Mazzini

Perquisite questa mattina le abitazioni di 23 militanti di CasaPound e Blocco Studentesco, la relativa organizzazione giovanile. La Digos e la Procura di Verona hanno deciso questo passo in seguito all’aggressione dello scorso 22 gennaio in pieno centro a Verona. Un gruppo di giovanissimi, e in particolare un 17enne, avevano subito intimidazioni e anche aggressione fisica da parte di un gruppo di militanti della formazione di estrema destra, secondo la ricostruzione della Digos della Questura scaligera.

L’aggressione del 22 gennaio 2022

Era il 22 gennaio scorso quando un ragazzino di soli 17 anni è stato aggredito nella centralissima via Mazzini sotto gli occhi attoniti di chi si trovava lì per fare shopping o per godersi la bella giornata di sole.

La vittima non era sola, ma in compagnia di altri 4 amici, tutti minorenni proprio come lui e tutti “colpevoli” di aver incontrato sulla propria strada altri giovani, più grandi di loro, che quel pomeriggio avevano deciso di percorrere le vie del centro cittadino con un obiettivo ben chiaro: dare la “caccia” a chiunque sembrasse appartenere a una “baby gang”.

È stato questo il movente dell’aggressione, anche se la vittima e i suoi amici non appartengono a bande giovanili. Probabilmente il loro modo di vestire, i loro tratti somatici o chissà cos’altro hanno fatto sì che venissero così etichettati dal “gruppo” e quindi ritenuti meritevoli di particolare attenzione.

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L’aggressione trova origine nel “confronto” avviato sui social tra giovani appartenenti alla formazione di estrema destra CasaPound Italia ed un giovane verosimilmente appartenente alle sedicenti baby gang, dimorante in provincia di Milano. Agli insulti scambiati reciprocamente sui social, è seguito un appuntamento per la resa dei conti in zona Torricelle che, secondo i piani, si sarebbe dovuto svolgere proprio nel primo pomeriggio di sabato 22 gennaio.

Il tutto non è sfuggito, però, alla Digos scaligera che, oltre a denunciare il giovane dimorante in provincia di Milano per istigazione a delinquere, tenuto conto dei contenuti preoccupanti dei messaggi postati, ha monitorato le mosse dei giovani de “Il Mastino” (il punto di ritrovo in Veronetta, riconducibile a CasaPound Italia) e predisposto uno specifico servizio di osservazione finalizzato proprio a evitare che elementi delle due formazioni potessero dare seguito a quanto sino a quel momento prospettato solo nel mondo virtuale.

Nonostante l’attività preventiva, nel primo pomeriggio di sabato 22 gennaio, sulle Torricelle sono stati identificati dal personale Digos 23 giovani, tutti vestiti di scuro, alcuni con degli ombrelli al seguito nonostante la giornata di sole, e tutti appartenenti a CasaPound Italia e Blocco Studentesco (il movimento giovanile del partito). Alcuni di loro erano giunti da altre province.

La presenza di costoro non era casuale: secondo la Digos erano lì pronti a intercettare la controparte, nell’eventualità che quest’ultima avesse deciso comunque di presentarsi all’appuntamento. Dopo averli allontanati, si sono diretti in centro città sempre intenzionati a cercare qualcuno da “affrontare”. Infatti, giunti compatti all’altezza di Porta Leoni, hanno iniziato a inveire nei confronti di un ragazzo che aveva avuto l’unica responsabilità di incrociare il loro cammino.

Essendosi accorti della presenza del personale Digos, hanno deciso di desistere. Incamminatisi in via Mazzini sempre in maniera compatta e passando in rassegna con sguardi intimidatori tutti i giovani presenti, hanno raggiunto piazza Bra. Alcuni sempre muniti di ombrelli nonostante la giornata di sole. Approfittando dell’allontanamento momentaneo della pattuglia Digos per un altro intervento nella stessa piazza Bra, il gruppo è tornato in via Mazzini e ha agganciato le giovani vittime all’altezza della fontanella di fronte alla farmacia “Due Campane”.

Dopo avergli rivolto insulti e dopo averli minacciati, hanno deciso di passare alle mani: nel giro di pochi minuti uno dei cinque giovani è stato ripetutamente aggredito dal gruppo.

Dopo aver ricevuto calci e pugni da parte di tre militanti di Cpi, comunque spalleggiati dall’intero gruppo, il giovane è stato nuovamente afferrato all’altezza del negozio “Grand Vision”. Durante questa seconda aggressione, mentre uno dei militanti di Cpi (già coinvolto nella prima aggressione) ha afferrato e immobilizzato la testa del giovane stringendola in un braccio, lo ha costretto a voltare il viso verso gli altri, con due di loro (di cui uno responsabile anche della prima aggressione), lo colpivano nuovamente con calci e pugni al volto. Gli altri amici della vittima sono riusciti, invece, a scappare per le vie del centro.

Al giovane, immediatamente soccorso, è stata riscontrata una “policontusione” e “possibile infrazione ossa nasali” con prognosi di 15 giorni.

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Digos perquisizione CasaPound
Perquisizione della Digos

Oggi le perquisizioni a carico di 23 militanti di CasaPound e Blocco Studentesco

Questa mattina, coordinati dalla Procura scaligera e dalla Procura per i Minorenni di Venezia, e insieme a personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, della Digos di Trento e di Rimini, è stata data esecuzione ai decreti di perquisizione personale e locale a carico di 23 giovani appartenenti al movimento politico CasaPound Italia/Blocco Studentesco ritenuti tutti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di lesioni personale aggravate (dai futili ed abietti motivi, dall’aver agito con premeditazione ed in gruppo) e violenza privata aggravata ai sensi dell’art. 339 c.p. (violenza commessa da più persone riunite).

La maggior parte delle perquisizioni è stata a carico di soggetti noti alla Questura di Verona per la loro militanza nella compagine di estrema destra, hanno un’età compresa tra i 17 e i 45 anni (due risultano minorenni) di cui 12 con precedenti di polizia anche specifici.

All’esito delle perquisizioni, sono stati sequestrati abiti e accessori utilizzati durante l’aggressione e diversi dispositivi elettronici utili per il prosieguo delle indagini.

Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.

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Il contesto, secondo la Digos

«L’aggressione va ricondotta, così come ricostruito nei fatti, all’interno della “contrapposizione” che negli ultimi tempi ha interessato giovanissimi appartenenti a sedicenti bande giovanili e militanti della formazione di estrema destra CPI» scrive la Digos di Verona in una nota. «Ne sono la riprova, non solo i messaggi lanciati sui social, ma anche il “regolamento di conti” sventato da questo Ufficio e la successiva discesa in città finalizzata comunque ad intercettare giovani che per il modo di atteggiarsi, vengono etichettati come appartenenti ad una baby-gang e quindi meritevoli di “attenzioni” da parte dei giovani di estrema destra».

«Nonostante sapessero di essere seguiti a distanza da operatori di questo ufficio, questi giovani hanno comunque deciso di portare avanti i loro intenti criminosi, prendendosela con ignari ragazzi che hanno avuto l’unica colpa di incontrare i loro sguardi. Fa riflettere anche il fatto che il tutto sia avvenuto in pieno centro cittadino, in quello che potremmo definire “il salotto veronese”, noncuranti del fatto di trovarsi ad agire alla presenza di decine e decine di persone che a quell’ora si trovavano a passeggiare in una delle vie dello shopping più frequentate il sabato pomeriggio».

Le reazioni

Da parte di CasaPound Verona è stata rilasciata una nota alla stampa: «Siamo esterrefatti dalla facile indagine politicizzata che è stata messa in atto dagli inquirenti veronesi» è la reazione, parlando di «perquisizioni pilotate».

Da CasaPound aggiungono: «Siamo stupiti di come, talune indagini, casualmente a ridosso di campagne elettorali vengano sempre più spesso precedute da accuse politiche di avversari che nulla hanno di veritiero e sempre più spesso invece sono frutto di una logica volta ad infangare coloro che non si piegano a certe logiche diffamatorie».

Michele Bertucco
Michele Bertucco

Secondo Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, «le perquisizioni effettuate stamattina nella case di 23 componenti di CasaPound rappresentano una ulteriore conferma indiretta della matrice politica di stampo estremista e neofascista della escalation di violenza politica a cui abbiamo assistito in città tra gennaio e febbraio. Una realtà pericolosa che ha portato alle aggressioni ai danni di cinque adolescenti in pieno centro storico e poi ad altre aggressioni nelle settimane successive».

Bertucco si rivolge anche a Palazzo Barbieri: «Grazie alle scelte del sindaco Sboarina, che si è presentato come civico ma è finito con il guidare la maggioranza più estremista e oscurantista della storia della città, Verona continua ad essere additata come il covo dei peggiori estremisti di destra, diffondendo un senso di impunità tra questi gruppi che fanno pratica di violenza politica. Staremo a vedere se i consiglieri di maggioranza che si erano scandalizzati per i cartelli femministi durante la manifestazione contro i fascismi di piazza Isolo ora interverranno con altrettanta decisione per condannare queste aggressioni violente e vigliacche».

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